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Quando sequestro preventivo

13 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Ottobre 2018



Cos’è il sequestro preventivo? Qual è la differenza con la confisca? Cosa sono le misure cautelari?

Il sequestro è, nell’immaginazione di tutti, una cosa negativa; ed è vero: con il sequestro un bene viene sottratto al suo legittimo titolare per essere affidato a qualcun altro. I motivi possono essere diversi: perché si è contratto un debito cui non si può far fronte; perché è stata infranta una norma amministrativa (ad esempio, una regola del codice della strada); perché è stato commesso un reato. Il sequestro riguarda praticamente ogni ambito del diritto e si configura sempre come una misura cautelare adottata per evitare che il proprietario del bene sequestrato possa continuare ad utilizzare lo stesso. Per quanto riguarda il sequestro in ambito penale, devi sapere che il procedimento penale è un lungo percorso che comincia nel momento in cui all’autorità competente (cioè, la procura della Repubblica) giunge la notizia di reato e termina con la sentenza (di assoluzione o di condanna) definitiva. In mezzo ci sono una serie molto ampia di vicende; elencarle tutte sarebbe impossibile. Poiché il processo penale è molto lungo, la legge prevede alcune misure che l’autorità giudiziaria può utilizzare per evitare che l’imputato, nelle more del procedimento, possa sottrarsi alla giustizia oppure commettere altri fatti criminosi. Si tratta delle misure cautelari. Le misure cautelari sono personali, quando incidono sulla libertà dell’individuo cui si rivolgono, o reali, quando colpiscono i beni di un soggetto: tra queste ultime rientra proprio il sequestro preventivo, che interviene per evitare che l’offesa arrecata possa protrarsi. Se questo argomento ti interessa, prosegui nella lettura dei prossimi paragrafi: vedremo insieme cos’è e quando c’è sequestro preventivo.

Cosa sono le misure cautelari?

Prima di spiegare il sequestro preventivo, è opportuno fornire una breve definizione di misura cautelare. Le misure cautelari, come anticipato nell’introduzione, servono ad impedire che le lungaggini processuali possano vanificare il processo. Facciamo un esempio: se viene fermato mentre guidi in stato di ebbrezza e il tasso alcolemico risulta di gran lunga superiore ai limiti consentiti, la polizia potrebbe disporre il sequestro dell’auto per evitare che tu la possa riutilizzare. Un altro esempio: la polizia, dopo lunghe indagini, fa irruzione nell’abitazione di Tizio, indagato per atti di violenza e minacce, rinvenendo numerose armi da fuoco e munizioni. Per evitare che, in futuro, queste possano essere utilizzate per compiere attività criminali, vengono sottoposte a sequestro.

Quali sono le misure cautelari?

Abbiamo spiegato cosa sono le misure cautelari e a cosa servono. Vediamo ora quali sono le misure cautelari previste dalla legge penale. La prima grande ripartizione che può essere fatta è quella tra misure cautelari personali e misure cautelari reali: le prime si applicano alle persone, mentre le seconde agli oggetti. Esempio: la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare impedisce a una persona di far rientro a casa; il sequestro di una cosa (ad esempio, di una pistola), invece, riguarda un oggetto. Le misure cautelari reali sono: il sequestro conservativo e il sequestro preventivo. Entrambe hanno ad oggetto un bene e non una persona.

Sequestro conservativo: cos’è?

Il sequestro conservativo ha una finalità prevalentemente economica: infatti, il suo scopo è quello di sottrarre all’imputato la disponibilità di beni mobili o immobili in vista del pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento oppure del risarcimento dovuto alla persona offesa [1]. Il sequestro conservativo può essere richiesto sia dal pubblico ministero che dalla parte civile interessata al risarcimento del danno; a disporlo è il giudice con ordinanza, avverso la quale è possibile ricorrere al tribunale in sede di riesame [2].

Sequestro preventivo: cos’è?

Per quanto riguarda il sequestro preventivo, invece, la legge dice che, quando c’è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze dello stesso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice ne dispone il sequestro con decreto. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

Nel corso delle indagini preliminari, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, il sequestro è disposto con decreto motivato direttamente dal pubblico ministero. Negli stessi casi, prima dell’intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, nelle quarantotto ore successive, trasmettono il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito. Questi, se non dispone la restituzione delle cose sequestrate, richiede al giudice la convalida entro quarantotto ore dal sequestro, se disposto dallo stesso pubblico ministero, o dalla ricezione del verbale, se il sequestro è stato eseguito di iniziativa dalla polizia giudiziaria.

Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini sopra indicati ovvero se il giudice non emette l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta [3].

Sequestro preventivo: quando?

In pratica, il sequestro preventivo viene disposto quando ci sia il timore che la persona indagata o imputata possa avvalersi di un determinato bene nelle more del procedimento penale; in teoria,  quindi, se i processi fossero istantanei (oggi catturato, domani processato), non si avrebbe bisogno del sequestro preventivo, né tantomeno di ogni altra misura cautelare. Poiché, però, questo è impossibile, si rende necessario sottrarre fisicamente la cosa incriminata all’autore del fatto criminoso; si pensi a chi sia indagato per stalking e detenga in casa una pistola: questa potrebbe essere utilizzata per realizzare la minaccia che l’autore del crimine abbia rivolto alla sua vittima; si rende pertanto necessario il sequestro dell’arma.

Sequestro preventivo e confisca

Il sequestro preventivo, inoltre, può essere disposto anche in vista della futura confisca del bene, cioè dell’attribuzione dello stesso, a titolo definitivo, allo Stato. La confisca [4], come il sequestro, consiste nell’apprensione di uno o più beni. Sequestro e confisca sono dunque uguali? No. La differenza sta nel fine: mentre il sequestro comporta una sottrazione temporanea, la confisca si caratterizza, al contrario, per la sua definitività. Detto in parole semplici, il bene confiscato non viene più restituito: se non viene proprio distrutto, esso viene acquisito a titolo definitivo dallo Stato.

Facciamo un esempio. Secondo il codice penale, i beni che hanno costituito il prezzo o il profitto di uno dei principali reati contro la pubblica amministrazione (concussione, peculato, corruzione, ecc.) sono confiscati a seguito di sentenza di condanna. Se questi beni non ci sono o non sono più reperibili, è ordinata la confisca dei beni di proprietà del colpevole per un valore corrispondente al suo illecito arricchimento.

Si prenda il caso del dipendente che, avendo la disponibilità del denaro della pubblica amministrazione per cui lavora, se ne appropri. Se verrà condannato per peculato, gli verranno confiscati beni per un ammontare pari al suo furto. Allo stesso modo, si pensi al pubblico ufficiale che, abusando delle sue funzioni, in cambio di alcuni favori si faccia regalare un’automobile. Se, a seguito di processo penale, il pubblico ufficiale verrà condannato per concussione, l’automobile che gli è stata ingiustamente regalata gli verrà confiscata.

La confisca, però, segue la sentenza di condanna, in quanto trattasi di una vera e propria pena (seppur accessoria), mentre il sequestro si applica prima, proprio in attesa della sentenza definitiva. Quindi, tornando all’esempio di sopra, l’auto regalata illegittimamente al pubblico ufficiale, durante tutte le indagini e il procedimento, verrà posta sotto sequestro; se interverrà una sentenza di condanna, poi, verrà confiscata.

Sequestro preventivo: cosa fare?

Contro il provvedimento che dispone il sequestro preventivo è possibile fare ricorso al tribunale del riesame [5]. La persona legittimata non è soltanto l’indagato o l’imputato, ma anche colei che, pur non rivestendo tale qualità, risulta essere il proprietario del bene sequestrato: non poche volte, infatti, le autorità mettono sotto sequestro beni utilizzati dall’autore del crimine, ma di proprietà di terzi. Si pensi a chi guidi pericolosamente in stato di ebbrezza l’auto di altra persona: ebbene, in un caso come questo, l’intestatario della vettura potrà fare ricorso perché la stessa venga dissequestrata.

note

[1] Art. 316 cod. proc. pen.

[2] Art. 317 cod. proc. pen.

[3] Art. 321 cod. proc. pen.

[4] Art. 240 cod. pen.

[5] Art. 322 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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