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Mediazione familiare: cos’è e quando può essere utile

24 Set 2018


Mediazione familiare: cos’è e quando può essere utile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Set 2018



Cos’è la mediazione familiare? E quando può essere utile? Impariamo a conoscere questo percorso, le fasi in cui si articola e quali possono essere i vantaggi per chi decide di avvalersene.

Se hai ormai deciso di separarti o di divorziare ti sarai già accorto che la tua vita familiare sta subendo profondi cambiamenti e se non sei in grado di affrontarli nel modo giusto le conseguenze possono essere molto dolorose. Gli accordi di separazione non si raggiungono mai facilmente perché la rabbia ti offusca in modo tale da decidere di fargliela pagare. In queste guerre familiari infatti non ci sono vincitori e tutte le persone coinvolte ne soffrono, principalmente i figli, non solo a livello economico (assegno di mantenimento) ma anche relativamente al rapporto tra i minori e il tuo ex. Se hai già tentato la strada giudiziaria e la sentenza del giudice non soddisfa né te né il tuo ex, ciò che ti posso consigliare è una nuova professionalità che ha l’obiettivo di condurre la coppia verso una separazione meno dolorosa e più soddisfacente per entrambi: la mediazione familiare.

Cos’è la mediazione familiare?

La mediazione familiare è un percorso volontario che ti aiuterà a trovare la soluzione alle liti riguardanti questioni relazionali e organizzative concrete. Si rivolge a tutte le coppie che hanno ormai intrapreso la strada della separazione o del divorzio e che non riescono a mettersi d’accordo per le questioni economiche (assegno di mantenimento, separazione dei beni, ecc…) o per la gestione del rapporto coi figli (turni di visita, weekend fuori porta, vacanze natalizie, ecc…). Dunque la mediazione familiare non serve per far riconciliarti col tuo ex, se è questa professionalità che stai cercando dovrai rivolgerti ad un terapista di coppia. Il percorso che potrai fare di mediazione familiare avviene nello studio professionale del mediatore familiare per la durata di 10-12 incontri di un’ora e mezza ciascuno, a differenza della mediazione civile dove le parti assistite dai rispettivi legali si incontrano presso un Organismo di Mediazione accreditato dal Ministero della Giustizia per cercare un accordo. Il professionista che se ne occupa è il mediatore familiare, una terza persona imparziale, qualificata e con una formazione specifica. Il mediatore può aiutarti perché agisce in modo tale da incoraggiare e facilitare la risoluzione delle liti col tuo ex. Il fine sarà quello di condurti ad un accordo di separazione o divorzio che risponda ai tuoi bisogni, a quelli del tuo ex e soprattutto a quelli dei vostri figli. Anche se i minori non partecipano al percorso (se non in casi particolari, quando sono abbastanza grandi per poterli coinvolgere direttamente), saranno loro i principali destinatari degli accordi.

Quando può essere utile la mediazione familiare?

La mediazione familiare può essere utile:

  • in tutti quei casi dove non riuscite più a comunicare in modo efficace o a sostenere un dialogo. Spesso le discussioni sono troppo cariche di emozioni e sentimenti di accusa e avvengono in modo veloce e furibondo. In questo modo diventa impossibile mettervi d’accordo anche per le questioni più semplici, per esempio a chi andrà il vaso regalato dalla zia;
  • quando non riesci a raggiungere un’intesa sulla separazione dei beni o sull’importo dell’assegno di mantenimento;
  • quando non ce la fai proprio a metterti d’accordo col tuo ex-partner sull’organizzazione della vita quotidiana dei vostri figli, la scuola, il tempo libero, le spese ordinarie e straordinarie;
  • quando sei immerso in un percorso giudiziario interminabile che ti sta sfiancando moralmente ed economicamente;
  • quando stai formando una nuova famiglia e non trovi la modalità più indolore per comunicarlo ai tuoi figli.

La mediazione familiare non può funzionare:

  • se uno di voi due è soggetto a forme di dipendenza (droghe, alcool, gioco d’azzardo) che precludono la negoziazione di un accordo equo;
  • quando non avete ancora rinunciato alla possibilità di tornare insieme;
  • se avete ancora in corso dei procedimenti giudiziali (denunce, querele, ecc…);
  • se uno di voi due assume un comportamento violento che va oltre i normali litigi.

Quali sono le fasi della mediazione familiare?

Le fasi della mediazione familiare si articolano in questo modo:

  • se avete già maturato la decisione di separarvi, potete in modo volontario scegliere il mediatore familiare tramite i siti internet delle principali associazioni nazionali. Le più rappresentative sono iscritte in un apposito elenco depositato presso il Ministero dello Sviluppo Economico e sono A.I.Me.F. (Associazione Italiana Mediatori Familiari), A.I.M.S. (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici) e S.I.Me.F. (Società Italiana di Mediatori Familiari);
  • il mediatore vi incontrerà assieme, la mediazione familiare non può funzionare con uno solo.  La prima volta vi chiederà alcune informazioni utili, anagrafiche e logistiche sulla vostra vita. Per esempio se vivi ancora assieme al tuo ex, se i tuoi figli abitano con te e la vostra situazione economica e lavorativa;
  • esporrete quali sono le questioni su cui volete raggiungere gli accordi. Potrai trattare aspetti economici (come discutere l’importo dell’assegno di mantenimento) e logistici (per esempio sulla gestione e i turni di cura dei tuoi figli). Gli argomenti scelti da entrambi verranno inseriti nel contratto di adesione al percorso della mediazione familiare;
  • il mediatore familiare vi guiderà nell’elaborare le modalità per risolvere i problemi sollevati, non decidendo lui per voi ma incoraggiandovi a trovare delle soluzioni, grazie a degli strumenti di comunicazione e negoziazione che vedremo dopo;
  • la svolta avverrà quando superata la rabbia che non vi faceva schiodare dalle vostre posizioni, vi concentrerete sulle possibilità che saranno più vantaggiose per entrambi. Per esempio capirai che se il tuo ex lavora dal lunedì al venerdì fino alle 17, e dovesse chiedere di vedere i bimbi alle 18, sarebbe il caso di spostare il tuo appuntamento dal parrucchiere per poterlo facilitare. Allo stesso modo se lui sa che puoi portarli dai nonni una sola volta a settimana, non ti chiederà di vederli proprio quel giorno. In questo modo l’accordo potrà essere accettabile per tutti voi;
  • infine si procederà alla stesura dell’accordo redatto dal mediatore familiare contenente dettagliatamente le opzioni concordate (l’importo dell’assegno di mantenimento, i turni di visita, i weekend coi figli, le vacanze natalizie, ecc…). La revisione di esso avverrà presso i rispettivi avvocati e sarà poi depositato al giudice che non riscontrando irregolarità lo convaliderà. Questo significa che avrà a tutti gli effetti valenza giuridica.

Gli strumenti della mediazione familiare

Per portarti all’accordo che ormai non credevi più di raggiungere, il mediatore familiare utilizzerà delle tecniche professionali che sono basate sul linguaggio e sulla comunicazione. Non sarà lui a consigliare o a decidere per la coppia ma riattiverà i canali comunicativi di entrambi. Gli strumenti della mediazione familiare sono:

  • l’ascolto attivo. Il mediatore ti ascolterà con sensibilità, ti offrirà calorosi sorrisi e darà il giusto spazio anche ai tuoi silenzi;
  • il linguaggio positivo. Il mediatore alleggerirà il clima, per esempio parlando di “preoccupazioni per i figli” piuttosto di “dispute sui figli”, parlerà di “sostegno per il bambino” piuttosto che “mantenimento”;
  • il potere del riconoscimento, ti darà il giusto spazio per sentirti compreso;
  • il rinforzo positivo. Il mediatore sottolineerà i comportamenti che aiutano a mantenere un clima sereno (“sei stata brava!”, “hai avuto tanto coraggio!”);
  • la riformulazione, ripetendo uno stesso concetto senza parole negative ed usando solo espressioni positive (all’affermazione “è stato uno stupido!” il mediatore risponderà con “mi stai dicendo che non si è comportato nel modo in cui ti aspettavi”);
  • le domande circolari, raccogliendo e chiarendo informazioni (“se il bimbo fosse qui e gli chiedessi qual è la sua preoccupazione, che cosa ti risponderebbe?”).

Quali sono i vantaggi per chi decide di avvalersi della mediazione familiare?

Se deciderai di portare a termine la mediazione familiare, in genere dopo 10-12 incontri, probabilmente avrai raggiunto gli accordi di separazione o divorzio su cui non riuscivi in modo autonomo a trovare dei punti d’incontro col tuo ex: e questo è sicuramente il beneficio principale. Inoltre avrete finalmente ripreso a comunicare in modo sano ed equilibrato, cosa che vi permetterà nel futuro di prendere le decisioni in modo comune su tutto quello che riguarda la vita dei vostri figli. Avrai risparmiato economicamente, in quanto il percorso della mediazione familiare costa molto meno rispetto a quello giudiziario. Ma soprattutto sarete stati voi stessi i protagonisti attivi, senza subire passivamente le decisioni prese da un’autorità superiore come quella giudiziaria.

di MASSIMILIANO RE

note

Autore immagine: 123rf com


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