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Esempio lettera richiesta mantenimento figli

15 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Ottobre 2018



Il facsimile della lettera con cui richiedere il mantenimento del figlio all’altro genitore. Le diverse ipotesi.

Con la sentenza di separazione o divorzio il Giudice ha stabilito che il tuo ex deve versare un assegno per il mantenimento di tuo figlio ma – ciò nonostante – non viene corrisposto nulla? Oppure, sono cambiate le tue condizioni economiche o quelle del tuo ex e vorresti chiedere – pertanto – una modifica dell’importo dell’assegno di mantenimento di tuo figlio? O, ancora, tu e il tuo ex non eravate sposati ma solo conviventi e, una volta terminata la relazione, l’ex è sparito e non provvede al mantenimento del bambino e vorresti agire per vie legali? O, magari, le condizioni di mantenimento sono già state stabilite dal Giudice ma non sono rispettate dal tuo ex? O, infine, tuo figlio non è mai stato riconosciuto ma ora vuoi chiedere al tuo ex di riconoscerlo, di pagare gli arretrati e di versare un assegno per il suo mantenimento?

In tutti questi casi, prima di rivolgerti al Giudice, è bene scrivere una lettera (una raccomandata con avviso di ricevimento) – destinata all’altro genitore – con la quale chiedere il mantenimento o la modifica dello stesso.

Si tratta, ovviamente, di un primo passo che, se non renderà i suoi frutti, porterà – necessariamente – allo step successivo, ossia quello di rivolgersi ad un avvocato. Quest’ultimo, redigerà, nuovamente, una raccomandata A/R e, successivamente – in caso di mancato versamento – si rivolgerà al Tribunale.

Tuttavia, vale la pena provare: potrebbe succedere che la lettera da te scritta sia sufficiente e, dunque, ti faccia risparmiare tempo e denaro. Potresti, infatti, evitare di rivolgerti all’avvocato ed al Tribunale.

Il mantenimento dei figli

La legge [1] stabilisce che ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito.

In presenza di figlio minore – o maggiorenne non autosufficiente – il Giudice stabilisce il versamento di un assegno periodico (solitamente mensile) e tale assegno è determinato prendendo in considerazione:

  • il tenore di vita tenuto dal figlio quando i genitori convivevano;
  • le esigenze del figlio;
  • il tempo di permanenza presso ogni genitore;
  • le risorse economiche e la situazione patrimoniale dei genitori;
  • l’eventuale presenza di un assegno di mantenimento del coniuge presso cui il minore è prevalentemente collocato;

Il mantenimento del figlio maggiorenne

L’obbligo di mantenimento non termina quando il figlio raggiunge la maggiore età, ma continua fino a quando non abbia raggiunto un grado di maturità tale da consentirgli di provvedere alle proprie necessità, senza l’aiuto economico dei genitori.

Al giorno d’oggi, infatti, i giovani divengono economicamente autosufficienti ben oltre la maggiore età: molto spesso frequentano l’università, corsi post universitari, svolgono la pratica professionale ecc… Per questo motivo, la legge [2] prevede il mantenimento del figlio maggiorenne non indipendente economicamente. Ma per quanto tempo dura questo obbligo? Fino a quale età?

La legge e la giurisprudenza non fissano un’età specifica oltre la quale il mantenimento non è più dovuto. In linea generale, secondo la giurisprudenza, l’obbligo di mantenimento dura fino a quando il mancato raggiungimento dell’indipendenza economica non dipenda dal comportamento negligente e disinteressato del figlio. Per esempio, il caso in cui il figlio maggiorenne abbia scartato più attività lavorative che gli siano state offerte ed abbia fatto ciò senza alcuna valida ragione. Oppure, l’ipotesi del figlio maggiorenne che si ostina a proseguire il corso universitario senza dedicarsi in modo serio allo studio e, conseguentemente, senza superare gli esami di profitto e giungere alla laurea.

A questo proposito, il Tribunale di Milano [3], ha addirittura fissato a trentaquattro anni la soglia di età oltre la quale lo stato di non occupazione del figlio non può determinare l’obbligo di mantenimento poiché – a detta del Tribunale – da quel momento in poi, il figlio deve considerarsi adulto.

Facsimile lettera richiesta mantenimento figli

Come già detto nell’introduzione, la lettera di richiesta di mantenimento dei figli, solitamente, è scritta da un avvocato e, spesso, precede il ricorso al Tribunale.

Tuttavia, potrebbe bastare anche un tuo semplice sollecito attraverso raccomandata A/R per far sì che il tuo ex versi il mantenimento per il/i figlio/i. In tal caso, con la predetta lettera, riusciresti a risparmiare i soldi dell’avvocato e della causa in Tribunale.

La lettera che dovrai inviare all’altro genitore cambia a seconda del fatto che il mantenimento sia già stato stabilito, o meno, nella sentenza di separazione o divorzio o a seguito di ricorso per l’affidamento e mantenimento del figlio, se eravate solo conviventi. Il facsimile è diverso anche nell’ipotesi in cui vogliate richiedere la modifica dell’assegno di mantenimento o il riconoscimento del figlio con successiva richiesta di mantenimento.

Mantenimento già fissato

Il facsimile che di seguito potrai vedere, si riferisce a tutti quei casi in cui il mantenimento del figlio sia già stato fissato nella sentenza di separazione o divorzio o, se non eravate sposati ma solo conviventi, sia già stato fissato – comunque – dal Tribunale a seguito di un ricorso per affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio.

luogo, data

Egr. Sig. / Gent.le Sig.ra

(nome del genitore)

Via __________________

Cap, città

Oggetto: richiesta di mantenimento di (nome del figlio o figli)

Egr. Sig./ Gent.le Sig.ra (nome genitore) o caro/a (nome del genitore), a seconda della tipologia di rapporto che avete attualmente,

preso atto dell’omesso versamento dell’assegno di mantenimento in favore di (nome figlio/i), così come stabilito dal Giudice di (nome della città), in data (data della sentenza), con la presente ti chiedo formalmente di provvede al pagamento dell’assegno di mantenimento, nonché di tutti gli arretrati a far data dal (indicare la data a partire dalla quale il genitore non versa l’assegno), entro – e non oltre – sette giorni dal ricevimento della presente.

Ti comunico, altresì, che – in difetto – procederò per vie legali e giudiziarie per la tutela del diritto di nostro figlio/i (nome del figlio/i).

Cordiali saluti.

(firma)

Se, invece, non eravate sposati ma solo conviventi e – in precedenza – non vi siete rivolti al Tribunale per regolamentare l’affidamento e mantenimento di vostro figlio/i, nella lettera è opportuno fare riferimento alla volontà di rivolgersi al Tribunale al fine di regolare il mantenimento ed obbligare l’altro genitore a provvedervi. In tal caso, un esempio di lettera potrebbe essere la seguente:

luogo, data

Egr. Sig. / Gent.le Sig.ra

(nome del genitore)

Via __________________

Cap, città

Oggetto: richiesta di mantenimento di (nome del figlio o figli)

Egr. Sig./ Gent.le Sig.ra (nome genitore) o caro/a (nome del genitore), a seconda della tipologia di rapporto che avete attualmente,

preso atto del tuo mancato apporto nel mantenimento di nostro figlio/i (nome figlio/i), con la presente ti chiedo formalmente di provvedere al versamento di un contributo economico che possa aiutarmi a mantenere (nome figlio), entro – e non oltre – sette giorni dal ricevimento della presente.

Ti comunico altresì che, in mancanza, provvederò alla tutela dei diritti di nostro figlio/i, mediante la presentazione di un ricorso al Tribunale, volto alla regolamentazione dell’affidamento e mantenimento di (nome figlio).

Cordiali saluti.

(firma)

Modifica assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento può anche essere, nel tempo, oggetto di modifica in presenza di cosiddetti “fatti sopravvenuti” cioè fatti nuovi che giustificano, appunto, una revisione dell’assegno. Quali sono questi fatti sopravvenuti?

  • la formazione di una nuova famiglia da parte del coniuge obbligato al versamento;
  • la nascita di un altro figlio da parte del coniuge obbligato;
  • eventuali modifiche delle condizioni economiche dei genitori: per esempio, perdita del lavoro;
  • il raggiungimento dell’autosufficienza economica del figlio maggiorenne: per esempio, il figlio maggiorenne potrebbe aver trovato un lavoro stabile che gli consenta di provvedere a sé stesso;
  • l’aumento dei bisogni del figlio;

In tutti questi casi, uno dei genitori – o entrambi – possono rivolgersi al Tribunale per chiedere una revisione dell’assegno di mantenimento.

Prima di tale ricorso e prima dell’intervento dell’avvocato, il genitore interessato può provare ad inviare – all’altro – una lettera raccomandata con avviso di ricevimento che abbia questo tenore:

luogo, data

Egr. Sig. / Gent.le Sig.ra

(nome del genitore)

Via __________________

Cap, città

Oggetto: richiesta di modifica assegno mantenimento di (nome del figlio o figli)

Egr. Sig./ Gent.le Sig.ra (nome genitore) o caro/a (nome del genitore), a seconda della tipologia di rapporto che avete attualmente,

stante (specificare il motivo della richiesta di modifica: creazione di nuova famiglia, nascita di altro figlio, modifica condizioni economiche ecc…), con la presente sono a chiederti un aumento/diminuzione dell’assegno di mantenimento che ho/hai l’obbligo di corrispondere in favore di (nome figlio/i).

Per i motivi sopra elencati, ritengo che sia più adeguato l’importo di Euro ________.

Ti chiedo, altresì, di voler seguire le suddette richieste già dal prossimo versamento, avvertendoti che – in difetto – adirò il Tribunale per chiedere la modifica dell’assegno di mantenimento di (nome figlio).

Cordiali saluti.

(firma)

Mancato riconoscimento

Può accadere che un genitore non abbia provveduto al riconoscimento del figlio al momento della nascita. In tal caso, l’altro genitore, ha il diritto di chiedere il riconoscimento, il mantenimento del figlio stesso nonché il rimborso di quanto sarebbe stato a carico del genitore che non ha effettuato il riconoscimento a partire dalla nascita.

In questi casi, il genitore esercente la responsabilità genitoriale, prima di rivolgersi ad un avvocato e – eventualmente – al Tribunale, può provare a chiedere che l’altro genitore provveda al riconoscimento del figlio, al suo mantenimento e ad un rimborso forfettario mediante l’invio di una raccomandata con avviso di ricevimento.

Un facsimile di lettera, in questi casi, può essere il seguente:

luogo, data

Egr. Sig. / Gent.le Sig.ra

(nome del genitore)

Via __________________

Cap, città

Oggetto: richiesta di riconoscimento e mantenimento di (nome del figlio o figli)

Egr. Sig./ Gent.le Sig.ra (nome genitore) o caro/a (nome del genitore), a seconda della tipologia di rapporto che avete attualmente,

in quanto genitore (padre/madre) di (nome figlio), nato il (data di nascita) in (luogo gi nascita), con la presente ti chiedo formalmente di far fronte ai tuoi doveri economici e morali, provvedendo al riconoscimento di tuo/a figlio/a ed al suo mantenimento attraverso il versamento di un assegno di mantenimento mensile dell’importo di Euro _________.

Ti invito, altresì, il pagamento di Euro __________ a titolo di rimborso forfettario per le spese che – dalla nascita fino ad ora – sarebbero state a tuo carico.

In caso di omesso riconoscimento e versamento delle somma suindicate, mi rivolgerò – senza ritardo – al Tribunale per la tutela dei diritti di nostro figlio (nome figlio/a) e dello/a scrivente.

Cordiali saluti.

(firma)

note

[1] Art. 337 ter, comma 4 Cod. Civ.: “Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito, il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando: 1) le attuali esigenze del figlio, 2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori, 3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore, 4) le risorse economiche di entrambi i genitori, 5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore”.

[2] Art. 337 septies, comma 1 Cod. Civ.: “Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all’avente diritto”.

[3] Tribunale di Milano, Ord. del 29.03.16.


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