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Cosa succede se si rompe un neo

24 settembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 24 settembre 2018



I nei sono lesioni della pelle, di vario colore e forma, dovute ad uno sviluppo anomalo di melanociti.

I nei rappresentano macchie della pelle circoscritte e pigmentate, derivanti da un accumulo delle cellule che producono melanina, i melanociti, che sono responsabili del colore di peli, capelli, pelle e dell’abbronzatura. In che modo si formano i nei? Possono essere presenti sin dalla nascita o apparire in qualsiasi momento nel corso della vita. Presentano colori differenti: marrone scuro, rosa, rosso, giallo, color carne. Possono assumere svariate forme e dimensioni, essere piatti o sporgenti, lisci o ruvidi. Gran parte dei nei benigni sono innocui. Tuttavia, c’è il rischio che una trascurabile parte di essi possa degenerare, provocando l’insorgenza di un melanoma (un’escrescenza asimmetrica dai bordi irregolari), un aggressivo tumore della pelle. Una trasformazione che può avvenire in maniera del tutto spontanea, ma occorre considerare che alcune sollecitazioni esterne, come l’eccessiva e scorretta esposizione ai raggi UV (ultravioletti), possano favorirla. Pertanto, è consigliabile un regolare controllo, sottoponendosi periodicamente ad una visita dermatologica. Poi, è molto importante l’auto-esame attraverso cui è bene monitorare i nei, prestando attenzione all’eventuale cambiamento di colore, alle modificazioni dell’aspetto e al sanguinamento. Inoltre, a seguito di un forte sfregamento o di un trauma, si può andare incontro alla rottura di un neo. Se vuoi saperne di più sul tema finora trattato, prosegui nella lettura di questo articolo e potrai capire Cosa succede se si rompe un neo.

Per avere maggiori informazioni sull’argomento, abbiamo intervistato il dermatologo Nicola Gargano, specialista in dermatoscopia ad epiluminiescenza. Dal 1990, è dirigente medico presso l’unità operativa di dermatologia dell’ospedale civile di Cosenza, in cui è responsabile dell’alta specializzazione in dermatologia pediatrica.

Cos’è il neo?

“Il neo si può definire come una piccola macula sulla superficie cutanea di vario colore e forma. Molto frequentemente, si presenta di colorito bruno-nerastro e non rilevato sul piano cutaneo.”

Quando e come compaiono i nei?

“I nei compaiono secondo precisi disegni ereditari nelle prime decadi di vita. Quando sono già presenti nel primo anno di vita vengono definiti “nevi congeniti”. La loro conformazione, struttura e colore saranno importanti per poter definire in seguito la prognosi, nonché la condotta clinica e terapeutica.”

Quali sono le forme ed i colori dei nei?

“I nei si presentano veramente in tutte le tonalità o forme, passando  dal giallognolo, al bruno per arrivare al nero. Le lesioni cutanee di colorito roseo o rosso sono gli angiomi: proliferazioni vascolari per lo più congenite e benigne.”

Quali sono i nei pericolosi? 

“In generale, si può affermare che, quasi nella totalità dei casi, i nei sono lesioni benigne che non daranno problemi e complicanze per tutto il resto della vita. Sono, invece, da tenere sotto controllo i nei che nel tempo cambiano nella loro struttura. Oggi, in effetti, sia il medico di medicina generale che lo specialista fanno riferimento alla regola dell’ABCDE per controllare ogni singola lesione, tenendo presente:

  • A come asimmetria del nevo;
  • B come il bordo della lesione;
  • C come colore del nevo;
  • D come dimensioni (i nevi più sono grandi e più sono da osservare attentamente);
  • E come evoluzione del nevo (le modifiche che la lesione subisce nel tempo).

Molto spesso, nei nostri ambulatori visitiamo persone che arrivano molto preoccupate per alcuni nei che protrudono sulla superficie cutanea. Quelle lesioni ad aspetto fibromatoso sono, in genere, quelle più benigne. Quindi, possiamo dire che i nei devono essere sempre osservati dallo specialista che si avvale di una tecnica di ingrandimento che mette in luce le caratteristiche negative di una qualsiasi trasformazione (dermatoscopia in epiluminescenza). Ad oggi, proprio con l’ausilio di metodiche informatiche fotografiche (videodermatoscopia computerizzata) si acquisiscono immagini sempre più precise e sofisticate che permettono di  valutare,  a controlli definiti, sia la trasformazione neoplastica della lesione nevica sia le nuove lesioni sopravvenute rispetto al controllo precedente.”

Quali sono i sintomi del neo maligno?

“Come abbiamo detto prima, la trasformazione del neo viene seguita con i criteri dell’ABCDE e, se la lesione si ritiene importante, per il cambiamento subito nella sua evoluzione, si decide di asportarla per effettuare l’esame istologico che confermerà la possibile mutazione.”

Quando i nei possono generare melanomi cutanei?

“Per prima cosa, c’è da dire che un melanoma può formarsi da un neo precedente, ma anche ex novo dal nulla. Si devono attentamente osservare, soprattutto dopo una certa età, le nuove lesioni. In quanto alle ipotesi di sviluppo del melanoma, non c’è certezza da parte della scienza dermatologica che ci siano una o più cause che possano stimolare la trasformazione del neo cutaneo. Oggi, quello a cui si sta più attenti nella prevenzione è sicuramente l’esposizione alla radiazione solare, soprattutto per alcune etnie non abituate a vivere in paesi a forte insolazione annuale. Poi, mi preme precisare due situazioni sempre più frequenti nella nostra società del benessere. I bambini, non avendo ancora una completa maturità del sistema pigmentario per difendere la propria pelle,vanno incontro ad ustioni ed irradiazioni fototossiche importanti per le cattive abitudini dei genitori. Poi, ci sono gli adulti che si espongono incoscientemente d’inverno, durante le settimane bianche o nelle crociere caraibiche, ad esposizioni solari massive senza aver prima abituato la propria pelle ad una graduale pigmentazione, così come succede anche nel periodo primaverile – estivo.”

Cosa sono i nei displastici?

“Quasi tutti i nei possono considerarsi tranquilli dal momento che nascono sulla nostra pelle fino alla senescenza, in cui veramente molte lesioni scompaiono per una normale storia di queste pigmentazioni. Ci sono però alcune lesioni che nascono o possono diventare atipiche già nelle prime fasi di formazione. Si tratta di quelle lesioni che definiamo irregolari sia da un punto di vista strutturale che nella colorazione oppure nei bordi della macula pigmentata. Per questi nei, noi procediamo con visite di controllo sempre più ravvicinate o con l’asportazione preventiva e l’esame istologico per la conferma del sospetto clinico.”

Quali sono i nei innocui?

“In generale, non si può mai parlare di nei innocui, perché anche la lesione più regolare, potrebbe “impazzire” e rendersi atipica. Ecco perché noi sconsigliamo sempre l’eliminazione del neo con la cosiddetta “bruciatura con laser”, in quanto una lesione pigmentaria merita sempre un esame istologico che può essere fatto solo se si asporta chirurgicamente la lesione e non si danneggia la cute con sorgenti necrotizzanti.”

Rottura neo: quali possono essere le cause?

“Ogni traumatismo che sia fisico che chimico può determinare la lesione parziale o totale di un nevo. La forbice di un parrucchiere, il contatto con una crema depilatoria calda o altro, ma in ogni caso si deve richiedere sempre una valutazione dello specialista.”

Cosa succede se si graffia o si stacca un neo?

“Nella maggior parte dei casi, la cute traumatizzata ha piena capacità di riformare la lesione. Nel caso in cui c’è stata una totale asportazione, si controllerà nel tempo la cute per evidenziare cambiamenti importanti.”

Quali possono essere i pericoli a cui si va incontro se si rompe un neo?

“Non vi sono mai pericoli per la trasformazione di un neo. Da una lesione traumatica, si potrà semmai dover fronteggiare una piccola perdita di sangue o una possibile infezione successiva al trauma, ma questi sono eventi che il medico curante saprà sicuramente risolvere.”

Come prevenire o evitare la rottura di un neo?

“Non si può prevenire la casualità di cadere o tagliarsi con un coltello. L’importante è sapere cosa fare. Nell’eventualità in cui dovesse rompersi un neo, converrà fermare l’eventuale emorragia e applicare una crema antibiotica come prevenzione.”

Comportamenti che possono ridurre il rischio di sviluppare melanomi?

“Le buone regole di una protezione solare non devono essere mai dimenticate anche quando si è già pigmentati. Il sole è da prendere negli orari giusti, non dalle 12 alle 16, ricordandosi che la sua radiazione si amplifica sulla neve, in alta montagna o vicino a superfici riflettenti come la sabbia. I raggi ultravioletti possono attraversare quasi totalmente l’acqua e quindi colpirci anche nelle immersioni subacquee o passare e irradiarci anche in giornate nuvolose. Occorre applicare una crema a schermo alto per poi passare, dopo alcune settimane, a schermi minori. Questo mi sembra il provvedimento preventivo più giusto anche in situazioni di apparente sicurezza.”

Neo verrucoso: cos’è e come riconoscerlo?

“Il neo verrucoso è una lesione molto benigna. Come una verruca, presenta un colorito irregolare ed un aspetto frastagliato in superficie. La diagnosi può essere difficile, soprattutto con lesioni che sono già diventate troppo grandi. Quindi, spetta sempre al dermatologo l’ultima parola.”

Come e con quale frequenza tenere i nei sotto controllo?

“Dipende dall’importanza del neo. Sicuramente, ogni anno, prima dell’estate è bene fare una nuova mappa nei per evidenziare le nuove lesioni e controllare le vecchie.”

Cos’è e come avviene la mappatura dei nei?

“La mappatura dei nei è una precisa mappa della presenza di nei sulla cute, fatta con fotografia Macri di tutto il corpo e dei singoli segmenti anatomici (braccio) con le foto computerizzate macroscopiche in epiluminescenza dei singoli nei che verranno archiviate e certificate al paziente alla fine della visita. La mappatura nei non è una procedura invasiva. Si applica una telecamera sul neo senza alcun dolore. Ad ogni nuova visita, si provvederà all’aggiornamento delle lesioni nuove e vecchie.”

Quando occorre fare la mappatura dei nei?

“Conviene fare una prima mappatura per uno screening generale. Poi, il dermatologo darà appuntamenti precisi a seconda dell’importanza del caso. Consiglio di non fare questa visita d’estate, affinché l’abbronzatura non falsi l’esame.”

Altri consigli e informazioni?

“L’informazione più importante rimane la prevenzione. Mi pare essenziale per ogni nostro organo saper ascoltare i suoi messaggi e saper guardare bene, senza paura, lesioni vecchie e nuove facendosi aiutare dal partner o dal proprio medico per zone difficili da esaminare da soli.”

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