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Perché invecchiamo? I radicali liberi e i cibi antiossidanti

21 Settembre 2018


Perché invecchiamo? I radicali liberi e i cibi antiossidanti

> Salute e benessere Pubblicato il 21 Settembre 2018



Come difendersi dai tumori e dall’invecchiamento determinato dai radicali liberi: i cibi che aiutano a restare giovani.

Come mai in campagna, dove l’alimentazione è più sana e si è lontani dallo stress urbano, si vive di più mentre nelle grandi città la possibilità di contrarre malattie anche mortali è molto più elevata? Ti sei mai chiesto perché un tuo compagno di classe del liceo dimostra molto meno dell’età che ha ed un altro invece sembra già vecchio? I fattori che possono contribuire all’invecchiamento dell’uomo o della donna sono diversi: stile di vita, sonno, genetica, preoccupazioni, difficoltà di ogni genere. Ma, se è vero che “siamo ciò che mangiamo” è anche vero che il cibo ha una sua grossa parte in questi processi. L’alimentazione può influenzare Ia salute attraverso meccanismi diversi tutti scientificamente plausibili. La maggior parte delle nuove ricerche in quest’ambito si è concentrata sul potere antiossidante di alcuni alimenti. Di tanto parleremo in questo articolo. Cercheremo di spiegare perché invecchiamo, cosa sono i radicali liberi e i cibi antiossidanti. Ma procediamo con ordine.

Antiossidanti: a che servono?

Tra i disturbi che ci affliggono, molti sono dovuti alla perversità dell’ossigeno. Proprio così, questo elemento, essenziale per Ia vita è anche in grado di minare Ia salute. Le nostre cellule devono necessariamente affrontare un vero e proprio assedio da parte di forme tossiche dell’ossigeno, dotate di un notevole potenziale distruttivo.

Esse, infatti, favoriscono Ia formazione di trombi arteriosi, promuovono Ia cancerogenesi, distruggono le articolazioni e alterano le funzioni cerebrali.

La teoria che vede l’ossigeno responsabile di molti disturbi ha letteralmente rivoluzionato le modalità di approccio della ricerca scientifica alla genesi e alla prevenzione delle malattie. Si è così delineata una precisa linea d’indagine, volta a stabilire i legami esistenti tra alimentazione e deterioramento dell’organismo. Finora e stato possibile correlare all’azione distruttiva dell’ossigeno almeno 60 malattie croniche e, fatto non trascurabile, l’invecchiamento stesso.

«Man mano che gli anni aumentano, cresce il nostro tasso di ossidazione», osserva Helmut Sies, capo del Dipartimento di Biochimica della Facoltà di Medicina dell’Università di Dusseldorf (Germania). In termini meno gentili, potremmo essere paragonati a un pezzo di burro lasciato a lungo all’aria aperta. In queste condizioni l’irrancidimento e inevitabile, rapido in certi casi, più lento in altri. La questione cruciale e appunto questa: perché certe persone invecchiano velocemente mentre altre risultano particolarmente resistenti al danno ossidativo? Perché certe popolazioni sono, mediamente, più sane e longeve di altre? Com’é possibile rallentare questo processo degenerativo?

Lo stress ossidativo: cos’è?

Come spiega il donor Sies, Ia teoria che vede l’ossigeno come il principale responsabile di molte malattie è facilmente comprensibile.

II nostro organismo può essere paragonato a un campo di battaglia nel quale si affrontano due schieramenti: le molecole di ossigeno nocive, chiamate ossidanti, e gli antiossidanti, sostanze ad azione protettiva. Alcuni ossidanti, normalmente prodotti dai diversi processi metabolici, possono svolgere un ruolo positivo, ma molti altri risultano tossici. Questi ultimi sono paragonabili a una «banda» di molecole dotate di un’attività sfrenata che viaggiano nel nostro organismo assalendo le cellule, rompendone Ia delicata membrana di rivestimento, attaccandone il materiale genetico, alterandone Ia componente lipidica, sovvertendone Ia struttura a tal punto da poterne provocare Ia morte. Questo processo, ovviamente, avviene in modo molto graduale e senza provocare alcun tipo di disturbo. Dopo anni di incessante martellamento da parte degli ossidanti, iniziano a comparire i primi malesseri: diminuzione della vista, angina, infiammazione, diminuzione della memoria e, a volte, tumori.

Fortunatamente, vari antiossidanti, per lo più contenuti negli alimenti, si impegnano al massimo per proteggere le cellule. Esiste tuttavia una «zona» ad alto rischio di malattia che si manifesta quando gli ossidanti superano le capacita protettive degli antiossidanti. Questa condizione viene definita «Stress ossidativo».

Cosa sono i radicali liberi?

Gli ossidanti sono di diversa natura e provenienza, tuttavia quelli più noti e studiati sono i cosiddetti «radicali liberi». La loro caratteristica è quella di aver perso un elettrone e, insieme con esso, anche Ia propria stabilita chimica. Di conseguenza, essi cercano di acchiappare l’elettrone mancante un po’ dovunque e in questa ricerca frenetica aggrediscono le cellule sane, distruggendole.

Si vengono così a creare altri radicali liberi, e quindi nuove lesioni cellulari, in una reazione a catena non più controllabile. «I radicali liberi generano radicali che, a loro volta, ne producono altri» spiega il dottor Sies. Queste molecole possono attaccare il Dna, cioe il materiale genetico racchiuso nel nucleo cellulare, alterandolo (mutazione). E questo il primo passo lungo Ia strada che può portare all’insorgenza di un tumore.

Ma c’è di più: i radicali liberi attaccano Ia componente lipidica delle membrane cellulari e, in mancanza di difesa, cioè di antiossidanti, gli acidi grassi subiscono un processo chiamato perossidazione. In altre parole, irrancidiscono.

Qual è l’origine degli ossidanti?

Alcuni sono un prodotto di rifiuto di processi metabolici molto comuni quali, per esempio, Ia respirazione e le reazioni immunitarie. Molti altri, invece, provengono dall’ambiente o da cattive abitudini di vitae sono particolarmente nocivi: radiazioni ionizzanti, inquinanti atmosferici, prodotti chimici tossici, pesticidi, fumo di sigaretta, eccesso di esercizio fisico e stress. E chiaro che ciascuno di noi può, in una certa misura, prevenire il danno ossidativo evitando di assumere comportamenti a rischio. Ma e possibile fare ancora di più: potenziare le difese antiossidanti.

Come difendersi dai radicali liberi con il cibo

Una delle più grandi scoperte effettuate in questi ultimi anni, supportata da un’impressionante mole di evidenze scientifiche, e che lo stress ossidativo può essere combattuto anche a tavola. ovviamente nei limiti consentiti dalla genetica. Gli antiossidanti contenuti in certi alimenti, soprattutto frutta e verdura, sono in grado di intercettare e annientare i radicali liberi ma anche di riparare, almeno in parte, i danni già avvenuti.

Una volta chiarito l’enorme potenziale di queste sostanze, i ricercatori hanno iniziato a passare in rassegna tutti gli alimenti, al fine di stabilirne Ia maggiore o minore capacita difensiva. Ciò ha portato all’identificazione di un gruppo di antiossidanti di origine vegetate ai quali sono stati attribuiti nomi abbastanza originali:

quercetina, Iicopene, luteina, glutatione. Essi si aggiungono all’elenco di nutrienti molto più noti: vitamina C, E, beta-carotene e selenio.

Soggetti con attività ossidativa elevata e basso apporto di antiossidanti, e quindi ad alto rischio di malattia, potranno così raggiungere una situazione di equilibrio aumentando il consumo di alimenti ricchi di sostanze ad azione difensiva. Tra tutti gli accorgimenti adottati per migliorare lo stato di salute, sforzarsi di mangiare alimenti ricchi di antiossidanti e sicuramente il più importante.

Quali danni possono evitare gli antiossidanti?

  • Ossidazione del colesterolo LDL che risulta così molto dannoso per le arterie;
  • Alterazione del materiale genetico cellulare (mutazione) con possibile insorgenza di un tumore;
  • Distruzione di cellule facenti parte di strutture oculari con conseguente cataratta o degenerazione maculare;
  • Aumento della pressione sanguigna;
  • Distruzione di cellule nervose e possibile insorgenza di gravi disturbi neurologici come il morbo di Parkinson;
  • Esaltazione dei processi infiammatori, come nell’artrite e nell’asma;
  • Alterazione degli spermatozoi, con conseguente infertiliti e anomalie congenite.

Quali cibi contengono antiossidanti?

Quando acquisti frutta o verdura, cerca di scegliere le varietà più colorate che, di solito, sono più ricche di antiossidanti. Per Ia stessa ragione, privilegia i prodotti freschi o surgelati e diminuisci il consumo di quelli in scatola, o lavorati oppure precotti.

In linea di massima, puoi fare una buona scorta di antiossidanti mangiando:

  • Uva rossa al posto di quella bianca
  • Cipolle rosse invece delle bianche
  • Cavoli, cavolfiori e broccoli crudi o poco cotti
  • Aglio crudo e schiacciato
  • Verdure fresche o surgelate al posto di queUe in scatola
  • Verdure cotte nel forno a microonde piuttosto che bollite o stufate
  • Olio extravergine di oliva spremuto a freddo
  • Vegetali con foglie di colore verde scuro
  • Pompelmi rosa, non bianchi
  • Frutta intera al posto dei succhi di frutta
  • Succhi di frutta e verdura freschi e non in scatola
  • Carote e zucche di colore arancione intenso.

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1 Commento

  1. Quella dell’aglio schiacciato è curiosa, ma anche impraticabile, anche se si consigliava l’aglio a digiuno da tempo immemore ( mai fatto ).
    i succhi di frutta freschi sarebbero i frullati, visto che quelli in scatola sono sconsigliati, forse per i zuccheri aggiunti o i conservanti. Tanto vale mangiare la frutta senza perdere tempo.
    La verdura cotta in genere perde diverse proprietà. Ahimè
    Problema: molti mangiano fuori a pranzo: lì è difficile..
    Il mio dietologo mi ha dato acqua calda con un limone spremuto a digiuno la mattina. Poi niente sale, niente zucchero. Quasi impraticabile.
    Mi ricorda la dieta di Fantozzi: niente bere niente mangiare..

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