Diritto e Fisco | Articoli

Pensione quota 100

13 Giugno 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Giugno 2019



Pensione anticipata per chi raggiunge la quota 100: come funziona, chi ne ha diritto, quali requisiti, che cosa succede nel 2019.

Per pensione quota 100 si intende una pensione anticipata che il cittadino può raggiungere quando la somma dell’età e degli anni di contributi accreditati è almeno pari a 100. La liquidazione delle pensioni quota 100 è iniziata da aprile 2019; l’intervento è stato disposto dal cosiddetto “pacchetto previdenza”, il decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di pensioni e reddito di cittadinanza [1], recentemente convertito in legge.

Non basta, però,  la sola quota 100 per pensionarsi, ma devono essere rispettati requisiti di età e di contribuzione minimi; in particolare, bisogna aver compiuto 62 anni di età e possedere almeno 38 anni di contributi. In ogni caso, la pensione quota 100 non è vantaggiosa per tutti: conviene sicuramente a chi vanta diversi anni di contributi, mentre non è risolutiva per chi di anni di contribuzione ne possiede pochi; affianca, in ogni caso, la pensione di vecchiaia, quindi per coloro che possiedono, ad esempio, 20 anni di contributi, non è assolutamente obbligatorio attendere il compimento degli 80 anni di età per pensionarsi (in quanto per arrivare alla quota 100 con 20 anni di contributi sarebbe, per assurdo, necessario un minimo di 80 anni di età).

Chi possiede molti anni di contributi può invece continuare a beneficiare della pensione anticipata, che dal 2022 dovrebbe poter essere maturata, in base a quanto reso noto sinora, con 41 anni di contributi (ad oggi si può raggiungere con 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne; i lavoratori precoci appartenenti a determinate categorie tutelate possono raggiungere la pensione anticipata sin da ora con 41 anni di contributi).

Ma procediamo per ordine e vediamo nel dettaglio come funziona la pensione quota 100.

Quando si raggiunge la quota 100?

La pensione quota 100 si raggiunge quando la quota dell’interessato è pari o superiore a 100. La quota è il risultato della somma dell’età pensionabile del lavoratore e degli anni di contributi posseduti: non si tratta di una novità assoluta, in quanto, prima che entrasse in vigore la legge Fornero, era possibile ottenere la pensione di anzianità (ora abolita e sostituita dalla pensione anticipata) con le quote.

Ad oggi sopravvivono alcune tipologie di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto.

Come si calcola la quota?

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se il lavoratore raggiunge 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota deve indicare 63,5;
  • se il lavoratore possiede 38 anni e 6 mesi di contributi, ai fini della quota il “punteggio” da indicare è 38,5.

In base a quanto stabilito nel decreto pensioni, per pensionarsi con la quota 100 è stabilita un’età minima e un requisito contributivo minimo.

Quali sono l’età e gli anni di contributi minimi per la quota 100?

La pensione anticipata quota 100 richiede, per pensionarsi, un’età minima di 62 anni, ed una contribuzione minima pari a 38 anni. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni e gli anni di contributi almeno pari a 38. In questo modo, la quota 100 diventa quota 101 per chi ha 63 anni, quota 102 per chi ne ha 64, quota 103 per chi ne ha 65 e quota 104 per chi ne ha 66.

Requisito contributivo per la quota 100

Il requisito di 38 anni di contributi per la quota 100:

  • non subisce gli adeguamenti alla speranza di vita;
  • deve comprendere almeno 35 anni di contributi utili per il diritto alla pensione di anzianità (sono esclusi i contributi figurativi per malattia e disoccupazione), se richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidata la pensione;
  • è verificato tenendo conto delle regole della gestione previdenziale che liquida il trattamento;
  • può essere raggiunto anche attraverso il cumulo gratuito dei versamenti accreditati presso le gestioni amministrate dall’Inps; per gli iscritti all’ex Enpals (gestione spettacolo e sport), è possibile cumulare i versamenti accreditati presso la gestione con i contributi accreditati presso l’Inps, secondo le disposizioni vigenti [2].

È possibile accedere alla pensione quota 100 anche avvalendosi dell’opzione contributiva [3]o della facoltà di computo dei versamenti nella gestione separata.

Per la pensione quota 100 sono previste le finestre?

La pensione quota 100 inizierà ad essere corrisposta da aprile 2019. Per evitare l’esodo di massa dei lavoratori con l’uscita anticipata quota 100, sono state reintrodotte le finestre di attesa, che spostano la decorrenza della pensione. In particolare:

  • i lavoratori del settore privato che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2018, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione il 1° aprile 2019;
  • i lavoratori del settore privato che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
  • i dipendenti pubblici che maturano i requisiti entro l’entrata in vigore del decreto pensioni, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione il 1° agosto 2019;
  • i dipendenti pubblici che maturano i requisiti dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
  • la domanda di collocamento a riposo, per i dipendenti pubblici, deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi;
  • per i dipendenti del comparto scuola si applica la finestra unica di uscita.

In base a quanto esposto nel decreto, dunque, escluse le finestre per i dipendenti della scuola, e la finestra del 1° aprile e del 1° agosto, rispettivamente dedicate ai lavoratori del settore privato e pubblico, le ulteriori finestre saranno mobili, e non finestre fisse.

Se il trattamento pensionistico è liquidato a carico di una gestione esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria (Ago), la prima decorrenza utile della pensione è fissata al primo giorno successivo alla chiusura della finestra.

Se, invece, il trattamento è liquidato a carico di una gestione diversa da quella esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria, la prima decorrenza utile della pensione è fissata al primo giorno del mese successivo alla chiusura della finestra.

Prepensionamento quota 100: staffetta generazionale

I lavoratori ai quali non mancano più di 3 anni per raggiungere la pensione quota 100, se appartenenti a un’azienda che aderisce ad un ente bilaterale e che ha sottoscritto appositi accordi sindacali, potranno accedere a un nuovo prepensionamento, la cosiddetta staffetta generazionale, o quota 94.

Con la quota 94 si otterrà non una vera e propria pensione, ma un assegno di prepensionamento, molto simile agli attuali isopensione e assegno straordinario: in pratica, si tratterebbe di una prestazione di accompagnamento alla pensione, d’importo pari, o molto vicino, al futuro trattamento spettante.

Il pensionamento anticipato dovrà essere finanziato sia dall’azienda che dal fondo bilaterale a cui aderisce, eventualmente con l’ausilio dei fondi interprofessionali: questi fondi, attualmente destinati alla formazione continua dei dipendenti, dovrebbero essere, in tutto o in parte, destinati agli anticipi pensionistici finalizzati al ricambio generazionale. Ad ogni prepensionamento, difatti, dovrebbe seguire un’assunzione incentivata: il provvedimento della pensione quota 100 3 anni prima, per questo motivo, è stato ribattezzato “staffetta generazionale”.

Sarà possibile prepensionare i lavoratori senza assumerne di nuovi, comunque, per le aziende in crisi.

In definitiva, la quota 94, anche se consentirà un ulteriore anticipo rispetto alla quota 100, non impatterà sui conti pubblici, in quanto interamente finanziata dalle aziende e dai fondi interprofessionali.

Quota 100 per la scuola

Le novità in materia di pensioni interessano anche il personale del comparto scuola: sia la nuova pensione anticipata con quota 100, che la pensione anticipata ordinaria con i requisiti bloccati e la proroga dell’opzione donna, saranno però assoggettate alla finestra unica di uscita.

Per i dipendenti delle istituzioni scolastiche, difatti, la cessazione dal servizio e la decorrenza della pensione hanno effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, nel caso in cui la maturazione dei requisiti per il pensionamento sia prevista entro il 31 dicembre dell’anno.

Questa particolare disciplina è dovuta al fatto che il personale della scuola deve assicurare la continuità didattica, pertanto l’uscita dal lavoro è basata sul calendario scolastico.

Considerando che la pensione con Quota 100, il blocco dei requisiti per la pensione anticipata e la proroga dell’opzione donna sono entrate in vigore in ritardo, il personale a tempo indeterminato della scuola può presentare, entro il 28 febbraio 2019, domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio dell’anno scolastico o accademico.

Per il personale delle istituzioni scolastiche ci sono altre buone notizie:è prevista, difatti, la possibilità di incassare il Tfs o il Tfr (cioè il trattamento di fine servizio ed il trattamento di fine rapporto) immediatamente, con un finanziamento bancario i cui interessi saranno a carico dello Stato.

Per saperne di più: Quota 100 scuola.

Pensione quota 100: sino a quando?

Il decreto in materia di pensioni stabilisce che la quota 100 durerà 3 anni.

Nello specifico, la quota 100, in base alle disposizioni del decreto, sarà una misura provvisoria e non strutturale. In pratica, la sua durata sarà pari a 3 anni, cioè per chi matura i requisiti sino al 31 dicembre 2021, poi cederà il passo alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, o quota 41. Chi matura i requisiti per la quota 100 entro il 31 dicembre 2021, comunque, potrà accedere alla pensione quando vuole, in base alla cristallizzazione dei requisiti.

Negli ultimi giorni è stata discussa una chiusura anticipata della quota 100. Il premier Conte, tuttavia, in data 7 aprile 2019 ha chiarito che l’abolizione della quota 100 non è all’ordine del giorno, e la conferma dell’impegno preso un impegno su una misura triennale.

Quanto si perde con quota 100: campagna informativa Inps per scoraggiare i pensionamenti

Nel frattempo, il presidente dell’Inps Tito Boeri, per scoraggiare un’uscita dal lavoro di massa con la quota 100, ha preparato una campagna informativa destinata agli aspiranti pensionati, con le proiezioni di quanto si andrebbe a perdere anticipando la pensione. Ma quanto si perde anticipando la pensione con quota 100?

In base alle proiezioni dei nostri esperti, non esiste una risposta uguale per tutti, ma dipende:

  • da quanti sono gli anni di anticipo del pensionamento (Boeri confronta il pensionamento a 62 anni col pensionamento a 67 anni, quindi con ben 5 anni di differenza; c’è chi, però, potrebbe comunque pensionarsi prima dei 67 anni, con la pensione anticipata ordinaria Fornero: in questi casi lo scarto sarebbe minore del 21% circa ipotizzato da Boeri);
  • dall’ammontare delle ultime retribuzioni o redditi: Boeri ha ipotizzato una crescita costante, ma le retribuzioni, a fine carriera, potrebbero anche crollare, ad esempio per la richiesta di un part time; in queste ipotesi, chi resta al lavoro vede addirittura diminuire, e non aumentare, la quota retributiva di pensione;
  • per quanto riguarda la quota di pensione da calcolare col sistema contributivo, una penalizzazione, nell’anticipo dell’uscita, sussiste sempre, in quanto chi prima esce versa meno contributi, ottiene minori rivalutazioni ed un coefficiente di trasformazione (la cifra che trasforma la somma dei contributi in assegno di pensione, che cresce all’aumentare dell’età) più basso; la penalizzazione, in termini di “mancato guadagno”, dipende dall’età al momento del pensionamento e dall’ammontare dei redditi, o stipendi.

Per saperne di più: Quanto si perde con la quota 100?

Quota 100: le stime ufficiali

L’ultima stima proposta sulle eventuali perdite con quota 100 è al momento quella dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, basata su un campione statistico approssimativo.

Scegliere quota 100 può costare, in termini di minore pensione, dal 5,6% nel caso in cui l’uscita dal lavoro si anticipi di un anno, fino al 34,7% in caso di uscita 6 anni prima.

Bisogna però considerare che con quota 100 la pensione viene intascata per qualche anno in più rispetto agli altri pensionati che restano al lavoro per più tempo, sino all’età per la pensione di vecchiaia: andare in pensione prima significa dunque “prendere di più” dall’Inps.

In parole semplici, la perdita reale, considerando anche le somme percepite in più, va dallo 0,22% di chi si pensiona nel 2019 anziché aspettare il 2020, sino all’8,65% per chi nel 2019 anticipa di 6 anni la pensione.

Quota 100 per gli esuberi

In base alla conversione in legge del decreto in materia di reddito di cittadinanza e pensioni, si prevede che i lavoratori in esubero possano accedere al cosiddetto prepensionamento Quota 100, cioè possono ricevere un assegno straordinario per il sostegno al reddito. I beneficiari sono i lavoratori che raggiungono i requisiti previsti per l’accesso alla pensione quota 100 entro il 31 dicembre 2021.
In buona sostanza, entro il 31 dicembre 2021 bisogna aver compiuto 62 anni di età ed aver maturato 38 anni di contributi.
L’assegno, in ogni caso, può essere erogato solo in presenza di accordi collettivi di livello aziendale o territoriale, sottoscritti con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale; negli accordi deve essere stabilito, a garanzia dei livelli occupazionali, il numero di lavoratori da assumere in sostituzione dei lavoratori che accedono al prepensionamento.

La quota 100 per gli esuberi è comunque affiancata dalla proroga dell’Ape sociale , dall’isopensione e dall’Ape aziendale, l’anticipo pensionistico volontario pagato dalle aziende.

Non ci saranno, ad ogni modo, penalità per i lavoratori: quanto eventualmente perso, in termini di assegno mensile, a causa dell’uscita dal lavoro prima della maturazione della pensione di vecchiaia dovrà essere recuperato grazie a versamenti aggiuntivi dell’azienda, che accrediteranno, in questo modo, i contributi dovuti sino all’età pensionabile.

La pensione quota 100 è adeguata alla speranza di vita?

La pensione anticipata quota 100 non sarà, una volta a regime, soggetta agli adeguamenti alla speranza di vita. Tuttavia, come osservato, sarà possibile raggiungere la quota 100 solo sino al 2021.

La pensione quota 100 conviene più dell’attuale pensione anticipata?

La pensione quota 100, nella generalità dei casi, dal punto di vista dei requisiti richiesti appare più conveniente della pensione anticipata, per la quale attualmente sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dal 2019, la decorrenza della pensione anticipata è spostata in avanti di 3 mesi, con l’applicazione delle finestre di attesa.

Per chi ha iniziato a lavorare precocemente, invece, potrebbe risultare più conveniente l’attuale pensione anticipata.

La pensione quota 100 si può ottenere con cumulo dei contributi?

La pensione anticipata quota 100, in base a quanto disposto dal decreto, potrà essere essere raggiunta anche col cumulo dei contributi, cioè sommando gratuitamente la contribuzione accreditata in casse diverse.

I contributi potranno essere sommati sia ai fini del raggiungimento del requisito della quota, sia ai fini del raggiungimento del requisito contributivo, cioè dei 38 anni di contributi. Sono esclusi i versamenti effettuati nelle casse dei liberi professionisti.

La quota 100 con cumulo dei contributi favorirà l’uscita dal lavoro di tutti coloro che hanno avuto una carriera discontinua, con versamenti in casse diverse. In caso contrario, non potrebbero fruire del pensionamento tutti i lavoratori che hanno versamenti in fondi differenti, a meno che non raggiungano, in almeno un fondo, la quota 100 ed un minimo di 38 anni di contributi, non potendo sommare la contribuzione accreditata in altre gestioni.

Per saperne di più: Quota 100 con cumulo.

Con la pensione quota 100 ci sono penalizzazioni sull’assegno?

Per arginare il grande numero di lavoratori che potrebbero pensionarsi con la quota 100 e rendere sostenibile questa nuova possibilità, era stato ipotizzato sia il ricalcolo contributivo delle annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011), sia il ricalcolo contributivo integrale. Erano state ipotizzate anche penalizzazioni percentuali, per ogni anno mancante all’età pensionabile.

In base a quanto emerge dal decreto pensioni la quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto  o il ricalcolo integralmente contributivo.

Il calcolo della pensione sarà dunque:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per saperne di più: Quota 100 senza penalità

Per capire meglio le differenze di calcolo della pensione: Come si calcola la pensione.

Come si fa la domanda di pensione quota 100?

Per presentare all’Inps, online presso il portale web dell’istituto, la domanda di pensione quota 100, bisogna seguire la stessa procedura valida per la pensione anticipata, ma selezionare: “Pensione anticipata- requisito quota 100″.

All’interno del portale web bisogna cercare il servizio: “Domanda di prestazioni pensionistiche: Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Vuoi sapere come si presenta la domanda di pensione Quota 100, passo dopo passo? Leggi la nostra guida alla Domanda di pensione quota 100.

Fai attenzione, però, a non confondere la domanda di pensione quota 100 con la domanda di cessazione dal servizio (che è un’altra pratica, alla quale sono obbligati i dipendenti pubblici, con la procedura “Istanze online” sul sito del MIUR).

Con la quota 100 si può lavorare?

La pensione quota 100, oltre ai limiti di età e contribuzione, comporterà anche il divieto di lavorare, ma solo sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaiaIl divieto di lavorare, inoltre, non sarà assoluto, ma si potranno conseguire redditi da lavoro autonomo occasionale.

In pratica, si ripristinerà il divieto parziale di cumulo tra lavoro e pensione, ma solo sino al compimento dei 67 anni; ricordiamo che questo divieto è stato abolito, per la maggior parte delle pensioni dirette, dal 2008.

Come appena esposto, il divieto di cumulo non sarà assoluto, come avviene oggi per la pensione anticipata dei lavoratori precoci, ma relativo, come avviene per l’assegno ordinario d’invalidità e per alcune pensioni d’inabilità, con un limite di reddito derivante da attività lavorativa autonoma occasionale.

Nello specifico, non si potranno percepire redditi di lavoro autonomo e dipendente, ma solo redditi di lavoro autonomo occasionale sino a 5mila euro annui.

Sospensione della pensione quota 100 per chi lavora

Una volta liquidato l’assegno di pensione, questo non è cumulabile, in base a quanto disposto dal decreto, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5mila euro lordi annui.

L’impossibilità di cumulare la pensione coi redditi di lavoro opera sino alla maturazione del requisito di età per la pensione di vecchiaia (pari, nella generalità delle gestioni amministrate dall’Inps, a 67 anni dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020; il requisito è adeguato alla speranza di vita media).

Se si lavora mentre si percepisce la pensione con quota 100, e non è stata ancora compiuta l’età pensionabile, la prestazione è sospesa per tutto l’anno di produzione del reddito.

La pensione è sospesa per parte dell’annualità se l’interessato compie, nell’anno, l’età per la pensione di vecchiaia.

Se il reddito prodotto è di lavoro autonomo occasionale, la pensione è sospesa soltanto se il reddito supera i 5mila euro annui.

In ogni caso, l’interessato deve comunicare immediatamente all’Inps:

  • lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, diversa da quella autonoma occasionale, dalla quale derivi un reddito anche inferiore a 5mila euro lordi annui;
  • lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa autonoma occasionale, dalla quale derivi un reddito superiore a 5mila euro lordi annui.

In entrambi i casi, l’Inps provvede alla sospensione del trattamento pensionistico per l’intero anno di produzione del reddito (per parte dell’anno, in caso di compimento dell’età pensionabile).

Le rate di pensione indebitamente corrisposte sono recuperate dall’Inps retroattivamente.

Pensione quota 100 e Naspi

Se il lavoratore che percepisce l’indennità di disoccupazione Naspi perfeziona i requisiti per la pensione quota 100, non decade dal diritto al sussidio, ma continua a riceverlo regolarmente: lo ha chiarito l’Inps, con una nuova circolare [4].

Il diritto all’indennità Naspi si perde, invece, se il disoccupato richiede espressamente la pensione anticipata con opzione quota 100, ma soltanto al momento della decorrenza della prestazione, cioè nel momento in cui è liquidata, e non durante il periodo di finestra. Per approfondire: Pensione quota 100 e Naspi.

Quali sono le altre pensioni anticipate previste dal decreto quota 100?

Oltre alla quota 100, nel decreto pensioni sono stati attuati i seguenti interventi:

  • blocco requisiti della pensione anticipata;
  • la proroga dell’opzione donna, con la possibilità, per le lavoratrici, di pensionarsi a 58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi;
  • la proroga dell’Ape sociale;
  • il prepensionamento: Quota 100 con 3 anni di anticipo.

La Quota 100 si ottiene con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Sì al cumulo dei contributi, escluse le casse professionali.

Si applicano finestre di attesa fisse in un primo momento, poi mobili (3 mesi per la generalità dei lavoratori, 6 mesi per i dipendenti pubblici). Ai lavoratori della scuola si applica la finestra unica annuale.

Non ci sono penalizzazioni nel calcolo della pensione.

Non si può lavorare sino al compimento dell’età pensionabile (è consentito il lavoro autonomo occasionale sino a 5mila euro annui)

note

[1] DL 4/2019.

[2] Art.16 DPR n.1420/1971.

[3] L. 335/1995.

[4] Inps circ. 88/2019.


5 Commenti

  1. Mio marito ha iniziato a lavorare a 16 anni nel1989. A che età andrebbe in pensione ?la quota 100 per lui non va bene

  2. Ho lavorato nello Stato per 40 anni di contributi, ho 64 anni compiuti il 01.06.2018. Con quota 100 che trattamento avro’ tenuto conto che ho smesso di la rare dal 29 aprile 2015 ?
    Grazie

  3. Sono un ex impiegato pubblico, avendo smesso di lavorare dal 7/4/2018 a seguito di licenziamento disciplinare. Alla data del 31/12/2018 avevo raggiunto i requisiti minimi per “Quota 100” avendo 64 anni e 11 mesi di età e 38 anni e 6 mesidi contributi.
    Atteso che tutti quelli come me che si trovano in uno stato di disoccupazione non rientrano nelle previsioni del comma 6 dell’art. 14 del dl n. 4/19, non dovendo procedere alla domanda di collocamento a riposo di cui alla lettera “c” del medesimo comma e non costituendo nessun ostacolo “all’esigenza di garantire la continuità e il buon andamento dell’azione amministrativa”, motivazione posta alla base della ritardata decorrenza del trattamento pensionistico previsto per il 1° agosto 2019 sempre dal primo periodo del comma 6, si chiede la vostra autorevole conferma sull’uscita per il sottoscritto del 1° aprile 2019 sulla base del semplice combinato disposto dei commi 1 e 4 dell’art. 14 del dl 4/19.

  4. Sono deluso , avendo 66 anni e 6 mesi di età e 38,6 anni di lavoro. Avendo l’ indennità INDCOM ed avendo fatto richiesta di quota 100 da quasi 4 mesi, l’INPS non ha ancora deciso se , Quota 100 è compatibile con l’INDCOM ( e non INDCOM con Quota 100). Dopo 100 giorni non sanno prendere una decisione e procastinano. Poi fanno pubblicità all’ ammortizzatore INDCOM, che non è una pensione, fra l’altro pagato dagli stessi commercianti. Mi sorge il dubbio che lINPS faccia questo per creare malumore, essendo che molti commercianti hanno optato per tale indennità, che allo Stato non costa niente.. Ma se non danno Quota 100 a questi, allora è una gravissima ingiustizia, poiché i commercianti hanno dovuto chiudere l’attività, consegnare le licenze e non hanno altri redditi.I commercianti sono sempre stati catalogati “lavoratori di serie B”, ed evasori. Non vorrei avere ragione ,ma a pensare male spesso ci si azzecca.

  5. ha ha ha ha quota 100, aspettative di vita, etc ha ha ha un modo gentile per dire lavora schiavo e portaci soldi, tanto alla bell’eta di 60 suonati la morte è dietro l’angolo. ce un altro nome diverso da contributi? poi per le generazioni future non ci sara piu nessuna quota, non ce piu lavoro, figuriamoci, 38 anni garanti pura utopia , una nazione ridotta allo sfacelo, tutte le industrie sono estere e qualche piccolo imprenditore rimasto se ne scappa all’est

Rispondi a Anonimo Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA