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Spazio neutro: cos’è e a cosa serve

21 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 settembre 2018



Dopo la separazione di una coppia, come si può salvaguardare il rapporto tra i figli e il genitore non collocatario? Ci sono dei luoghi predisposti per gli incontri tra i bambini e i propri genitori? Come si accede a questa tipologia di servizio?

L’aumento della conflittualità all’interno delle famiglie nei casi di divorzio e separazione ha reso necessario allestire degli spazi specifici per salvaguardare le relazioni tra i bimbi e i genitori non affidatari, specie nelle separazioni giudiziali, servizi per il diritto di visita e di relazione ovvero spazi neutri. Scopriamo meglio a cosa servono, a chi si rivolgono, come accedervi e la tipologia e durata dell’intervento.

Cos’è lo spazio neutro

Gli spazi neutri sono dei luoghi predisposti per tutelare il rapporto genitori-figli nei casi di separazione o divorzio della coppia. L’obiettivo di questo servizio è quello di creare uno spazio neutrale e protetto dove genitori e figli possono incontrarsi alla presenza di operatori competenti, nello specifico assistenti sociali e psicologi, abituati a mediare i conflitti e supportare i genitori nel loro ruolo che prosegue anche dopo la fine del rapporto di coppia. La finalità principale dello spazio neutro è fare in modo che il bambino possa continuare il suo rapporto affettivo con il genitore non affidatario, considerando che questo diritto è frequentemente messo a rischio dalla litigiosità dei genitori e da classiche situazioni di conflitto che si vengono a creare dopo la separazione, a meno che tutto questo non leda il prioritario interesse del minore. Una coppia in separazione spesso è troppo invischiata nel conflitto per rendersi conto che non sta prestando la giusta attenzione ad un bambino catapultato in una situazione completamente nuova.

A cosa serve lo spazio neutro

Lo spazio neutro serve: a creare un ambiente accogliente e sicuro per lo svolgimento degli incontri tra il minore e il genitore non affidatario in modo che venga garantita una cornice neutrale e totalmente esterna ai conflitti della famiglia; ad aiutare la mamma o il papà a recuperare il rapporto col figlio riappropriandosi del ruolo genitoriale; e infine a fare in modo che al termine del percorso, gli incontri minore/genitore possano diventare autonomi e senza alcun rischio per il bambino.

A chi si rivolge

Lo spazio neutro si rivolge ai:

  • figli minorenni di genitori che attraversano fasi conflittuali, quindi un divorzio, una separazione o una cessata convivenza, che hanno generato delle difficoltà o la totale interruzione nell’esercizio del diritto di visita da parte del genitore non affidatario;
  • figli minori di genitori che hanno ricevuto dei provvedimenti che limitassero i contatti fra essi a causa di gravi motivi come maltrattamenti o trascuratezza, compresi anche quelli che si trovano in comunità di accoglienza. Le violenze domestiche sono purtroppo in aumento, e il modo più immediato per salvaguardare il minore è proprio il provvedimento restrittivo.

Come vi si accede

L’accesso allo spazio neutro può avvenire esclusivamente:

  • su decreto del Tribunale per i minorenni;
  • su ordinanza del Tribunale ordinario nei casi di divorzio e separazione;
  • su ordinanza del Giudice Tutelare;
  • su segnalazione dei Servizi Sociali territoriali.

Qualora lo spazio neutro del territorio non possa prendere in carico il caso, verrà creata una lista d’attesa che rispetterà un ordine cronologico.

Tipologia e durata del percorso

Il percorso relativo allo spazio neutro avviene in questo modo:

  1. Le autorità o i servizi competenti sopracitati inviano il caso allo spazio neutro del territorio;
  2. Gli operatori del servizio procedono incontrando separatamente i due genitori per conoscerli ed analizzare le problematiche emerse in fase di separazione;
  3. Successivamente assistente sociale e psicologo incontrano il minore, inizialmente con la presenza del genitore affidatario per creare un’empatia col bambino, e prepararlo psicologicamente all’incontro col genitore non affidatario;
  4. Quindi si procede a fare incontrare il minore col genitore non collocatario in camere attrezzate in modo che il minore sia a proprio agio, per esempio i bimbi piccoli troveranno giocattoli, peluche e arredi a misura di bambino;
  5. Tra un incontro e il successivo, gli operatori incontreranno i genitori per verificare e affrontare eventuali problematiche che possono emergere, considerando anche che in alcuni casi i minori non vedevano da parecchio tempo il genitore non affidatario;
  6. Periodicamente gli operatori si metteranno in contatto con l’autorità che ha inviato il caso, per definire le modalità e i tempi di prosecuzione degli incontri.

Solitamente il magistrato che invia il caso, predispone anche la durata e la periodicità degli incontri, in ogni caso questi vanno verificati compatibilmente con le esigenze della struttura di spazio neutro e con la crescita del rapporto affettivo tra il minore e il genitore non affidatario. Nella maggior parte dei casi gli incontri avvengono settimanalmente e della durata di un’ora circa.

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