Donna e famiglia | Articoli

Quando una donna è fertile

13 Ottobre 2018 | Autore:


> Donna e famiglia Pubblicato il 13 Ottobre 2018



La promozione e la tutela della salute devono garantire non solamente l’assenza di malattia, ma una condizione di benessere psico-fisico che passa anche attraverso la piena realizzazione delle proprie potenzialità.

La società odierna ha rivoluzionato il modello di famiglia che esisteva fino agli anni cinquanta. Attualmente infatti la donna, impegnata con il lavoro, prima di concepire vuole avere certezze in ambito economico, affettivo, sociale. Pertanto, l’età della prima gravidanza si è progressivamente spostata in avanti e un numero sempre maggiore di donne non riesce a rimanere incinta in maniera naturale. Il tempo risulta quindi un fattore determinante e, se si decide consapevolmente di procreare, si deve sapere quando una donna è fertile.

Fertilità della donna

Per identificare quando una donna è fertile, bisogna anzitutto comprendere cosa significa fertilità. In natura, per fertilità, si intende la capacità riproduttiva di maschi e femmine. Nella specie umana la fertilità dipende dalla presenza dei gameti che sono cellule riproduttive femminili (ovociti) e maschili (spermatozoi). Gli ovociti della donna sono contenuti nei follicoli ovarici e costituiscono un patrimonio riproduttivo che si sviluppa durante la vita embrionale/fetale.

Al momento della nascita le ovaie contengono all’incirca uno/due milioni di follicoli, con il passare degli anni questa riserva ovarica si riduce fino ad arrivare al momento della pubertà in cui se ne contano all’incirca cinquecentomila. Con il primo ciclo mestruale inizia l’età fertile della donna che comporta la maturazione di un ovocita al mese, rilasciato dalle ovaie durante l’ovulazione.

In tutta la vita fertile della donna vengono utilizzati complessivamente circa cinquecento ovociti, mentre i restanti vengono distrutti. Dal primo all’ultimo ciclo mestruale la donna presenta mensilmente dei cambiamenti, in prevalenza a carico delle ovaie e dell’utero, attraverso i quali si prepara ad un’eventuale gravidanza. L’ampio lasso di tempo – della durata di circa quarant’anni – che va dal menarca (prima mestruazione) alla menopausa (ultimo ciclo mestruale) costituisce l’età riproduttiva femminile, e individua così qual è il periodo fertile della donna.

Età riproduttiva femminile

Nel corso dell’età riproduttiva l’apparato genitale femminile va incontro a modificazioni che hanno un andamento ciclico (ciclo mestruale) la cui espressione più evidente è costituita dalle mestruazioni. Il ciclo mestruale è il periodo compreso tra una mestruazione e l’altra, convenzionalmente si identifica come primo giorno del ciclo quello in cui inizia il flusso mestruale, ha una durata media di ventotto giorni ma presenta variazioni fisiologiche, potendo oscillare tra ventitré e trentacinque giorni.

Durante questo periodo le ovaie e l’utero, sottoposti all’azione di sostanze prodotte dall’ipotalamo (releasing factors) e dall’ipofisi (gonadotropine: FSH e LH), vanno incontro a cambiamenti che determinano il:

1) ciclo ovarico, in cui l’ovaio produce estrogeni e progesterone, che viene suddiviso in tre fasi:

  • fase follicolare: si ha la maturazione di alcuni follicoli, ma solo uno terminerà il processo. La durata di questa fase è variabile e condiziona la durata del ciclo mestruale;
  • fase ovulatoria: si ha la rottura del follicolo giunto a maturazione con conseguente ovulazione, cioè rilascio dell’ovocita nella tuba di Falloppio (condotto che congiunge l’ovaio all’utero);
  • fase luteale: dura da dodici a sedici giorni, inizia con l’ovulazione e termina con le mestruazioni.

2) ciclo uterino, a carico dell’utero, suddiviso in due fasi:

  • fase proliferativa con aumento dello spessore della mucosa uterina al fine di accogliere l’ovulo fecondato;
  • fase secretiva che ha lo scopo di prepararsi all’impianto dell’ovulo fecondato. Termina con le mestruazioni (sfaldamento della mucosa uterina a seguito del mancato impianto dell’embrione) che durano 4/7 giorni duranti i quali viene espulso sangue (circa 70 ml) e detriti cellulari.

La fase ovulatoria del ciclo ovarico rappresenta il momento cardine per identificare il periodo fertile della donna. L’ovulazione è un processo che interessa un ovocita per ogni ciclo, anche se può capitare che ne giungano a maturazione due determinando, qualora venissero fecondati, una gravidanza gemellare.

Fertilità e procreazione

Il concetto di fertilità si associa alla possibilità di concepire cioè di sviluppare una nuova vita a partire dalla fecondazione dell’ovocita da parte di uno spermatozoo. Tramite il coito gli spermatozoi presenti nello sperma dell’uomo vengono introdotti nell’apparato genitale femminile costituito dalla vagina e dall’utero il quale, attraverso le due Tube di Falloppio, è in comunicazione con le ovaie. La fecondazione avviene nella tuba di Falloppio dove gli spermatozoi, arrivati risalendo la vagina e l’utero, trovano l’ovocita espulso dalle ovaie.

Quindi perché avvenga la fecondazione, processo in cui la tempistica è un fattore determinante, è fondamentale conoscere i giorni fertili tenendo conto che:

  • la vita media della cellula uovo è di circa un giorno;
  • gli spermatozoi sopravvivono all’interno dell’apparato femminile fino a quattro giorni.

Pertanto, l’intervallo di fertilità presenta:

  • un picco di fertilità che coincide con il giorno dell’ovulazione e il giorno precedente in quanto gli spermatozoi sopravvivono fino a quattro giorni;
  • un periodo di fertilità elevata che dura fino a quattro giorni prima dell’ovulazione.

Come identificare il periodo fertile

Individuare il periodo fertile è estremamente importante sia quando si desidera una gravidanza che quando si vuole evitarla. Stabilire quali sono i giorni fertili della donna facendo riferimento alla durata del ciclo mestruale può risultare ingannevole in quanto la prima fase del ciclo ha durata variabile, pertanto il momento dell’ovulazione lo si può determinare solamente a posteriori, cioè 12/16 giorni prima delle mestruazioni successive.

Tuttavia, è possibile stabilire il periodo fertile della donna tenendo conto che gli ormoni, che regolano la maturazione dell’ovocita e la conseguente ovulazione, sono responsabili di:

1) picchi ematici e urinari che possono essere rilevati strumentalmente attraverso:

  • esami del sangue per il dosaggio ormonale;
  • test per l’ovulazione da eseguire sulle urine con un kit di facile uso in vendita in farmacia.

2) cambiamenti che la donna può interpretare come veri e propri segnali di un’ovulazione imminente:

  • aumentata produzione di muco cervicale (ha la funzione di preservare per alcuni giorni la capacità di fecondazione degli spermatozoi) che diventa abbondante, trasparente e filante;
  • aumento della temperatura basale di 0,2°/0,5°C oltre i 37°C. La temperatura basale (vaginale o rettale) va misurata la mattina prima di alzarsi dal letto, senza aver svolto alcuna attività e avendo dormito almeno tre ore;
  • possibile presenza di tensione mammaria e dolore al basso ventre.

Il periodo fertile della donna può essere determinato anche attraverso ecografie transvaginali eseguite in tempi ravvicinati per cogliere il momento dell’ovulazione e quindi capire quando una donna è fertile.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI