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Acqua in bottiglia: quale scegliere?

24 settembre 2018


Acqua in bottiglia: quale scegliere?

> Food Pubblicato il 24 settembre 2018



I criteri per l’acquisto delle acque in bottiglia. Da dove proviene l’acqua minerale e perché le acque non sono tutte uguali. Come prevenire osteoporosi, combattere pressione alta, anemia, acidità di stomaco, affrontare gravidanza e allattamento bevendo acqua “responsabilmente”.

Ti è mai capitato di dover comprare dell’acqua in bottiglia? Presumo di sì. L’Italia è uno dei paesi in testa alla classifica mondiale per il consumo di acqua in bottiglia, un mercato globalmente destinato a crescere e che nel 2017 ha persino superato quello delle bibite gassate. Non è difficile immaginarne le motivazioni: l’acqua in bottiglia è comoda, trasmette sicurezza, le immagini di montagne immacolate che campeggiano sull’etichetta invogliano all’acquisto, evocando l’idea della sorgente pura e incontaminata da cui proviene. Tuttavia, pochi conoscono le differenze tra le varie acque in bottiglia messe in commercio (esistono addirittura quattro differenti tipologie di acque minerali naturali) e sanno come orientarsi nell’acquisto. Quale acqua comprare? Esistono dei criteri oggettivi per scegliere? Sapersi orientare nel mondo delle acque in bottiglia può essere estremamente vantaggioso per la salute. In questo articolo ti spiegherò quale acqua in bottiglia scegliere, perché è così importante e in che modo muoversi in un mercato così vasto e multiforme, partendo dalla lettura di un elemento fondamentale della bottiglia che troppo spesso si dà per scontato, l’etichetta.

Cosa significa “minerale”? I criteri sono stabiliti dalla legge italiana

Le acque in bottiglia riportano sempre sulle etichette la dicitura “acqua minerale” (o – altrimenti – “oligominerale”). È una definizione dell’acqua a cui ti sarai abituato, entrata nell’uso comune – quasi che sia scontata –, ma sul cui significato non capita spesso di interrogarsi. In effetti, “minerale” significa semplicemente che contiene i cosiddetti “sali minerali” o “oligoelementi” (elementi salutari come calcio, magnesio, fosfato etc). Tuttavia, a livello normativo, c’è di più: l’acqua, per essere definita “minerale”, non solo deve contenere i sali minerali ed essere potabile, non nociva per la salute, ma deve anche non aver subito trattamenti di potabilizzazione (un trattamento di potabilizzazione è, ad esempio, la clorurazione, l’aggiunta di cloro) prima di venire imbottigliata. Affinché ciò sia possibile l’acqua deve provenire da falda profonda ed essere imbottigliata così come sgorga dalla sua sorgente [1]

La potabilità e la “mineralità” dell’acqua vengono sancite dal Ministero della Sanità, sulla scorta di alcuni parametri chimici e batteriologici fissati per legge: l’acqua è potabile se non presenta tracce di sostanze tossiche o batteri e una quantità di sali minerali superiore a 1,5 grammi per litro, mentre è “minerale” se non presenta i residui di trattamenti di potabilizzazione – che pure non sono dannosi per la salute, ma incidono sulle proprietà di gusto – o se non ha subìto un processo di filtrazione, che avrebbe come conseguenza la filtrazione anche dei preziosi oligoelementi.

È doveroso a questo punto che ti faccia una premessa: l’acqua del rubinetto è sempre potabile (la legislazione sugli acquedotti è addirittura più restrittiva di quella per l’acqua imbottigliata [2], ma non necessariamente “minerale”. E se è vero che la provenienza dell’acqua da rubinetto varia da Comune a Comune, è anche vero che accade sovente che privato e pubblico si approvvigionino presso la stessa fonte. Sulla rivista “Science” (numeri di maggio e dicembre 2010) sono stati pubblicati a questo proposito due interessanti articoli, frutto di una dettagliata ricerca scientifica sia sulle acque in bottiglia che sugli acquedotti italiani che ha attestato l’ottima qualità dell’acqua in Italia.

Le acque in bottiglia sono uguali tra loro? I parametri per orientarsi

Le acque in bottiglia non sono tutte uguali. Esistono almeno due importanti parametri che possono orientarti nella scelta dell’acqua migliore: il materiale della bottiglia e il “residuo fisso”, termine tecnico con cui viene indicata la quantità dei sali minerali presenti nell’acqua e la loro composizione. Nelle successive righe ti spiegherò ogni punto nel dettaglio.

È importante il materiale di imbottigliamento? Dipende da come si conserva la bottiglia

Il materiale di imbottigliamento può avere incidenza sulla qualità dell’acqua, non tanto perché l’opzione plastica o vetro offra due esperienze organolettiche differenti, quanto per la conservazione della composizione chimico-fisica originaria: la plastica, infatti, se esposta ad elevate temperature (come, ad esempio, ad un’intensa luce solare) può rilasciare nell’acqua piccoli quantitativi di sostanze tossiche. Una simile eventualità può verificarsi sia per un non virtuoso – oltre che vietato dalla legge [3] – comportamento dell’azienda (è il caso di stoccaggi o trasporti sotto il sole), sia per la negligenza di un acquirente poco informato (a tal proposito e a beneficio del consumatore, sull’etichetta sono specificate le condizioni di conservazione). Ti consiglio, quindi, di preferire l’acquisto di bottiglie in vetro.

Il residuo fisso. Come bere acqua “responsabilmente”

Un altro importante elemento di valutazione delle acque in bottiglia è la loro composizione chimico-fisica, obbligatoriamente – per legge – indicata in etichetta[4]e sintetizzata sotto la denominazione “residuo fisso”(sulle etichette l’indicazione precisa è “residuo fisso a 180 gradi”: il residuo fisso, cioè l’insieme dei sali minerali, viene infatti ottenuto facendo evaporare l’acqua a 180 gradi). Attraverso il parametro del residuo fisso, che solitamente è espresso in mg/l cioè in milligrammi per litro, è possibile distinguere le acque in quattro categorie, dalla più “leggera” alla più pesante: le acque molto leggere (residuo fisso meno di 50 mg/l), sconsigliabili per l’uso quotidiano perché povere di sali minerali, le acque “oligominerali” o “minimamente mineralizzate” (r.f. meno di 500 mg/l) spesso pubblicizzate per la bassa percentuale di sodio, le acque “minerali” o “mediominerali” (r.f. tra 500 mg/l e 1500 mg/l), consigliate per chi fa attività sportiva o suda molto e infine le acque molto ricche di sali minerali (r.f. oltre i 1500 mg/l), queste ultime commercializzate solo previa presentazione di prescrizione medica e a scopo terapeutico.

Le acque oligominerali povere di sodio fanno dimagrire?

Avrai a questo punto compreso che la scelta di quale acqua in bottiglia bere ad uso quotidiano – escludendo quindi casi specifici come patologie o altri particolari casi – pende tra le acque oligominerali e le acque minerali propriamente dette. Fatta la premessa che le acque oligominerali sono tali perché, prima di giungere alla loro sorgente, hanno attraversato rapidamente il sottosuolo al punto da non assorbire elevate quantità di sali minerali, è un falso luogo comune che – data la bassa percentuale di sodio – esse favoriscano la dieta. Il sodio presente nell’acqua minerale – al di sotto dei 200 mg/l (altrimenti l’acqua è definita “sodica”) – non è nocivo per la salute allo stesso modo in cui la sua carenza non comporta dimagrimento: ben diverso, invece, è il caso del sodio presente negli alimenti. Se c’è qualcosa per cui le acque oligominerali dovrebbero essere conosciute è il loro effetto diuretico: sono quindi consigliabili a chi soffre di ritenzione idrica, di ipertensione (pressione alta) o calcoli renali in quanto permettono l’eliminazione del sodio in eccesso o delle scorie per via urinaria.

Meglio ricca di calcio, bicarbonato o ferro? Ad ogni oligoelemento i suoi benefici

Come detto in precedenza, le acque mediominerali sono caratterizzate da una buona presenza di sali minerali. Due sono i casi in cui è assolutamente necessario optare per un’acqua mediominerale: nel caso in cui si faccia attività sportiva o si abbia un regime di vita piuttosto frenetico che porti a un’intensa sudorazione e nel caso delle primissime fasi della crescita, dato che un neonato o un bambino hanno una maggiore necessità di assumere sali minerali. Un particolare tipo di acqua minerale è l’acqua calcica, con una maggiore presenza di calcio (superiore a 150 mg/l): le acque calciche sono efficaci non solo per la cura dell’osteoporosi ma anche per la sua prevenzione e pertanto sono consigliate alle donne in menopausa o comunque oltre i 50 anni; altro caso in cui è importante l’assunzione di acqua calcica è durante la gravidanza e l’allattamento, nonché per i bambini in crescita. Infine, è bene citare le acque bicarbonate (bicarbonato uperiore a 600 mg/l), che sono antiinfiammatorie e digestive, adatte per diminuire l’iperacidità, le ferruginose, particolarmente indicate nei casi di anemia da carenza di ferro, le magnesiache (magnesio superiore a 50 mg/l) con effetto lassativo, le fluorate (fluoro superiore a 1 mg/l) che – bevute in piccole quantità – aiutano per la prevenzione delle carie e, infine, le solfate (solfati superiori a 200 mg/ l) benefiche per il colon irritabile.

Bisogna fare attenzione al pH dell’acqua? Solo se soffri di acidità di stomaco

Un ultimo elemento di valutazione potrebbe essere costituito dal livello di pH ossia di acidità dell’acqua, anch’esso indicato obbligatoriamente in etichetta. È falso che un’acqua acida sia più nociva per la salute rispetto a un’acqua basica: bevande come la limonata o la stessa acqua gassata sono naturalmente acide (il succo di limone è un elemento acido, mentre l’anidride carbonica ha la proprietà di abbassare il pH) e il livello di pH dell’acqua in bottiglia è fissato entro due valori che non sono nocivi per la salute, tra il 6,5 e l’8. L’unica raccomandazione che mi sento di farti in proposito è di orientarti su acque più basiche se soffri di acidità di stomaco, acidule (quindi, ad esempio, gassate) se soffri di gastropatia.

di ESTER PROCOPIO

note

[1] La normativa sulle acque minerali naturali è contenuta nel Decr.Lgs.176/2011, che recepisce la direttiva 2009/54/CE.

[2] D.lgs. 31/2001 e D.lgs. 152/2006.

[3] Cass. sent. n. 39037/2018 del 28.08.2018.

[4] Art. 12 Decr.Lgs.176/2011.


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