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Risarcimento incidente stradale: tempi

15 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 ottobre 2018



Quando e come fare richiesta dell’indennizzo, cosa viene pagato ed entro quando arrivano i soldi.

Hai fatto un incidente in macchina per colpa di un altro. Lui ha ammesso la sua colpa e stai aspettando che l’assicurazione ti dia i soldi che, per ora, non sono arrivati. Ti starai chiedendo quali sono i tempi per il risarcimento da incidente stradale. E che cosa ti deve risarcire la compagnia, visto che non si deve considerare soltanto il danno all’auto ma anche quello che tu hai riportato, sia da un punto di vista fisico sia da quello psicologico e patrimoniale.

Come potrai intuire, quando si verifica un incidente stradale, e sempre se le condizioni della persona coinvolta lo consentono, occorre farne denuncia il più presto possibile alla propria compagnia di assicurazioni per iscritto. Il modo più comune è quello di compilare la constatazione amichevole, il cosiddetto modello Cai, firmato da entrambe le parti. L’assicurazione, a questo punto, deve provvedere al risarcimento dei danni all’assicurato per conto della compagnia di chi ha avuto la colpa del sinistro.

Il problema è sempre il solito: quando arrivano i soldi? Cioè, il risarcimento per un incidente stradale ha dei tempi lunghi? Dipende da come sono andate le cose, dall’entità del danno e dal fatto che l’assicurato accetti o meno la proposta di risarcimento avanzata dalla compagnia.

Chi rifiuta la proposta, di solito, lo fa perché non la ritiene congrua rispetto al danno subìto. Si rende conto, insomma, che la compagnia si è limitata al preventivo del carrozziere e alla fattura del centro sanitario in cui si è fatto curare. Ma non ha valutato, ad esempio, la perdita di reddito che deriva dal fatto di essere stato costretto ad assentarsi dal lavoro per un certo periodo di tempo. E nemmeno del danno psicologico che suppone un incidente stradale: la paura di rimettersi al volante, l’imbarazzo di uscire di casa con una cicatrice vistosa sul volto, il senso di rabbia e di ingiustizia per dover deambulare in qualche modo a causa delle ferite riportate e per non poter fare una vita normale. Chi paga tutto questo? Come si stabilisce il risarcimento per incidente stradale quando si hanno queste conseguenze?

Risarcimento incidente: che cosa si paga?

Quando si fa un incidente stradale si possono subire dei danni diversi. Da quello patrimoniale, che tocca la sfera economica e materiale della vittima, a quello non patrimoniale, che interessa la parte biologica, cioè la salute, e quella morale ed esistenziale. Quale deve essere il risarcimento per ciascuno di questi danni?

Risarcimento del danno patrimoniale

Come appena detto, il danno patrimoniale causato da un incidente stradale è quello che interessa la sfera materiale ed economica della vittima. E non si tratta solo di quello che ti chiederà il carrozziere per sistemarti l’auto (sempre che convenga) o alle spese mediche che devi sostenere per guarire dalle lesioni riportate, il cosiddetto «danno emergente». Pensa, ad esempio, al rappresentante di commercio che deve rinunciare alla macchina per un periodo di tempo o che, per fare il suo lavoro, deve spendere dei soldi per noleggiarne una. È quello che si chiama «lucro cessante».

Che cosa deve comprendere il risarcimento del danno patrimoniale? La giurisprudenza dice che bisogna considerare:

  • il fermo tecnico o il noleggio dell’auto [1];
  • il mancato utilizzo della macchina per il periodo necessario alla riparazione valutato rispetto al costo del noleggio dell’auto sostitutiva [2];
  • il fatto che il danno da fermo possa essere risarcito in modo equitativo [3] anche senza prova specifica: basta che la vittima dell’incidente sia stata privata della possibilità di usare la sua auto a prescindere dall’utilizzo che ne faceva, poiché deve comunque pagare bollo e assicurazione anche se la deve tenere in un deposito.

Il danno patrimoniale prevede anche l’Iva anche se l’auto non viene sistemata, a meno che la persona danneggiata abbia diritto al rimborso o alla detrazione dell’imposta versata.

Ma come si calcola il danno patrimoniale quando chi fa un incidente stradale resta impossibilitato a lavorare e, quindi, a produrre reddito? Secondo il Codice delle assicurazioni [4], bisogna considerare le conseguenze dell’inabilità temporanea o dell’invalidità permanente sul reddito di lavoro in questo modo:

  • per il lavoratore dipendente: reddito di lavoro più elevato degli ultimi tre anni maggiorato di quelli esenti e al lordo delle detrazioni e delle ritenute;
  • per il lavoratore autonomo: reddito netto più elevato degli ultimi tre anni (così come riportato nella dichiarazione dei redditi.

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il risarcimento da incidente stradale non consiste solo in un rimborso di soldi per il costo della sistemazione dell’auto o della mancata possibilità di fare reddito a causa di un’inabilità o di un’invalidità. Esiste anche il danno non patrimoniale che può essere biologico o morale, cioè legato alla sofferenza fisica o a quella psicologica.

Il danno biologico

Quando si verifica un incidente stradale, il danno biologico deve intendersi come quello che il sinistro provoca a livello psico-fisico ed accertabile da un medico legale. Prevede, dunque, un risarcimento quando il danno è stato causato da un’altra persona in quanto il diritto alla salute è protetto dal nostro ordinamento. Va distinto, secondo la Cassazione, dalla lesione psicologica e può essere risarcito anche da un giudice [5].

Ci sono due parametri da tenere in considerazione per il risarcimento del danno biologico da incidente stradale:

  • l’inabilità temporanea, cioè il periodo in cui, come conseguenza del sinistro, la persona lesa non può lavorare del tutto o in parte e, quindi, produrre normale reddito. L’inabilità è totale (ITT) se c’è assoluta impossibilità di svolgere la propria attività, parziale se la possibilità di lavorare è limitata (ITP al 50%) e minima (ITM al 25-30%) se la capacità lavorativa è quasi totale;
  • l’invalidità permanente, cioè il danno non guaribile che va risarcito in base al grado di invalidità procurato dall’incidente tenendo conto dei danni fisici e psichici.

Tieni conto che l’inabilità temporanea non viene risarcita se durante il periodo interessato hai percepito l’intera retribuzione da parte del tuo datore di lavoro: significa, infatti, che il tuo reddito non è diminuito pur non potendo esercitare l’attività al 100% [6], a meno che ti abbia riportato altri danni economici [7].

Danno morale ed esistenziale

Il danno morale da incidente stradale è quello subìto a livello emotivo dalla vittima, mentre quello esistenziale è quello che pregiudica la vita sociale della persona ferita. Nel primo caso, si può pensare alle conseguenze della paura di avere visto la morte in faccia o di non poter più lavorare. Nel secondo caso, si può pensare ad una vistosa menomazione o segno dell’incidente che portano la vittima a cambiare le proprie abitudini, come può essere rimanere con il volto sfigurato.

Il risarcimento del danno morale deve tenere conto dell’entità della sofferenza, quindi viene valutato caso per caso, ma non deve andare oltre i due terzi del valore del risarcimento per il danno biologico.

Il danno esistenziale, invece, vengono risarcite le situazioni tutelate dalla Costituzione, diverse da quelle che rientrano nel danno biologico, lese dalla condotta di chi ha provocato l’incidente oltre la soglia di tollerabilità riconosciuta dalle regole di civile convivenza.

Risarcimento incidente: entro quando va chiesto?

Puoi effettuare la richiesta per il risarcimento da incidente stradale entro due anni dal sinistro. Questo, infatti, è il termine di prescrizione. Che, però, può essere interrotta con una tua lettera di diffida all’assicurazione in cui rinnovi la richiesta di indennizzo. In questo caso, la prescrizione si interrompe e ricomincia da capo dalla data in cui è stata ricevuta la lettera.

Risarcimento incidente: quando arrivano i soldi?

Se accetti la somma offerta dall’assicurazione, i tempi per il risarcimento da incidente stradale sono di 15 giorni dalla data in cui è stata fatta la comunicazione. Se, invece, non accetti quella somma, la compagnia la paga lo stesso entro 15 giorni. Puoi trattenere quei soldi come acconto su un eventuale saldo a tuo favore.

In quest’ultimo caso, hai la possibilità di avviare una causa in tribunale contro la compagnia di assicurazione dopo 60 giorni dalla data di richiesta del risarcimento con lettera raccomandata a/r oppure entro 90 giorni se ci sono dei danni alla persona.

Il risarcimento diretto, però, non viene applicato se:

  • nell’incidente sono rimasti coinvolti più di due veicoli (pensa, ad esempio, ad un tamponamento a catena);
  • nell’incidente sono rimasti coinvolte delle vetture immatricolate all’estero;
  • il risarcimento riguarda il danno subìto da una terza persona trasportata (sarà lei a presentare la richiesta di risarcimento alla compagnia del veicolo sul quale era a bordo al momento dell’incidente).

Se la richiesta di risarcimento da incidente stradale viene avanzata alla compagnia dell’altro veicolo coinvolto nel sinistro, i tempi sono più lunghi, cioè:

  • 60 giorni dalla data in cui si riceve la documentazione riguardante l’incidente se di cono stati solo dei danni materiali, oppure 30 giorni se il modulo di denuncia è stato firmato da tutti gli automobilisti coinvolti;
  • 90 giorni dalla data in cui si riceve la documentazione per incidenti con danni alle persone oppure che abbiano provocato un decesso.

Se la documentazione non è completa, la compagnia chiede le dovute integrazioni entro 30 giorni dalla data in cui ha ricevuto i primi documenti. A questo punto, i tempi elencati sopra ripartono da capo.

note

[1] Trib. Torino sent. n. 7029/2013 del 21.11.2013.

[2] Cass. sent. n. 51/2012 del 10.01.2012.

[3] Cass, sent. n. 6907/2012 dell’08.05.2012.

[4] Art. 137 cod. assicurazioni.

[5] Cass. sent. n. 11039/2006 del 12.05.2006.

[6] Cass. sent. 15385/2010.

[7] Cass. sent. n. 10597/1995 dell’11.10.1995.


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