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Invalidità dopo incidente stradale

14 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 ottobre 2018



Chi stabilisce e come si calcola il punteggio che fissa il risarcimento del danno patrimoniale o biologico causato da un sinistro.

Sei rimasto coinvolto in un incidente stradale ed hai riportato delle lesioni che ti terranno fermo per un po’ di tempo, impedendoti di svolgere la tua normale attività lavorativa e, quindi, di portare a casa il tuo stipendio. Probabilmente, tra le prime domande che ti poni (oltre a come farai con un’invalidità dopo l’incidente stradale) ci sono queste: chi decide il mio grado di invalidità e, quindi, il risarcimento che mi spetta per il danno economico subìto? Quanti soldi mi entreranno finché non ritornerò al lavoro, sempre che sia in grado di farlo? E soprattutto: non è che mi fregano sul risarcimento del danno patrimoniale e del danno biologico proponendomi di meno chissà con quale scusa?

L’invalidità dopo un incidente stradale comporta, infatti, un danno doppio: la lesione dell’integrità psico-fisica della persona rimasta ferita (quello biologico) e la mancata o ridotta capacità di lavorare e, quindi di fare reddito (il danno patrimoniale). Nel primo caso, percepisci un indennizzo per la lesione riportata. Nel secondo caso, viene riconosciuto un indennizzo per compensare le entrate mancanti. Ecco perché il risarcimento del danno patrimoniale è riservato ai lavoratori dipendenti.

Il grado di invalidità dopo un incidente stradale viene stabilito in base ad un punteggio. Ma chi lo decide e come si calcola? Se riesci a rispondere a questa domanda, potrai controllare se ti è stato riconosciuto quanto dovuto oppure se qualcuno ha cercato di specularci. E per rispondere a questa domanda, ti invitiamo a continuare a leggere.

Invalidità dopo incidente: il danno patrimoniale

Il danno patrimoniale che deriva da un incidente stradale consiste nelle spese che la persona lesa deve sostenere sia da un punto di vista medico (visite, esami, farmaci) sia da un punto di vista riabilitativo (il danno emergente). Ma rientra in questa categoria, come dicevamo poco fa, anche il lucro cessante, cioè il mancato guadagno a causa dell’impossibilità di svolgere in tutto o in parte la propria attività lavorativa.

Le possibilità sono diverse:

  • che chi ha subìto l’incidente riporti una lesione non guaribile nonostante le cure: ci troviamo, in questo caso, davanti ad un caso di invalidità permanente;
  • che il malato abbia un periodo di recupero durante il quale non riesce a muoversi dal letto (l’invalidità totale temporanea);
  • che il malato non riesca a svolgere normalmente l’attività che faceva prima dell’incidente, come ad esempio muovere una gamba o spostare un carico anche leggero (invalidità parziale temporanea).

Invalidità dopo incidente: il danno non patrimoniale

C’è, poi, il danno non economico provocato dall’invalidità dopo un incidente stradale, cioè quello morale e biologico che comprende le lesioni psico-fisiche subite. Coinvolge, dunque, anche chi non produce reddito e, quindi, non ha una perdita di soldi per il fatto di non lavorare (un disoccupato, una casalinga, ecc.). Ciò non significa, appunto, che il danno non debba essere liquidato quando causa un dolore fisico o psichico.

Se ne deduce che il risarcimento dovrà comprendere sia il danno morale sia il danno all’integrità del ferito (aver perso l’uso di un arto, riportare a vita una cicatrice sul volto, ecc.).

Invalidità permanente dopo un incidente

Abbiamo visto che ci sono diversi tipi di invalidità dopo un incidente stradale. La più grave è l’invalidità permanente, cioè la riduzione della capacità fisica del ferito che resterà anche dopo le cure. Verrà stabilita dopo la visita medico-legale e risarcita come danno biologico.

Ogni punto assegnato aumenta l’importo del risarcimento. Di norma le percentuali vanno dallo 0 al 9% e dal 10 al 100% che equivalgono a lesioni micropermanenti o macropermanenti. Su queste ultime si fa riferimento alle citate tabelle del Tribunale di Milano o del Tribunale di Roma.

Se questa valutazione non convince la persona ferita, questa può avviare una causa in tribunale per contestarla davanti ad un giudice, ovviamente con il supporto di un avvocato.

Invalidità temporanea dopo un incidente

L’invalidità o inabilità temporanea dopo un incidente stradale si riferisce al tempo che occorre al malato per guarire delle ferite riportate e tornare a svolgere la normale vita lavorativa e sociale. Il risarcimento si calcola in base ai giorni e alla percentuale di invalidità accertata.

Invalidità dopo incidente: che cos’è il punteggio?

Come abbiamo accennato, il grado di invalidità dopo un incidente stradale (e, quindi, l’ammontare del risarcimento) viene stabilito in base ad un punteggio. Come funziona questa procedura?

Chi ha subìto l’incidente viene visitato da un medico legale (di norma quello dell’Inps, dell’assicurazione o, comunque, del soggetto a cui viene chiesto il risarcimento). Il medico dovrà attribuire al danno riportato dal ferito un punteggio in base alle tabelle del danno biologico: più è grave e più alti saranno il punteggio e l’importo da risarcire. Non essendoci una tabella uniforme che valga per tutti gli italiani, vengono usate di norma quelle del Tribunale di Milano o del Tribunale di Roma.

Invalidità dopo incidente: come si calcola il punteggio?

Gli elementi da considerare per calcolare il punteggio di invalidità dopo un incidente stradale sono:

  • il danno subìto;
  • l’età della vittima dell’incidente: più è giovane e più alto sarà il punteggio, poiché (almeno in teoria) ha più vita davanti e, di conseguenza, deve soffrire un’invalidità per più tempo.

Le tabelle che abbiamo citato contengono un indice standard di risarcimento, ma ci possono essere dei casi particolari in cui la percentuale aumenta fino al 30% sulla base del danno riportato.

Abbiamo già detto che chi ha fatto un incidente stradale viene visitato da un medico legale per valutare il punteggio dell’invalidità, nominato da chi deve pagare il risarcimento nel caso si sia ancora in fase di trattativa. Conviene sempre (è anche un diritto del malato) farsi accompagnare da un medico di fiducia oppure portare una perizia di quali sono state le conseguenze dell’incidente e di quali possono essere le eventuali ricadute. In questo modo si evita quello che prima abbiamo segnalato, cioè il tentativo di «tirare al ribasso» l’importo del risarcimento.

Il medico legale stabilisce il punteggio, e quindi la liquidazione economica del danno biologico, in base alla patologia riscontrata e ad altri parametri utili a quantificare il risarcimento, come l’incidenza delle lesioni sullo stato psico-fisico del ferito a causa della sua età, del lavoro che svolge, della sua vita sociale, ecc.


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