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Pensione anticipata con pace contributiva

30 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Ottobre 2018



Possibilità di riscattare i periodi senza contributi con forti sconti per arrivare prima alla pensione: novità della riforma delle pensioni.

Pensionarsi prima coprendo tutti i periodi senza contributi dal 1996 in poi, grazie a una nuova possibilità di riscatto: si tratta di una misura appena introdotta nel cosiddetto “pacchetto previdenza”, finalizzata ad anticipare l’uscita dal lavoro senza incidere notevolmente sulle casse pubbliche.

In pratica, i lavoratori con periodi scoperti da versamenti potrebbero riscattare tutti i buchi contributivi a partire dal 1996. Nei riscatti dovrebbero essere compresi tutti gli intervalli non lavorati e non coperti da contribuzione figurativa o da altro tipo di contribuzione, anche non compresi nelle attuali ipotesi di riscatto, come gli anni di laurea o i periodi di aspettativa non retribuita. Questo “riscatto universale” risulta di fatto più simile al versamento di contributi volontari retroattivo che al riscatto vero e proprio, considerando che non richiede particolari requisiti relativi agli intervalli di tempo non coperti da versamenti previdenziali.

Il costo del nuovo riscatto, che dovrà essere calcolato col sistema contributivo, risulterà ridotto rispetto all’attuale costo del riscatto dei contributi, in quanto non sono previsti interessi e sanzioni: per questo motivo la proposta della Lega è stata ribattezzata “pace contributiva”, in analogia con la pace fiscale. La finalità del riscatto “scontato” è quella di favorire l’uscita dal lavoro, grazie all’aumento dei versamenti utili per il diritto alla pensione; l’intervento dovrebbe servire a finanziare, almeno in parte, la pensione quota 100 e la pensione di cittadinanza.

Ma procediamo per ordine, e cerchiamo di capire come funzionerà la pensione anticipata con pace contributiva: chi potrà riscattare i periodi non contribuiti, con quali costi, quali periodi potranno essere coperti.

Come funzionerà la pace contributiva?

La pace contributiva consisterà nella possibilità di riscattare i periodi non coperti da versamenti previdenziali all’Inps con costi ridotti.

Saranno riscattabili, in particolare, tutti i periodi a partire dal 1996, e non soltanto gli intervalli non coperti per i quali ad oggi è possibile chiedere il riscatto.

Grazie a questi versamenti volontari, i lavoratori potranno anticipare i requisiti per il pensionamento, arrivando prima alla pensione quota 100 o alla pensione anticipata.

I fondi così recuperati serviranno a sostenere la nuova riforma pensioni.

Chi può chiedere la pace contributiva?

Non tutti i lavoratori potranno beneficiare della pace contributiva, ma solo chi possiede almeno 20 anni di contributi.

Quali periodi possono essere riscattati attualmente?

Ad oggi, il riscatto dei contributi è consentito soltanto relativamente ad alcuni periodi:

  • lavoro all’estero: può essere riscattato l’intero periodo di lavoro all’estero, se non risultano convenzioni in materia di previdenza del paese presso cui si svolge l’attività lavorativa con l’italia; in caso contrario, si deve applicare la totalizzazione estera;
  • corso di laurea: è riscattabile la durata legale del corso;
  • corsi per:
    • diploma universitario
    • diploma di specializzazione
    • dottorato di ricerca;
  • periodi di aspettativa non retribuita per assistenza e cura dei disabili, sino a un massimo di 5 anni;
  • congedo per gravi motivi familiari, sino a un massimo di 2 anni;
  • congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro, sino a un massimo di 5 anni;
  • sospensione o interruzione del rapporto di lavoro, sino a un massimo di 3 anni;
  • formazione professionale, studio e ricerca e inserimento nel mercato del lavoro;
  • intervalli tra lavori discontinui, stagionali o temporanei;
  • intervalli tra lavori part-time;
  • servizio civile universale, se non coperto da contribuzione.

Quali periodi potranno essere riscattati con la pace contributiva?

Con la pace contributiva saranno riscattabili tutti i periodi senza contributi del lavoratore interessato, o una loro parte, dal 1996 in poi.

Potranno utilizzare la pace contributiva per ricostruire il proprio montante anche i lavoratori disoccupati.

La facoltà di riscattare gli anni mancanti è riconosciuta anche ai superstiti (per guadagnare i requisiti mancanti per la pensione di reversibilità), ai parenti dell’assicurato, fino al secondo grado, e ai datori di lavoro.

Come si calcola il costo del riscatto?

Per quanto riguarda il calcolo dell’onere del riscatto, la procedura è differente a seconda che il periodo da riscattare sia calcolato col sistema retributivo (nella quota retributiva della pensione sono inclusi i periodi sino al 31 dicembre 1995, per chi ha meno di 18 anni di contributi alla stessa data, o sino al 31 dicembre 2011, per chi ne possiede almeno 18) o contributivo.

Gli oneri di riscatto si calcolano, specificamente, in questo modo:

  • per le quote calcolate col sistema retributivo, è necessario:
    • calcolare la prestazione prima includendo i periodi da ricongiungere, poi escludendoli;
    • fare la differenza tra i due trattamenti;
    • moltiplicare la differenza per un coefficiente, diverso per uomini e donne, per individui inattivi e attivi, che varia con l’età e la contribuzione posseduta al momento della domanda;
    • il risultato di questa complessa operazione corrisponde all’onere di riscatto, che può essere pagato in 120 rate, con interessi;
  • se si utilizza il calcolo contributivo, per ogni anno riscattato è necessario applicare l’aliquota vigente nella gestione previdenziale a cui appartiene l’iscritto (33% per i dipendenti) per il reddito imponibile degli ultimi 12 mesi.

Regole di calcolo particolari sono poi previste nelle gestioni dei liberi professionisti.

Come si calcola il costo del riscatto per chi non ha mai lavorato?

Se l’interessato non ha mai lavorato, dunque non risulta iscritto ad alcuna gestione previdenziale, l’onere si calcola applicando al minimale della gestione artigiani e commercianti (15.710 euro nel 2018) l’aliquota contributiva vigente nella gestione dipendenti (come appena esposto, pari al 33%).

In questo caso, gli anni riscattati sono dunque determinati col sistema di calcolo contributivo e non possono dar luogo all’eventuale passaggio dal sistema contributivo al retributivo-misto (il passaggio avviene quando gli anni di laurea riscattati si collocano prima del 1996 e determinano il possesso di almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995).

Come si calcola il costo del riscatto con la pace contributiva?

Considerando che la pace contributiva riguarderà i soli periodi dal 1996 in poi, il costo del sarà calcolato col sistema contributivo. Nel dettaglio:

  • si deve prendere come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi (secondo una differente proposta, dell’anno successivo a quello da riscattare);
  • si deve poi moltiplicare la retribuzione per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva applicata (ad esempio 33% per la generalità dei lavoratori dipendenti); nel caso in cui i periodi siano più brevi, o non risultino annualità intere, si deve rapportare l’imponibile dell’ultimo anno a mese, o a settimana.

Se negli ultimi 12 mesi non sono stati percepiti redditi, si deve fare riferimento al minimo imponibile valido per le gestioni degli artigiani e dei commercianti.

Non ci saranno riduzioni forfettarie dei costi per giovani o lavoratrici madri.

Il riscatto dei contributi si può scaricare dalle tasse?

Per quanto riguarda gli oneri di riscatto, in tutti i casi i costi possono essere dedotti fiscalmente dal reddito dell’interessato, come avviene normalmente per i contributi previdenziali obbligatori.

Se l’interessato non ha reddito, il familiare che lo ha fiscalmente a carico può detrarre il 19% dell’onere dalle imposte.



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1 Commento

  1. Buongiorno, io ho un vuoto contributivo che riguarda il periodo 01/07/1987 30/04/1990 …
    Esistono soluzioni ?

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