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Somministrazione fraudolenta: cos’è?

8 ottobre 2018


Somministrazione fraudolenta: cos’è?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 ottobre 2018



Si parla di somministrazione di lavoro quando il lavoratore viene assunto da un soggetto ma viene inviato a lavorare presso un altro soggetto. La somministrazione di lavoro è stata sempre considerata una forma molto “azzardata” di gestione del rapporto di lavoro tanto che, in passato, era tassativamente vietata. Oggi la somministrazione di lavoro è permessa ma solo entro gli stretti limiti previsti dalla legge. Per scoraggiare l’uso distorto della somministrazione la Legge Biagi aveva introdotto il reato di somministrazione fraudolenta. Abolito dal Jobs Act, questo reato è stato ripristinato dal Decreto Dignità.

Sono stato assunto da Tizio per andare a lavorare da Caio. Tizio mi paga lo stipendio, ma io lavoro tutti i giorni da Caio. Questo è, in sostanza, lo schema della somministrazione di lavoro. Il dipendente viene assunto da un’Agenzia di somministrazione di manodopera per essere inviato a lavorare (si parla di “missione”) presso un’azienda. L’Agenzia si limita a fare da “passacarte” gestendo, di fatto, solo la busta paga del dipendente. Di recente si è tornato a parlare di somministrazione fraudolenta: cos’è?

Quali sono i rischi della somministrazione di lavoro?

La somministrazione di manodopera un tempo era rigorosamente vietata [1]. La legge, infatti, non vedeva di buon occhio il fatto che un lavoratore fosse assunto da un datore di lavoro ma prestasse servizio presso un altro datore di lavoro. Successivamente, la somministrazione di manodopera è stata prevista come forma legale di gestione dei rapporti di lavoro ma solo ad alcune condizioni. In particolare, possono somministrare manodopera solo apposite Agenzie appositamente autorizzate dal Ministero del lavoro ed iscritte in un apposito albo [2].

Il rischio principale è che la somministrazione venga utilizzata per aggirare le norme di legge che tutelano i lavoratori dipendenti.

Quando la somministrazione è fraudolenta?

Per evitare il rischio di un uso illegale della somministrazione, la Legge Biagi aveva previsto il reato di somministrazione fraudolenta [3].

Il Jobs Act, tuttavia, dato lo scarso utilizzo di questo reato, lo aveva abolito.

Oggi, la somministrazione fraudolenta è tornata in vigore, a partire dal 12 agosto 2018, grazie al decreto Dignità [4].

Scatta la somministrazione fraudolenta quando la somministrazione  di  lavoro  è posta  in  essere  con  la  specifica  finalità  di  aggirare le norme inderogabili  di  legge  o  di  contratto  collettivo  applicate   al lavoratore.

Il datore di lavoro che assume il dipendente e quello che ne utilizza la prestazione devono, dunque, mettere in campo la somministrazione proprio per evitare di applicare le leggi che tutelano il lavoratore.

Quali sono questi casi?

Non è facile dimostrare che il somministratore e l’utilizzatore abbiano usato la somministrazione proprio per raggirare i diritti del dipendente.

Ci sono, però, dei casi in cui è evidente la finalità illegittima. Ad esempio:

  • il datore di lavoro ha utilizzato un dipendente a tempo determinato per 12 mesi. Se vuole rinnovare il contratto deve indicare la causale, ossia la ragione tecnica per cui deve assumere a tempo determinato (ad esempio deve indicare una particolare impennata della produzione, o la necessità di sostituire una lavoratrice che si è assentata per maternità). Per evitare di dover indicare la causale (che può esporlo a contestazioni e contenziosi) si fa somministrare quel dipendente da un altro datore di lavoro;
  • un datore di lavoro licenzia un dipendente, poi se lo fa inviare in missione da un altro datore di lavoro così da azzerare l’anzianità di servizio del dipendente;
  • un datore di lavoro ha quattordici dipendenti e non vuole sforare la soglia dei quindici dipendenti perché, in questo caso, si applicano maggiori tutele ai dipendenti sotto diversi profili (tutela in caso di licenziamento; tutela in caso di trasferimento d’azienda, etc.). ecco allora che si fa somministrare altri dipendenti così da rimanere, formalmente, sotto i quindici dipendenti.

Cosa rischiano il somministratore e l’utilizzatore in caso di somministrazione fraudolenta?

In caso di somministrazione fraudolenta il somministratore e l’utilizzatore sono  puniti  con  la pena dell’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione.

Si tratta di un reato penale a tutti gli effetti.

L’assenza di autorizzazione alla somministrazione è reato?

La somministrazione fraudolenta non va confusa con la somministrazione abusiva. Come abbiamo detto la somministrazione di manodopera può essere esercitata solo da Agenzie autorizzate dal Ministero. Se un soggetto non è autorizzato e somministra personale commette la somministrazione abusiva che, però, non costituisce un reato ma una violazione per la quale è prevista una sanzione amministrativa.

La pena può essere ridotta?

Il reato di somministrazione fraudolenta può essere estinto con la cosiddetta “oblazione” [5].

Si tratta di una possibilità offerta dal codice penale nel caso di reati puniti con la sola pena pecuniaria. Per estinguere il reato, somministratore ed utilizzatore devono pagare una somma corrispondente alla terza parte del massimo della pena stabilita dalla legge per il reato commesso (cioè circa 7 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione), oltre le spese del procedimento. Il pagamento estingue il reato.

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