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Pensione quota 100 per gli esuberi

19 Set 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Set 2018



Pensione quota 100 per i lavoratori in esubero finanziata dalle aziende: come funziona, chi potrebbe uscire dal lavoro.

La pensione quota 100 non si tocca, come più volte ribadito dal ministro Salvini, che mira a smantellare completamente la legge Fornero. Secondo le valutazioni del ministero dell’Economia, però, si potrebbe attuare, almeno in un primo momento, un intervento più leggero, che comporterebbe una spesa massima di 1,5 miliardi di euro: la pensione quota 100 per gli esuberi. In pratica, inizialmente la quota 100 potrebbe essere dedicata solo ad alcune categorie di lavoratori, che potrebbero anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 5 anni, grazie al sostegno delle aziende e ad appositi incentivi statali. Quest’ipotesi è stata al centro di un incontro tecnico al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’esperto di pensioni Alberto Brambilla e il tecnico del lavoro Gianpiero Falasca. Vediamo allora come dovrebbe funzionare la quota 100 per gli esuberi e quali sono le altre proposte relative alla pensione anticipata con quota 100.

Che cos’è la pensione quota 100?

La pensione quota 100 è un trattamento che si può ottenere quando la somma dell’età pensionabile del lavoratore e degli anni di contributi posseduti è almeno pari a 100. Si può ottenere la quota 100, ad esempio, quando l’età dell’interessato è pari a 60 anni, se possiede 40 anni di contributi, oppure con 64 anni di età e 34 di contributi o, ancora, con 62 anni di età e 38 di contributi, etc.

Come funziona la pensione quota 100?

La maggior parte delle proposte presentate sinora sulla quota 100 prevede, oltre al possesso della quota, anche un’età minima e un minimo di anni di contributi per pensionarsi.

L’attuale proposta del ministro Salvini, ad esempio, prevede la quota 100 con un’età minima di 62 anni: in base a quest’ipotesi, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si può pensionare se l’età non risulta almeno pari a 62 anni

Altre proposte invece fissano l’età minima a 64 anni e la contribuzione minima a 36 anni. Si tratta comunque di proposte, e bisognerà verificare, a questo proposito, che cosa verrà disposto nella legge di bilancio 2019.

Secondo differenti ipotesi, la quota 100 dovrebbe essere riservata a determinate categorie di lavoratori, ma non prevedere limiti minimi di età e contribuzione: la quota 100 per gli esuberi fa parte di queste proposte.

Come funziona la quota 100 per gli esuberi?

La quota 100 per gli esuberi prevede l’utilizzo di fondi di solidarietà per sostenere il prepensionamento dei lavoratori in esubero, con un anticipo massimo dell’uscita dal lavoro pari a 5 anni.

I fondi che sosterrebbero gli interventi potrebbero essere sia quelli già attivi in diversi settori, come il fondo credito, assicurazioni, trasporto pubblico o il fondo Tris del settore chimico-farmaceutico, sia dei nuovi fondi specifici; potrebbe essere ad esempio destinato all’intervento Fondimpresa, che attualmente finanzia la formazione continua.

Su questi fondi dovrebbero confluire in parte i contributi previdenziali volontari delle aziende, ed in parte delle risorse pubbliche. In cambio dei contributi, i datori di lavoro beneficerebbero di incentivi fiscali.

Gran parte del costo per la quota 100 degli esuberi sarebbe dunque finanziato dalle aziende, che comunque dovrebbero sostenere oneri più leggeri rispetto a quelli previsti per gli attuali prepensionamenti, come l’assegno straordinario e l’isopensione. Probabilmente la convenienza della quota 100 risulterebbe maggiore anche rispetto all’Ape aziendale, l’anticipo pensionistico volontario pagato dalle aziende.

Com’è calcolata la pensione quota 100 per gli esuberi?

Il calcolo della pensione quota 100 per gli esuberi non dovrebbe essere differente rispetto all’ordinario calcolo della pensione:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 1995;
  • esclusivamente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Nello specifico, non dovrebbero essere previste riduzioni dell’assegno, in quanto l’intervento destinato agli esuberi inciderebbe poco nei conti pubblici.

Com’è calcolata la pensione quota 100?

Nel caso in cui la pensione quota 100 possa essere richiesta da tutti i lavoratori, per arginare il grande numero di domande di pensione e rendere sostenibile questa nuova possibilità, è stato ipotizzato sia il ricalcolo contributivo delle annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011), sia il ricalcolo contributivo integrale.

Il sistema di calcolo contributivo risulta penalizzante, nella maggioranza dei casi, in quanto a differenza del calcolo retributivo non si basa sugli ultimi redditi o stipendi (di solito i migliori nell’arco della vita lavorativa), ma sui contributi versati. Inoltre, le rivalutazioni dei contributi sono più basse rispetto a quelle applicate ai redditi nel calcolo retributivo.

Per capire meglio le differenze di calcolo della pensione: Come si calcola la pensione.



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