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Ordine non consegnato: che fare

23 settembre 2018


Ordine non consegnato: che fare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2018



Cosa prevede il diritto del consumo in caso di un pacco non consegnato all’acquirente. Il termine entro cui il pacco deve arrivare a destinazione e il facsimile delle diffide.

Acquistare i prodotti da internet ha sicuramente il vantaggio di non doversi muovere da casa e di avere a disposizione un catalogo enorme. Ma ci sono anche i contro: primo tra tutti il fatto di non poter controllare la merce in anticipo e di doversi affidare all’onestà del venditore. Venditore che, una volta incassati i soldi, potrebbe anche non spedire più l’oggetto o spedirne uno diverso o non funzionante. Inutile dire che c’è sempre la legge a tutelare il consumatore nelle vendite a distanza: una cosa è la teoria, un’altra la pratica. E la pratica è fatta di tribunali, avvocati e, quindi, di spese anche molto salate. A volte il gioco non vale la candela e l’acquirente rinuncia a far valere i propri diritti. C’è comunque una via di mezzo che consente di tentare una difesa stragiudiziale prima di arrivare al processo tanto odiato. Ed è di questo che parleremo nelle seguenti righe. Che fare per l’ordine non consegnato? Avrai di sicuro pensato di consultare il tuo avvocato e, magari, di consegnargli tutta la pratica, la documentazione, la copia delle ricevute di pagamento e dell’ordine. Ma vorrà giustamente anche l’onorario e – ti assicuro – non piace neanche a lui occuparsi di una pratica di scarso valore economico. Ecco perché il nostro suggerimento è di iniziare a difenderti da solo seguendo questi semplici e basilari consigli.

Ordine non consegnato: entro quanto tempo la consegna del prodotto?

La prima cosa che devi fare è verificare quale sia il termine di consegna della merce indicato nelle condizioni di contratto sottoscritte o scaricate dal sito web. Se non dovesse essere prevista una data entro cui il pacco viene spedito al cliente, si applica la legge. E la normativa in materia di prodotti acquistati dai consumatori prevede un termine di 30 giorni. In particolare la disciplina è contenuta nel codice del consumo [1]. Questo stabilisce che, salvo che il contratto non disponga diversamente, il venditore è obbligato a consegnare la merce all’acquirente “senza ritardo ingiustificato”, e comunque al più tardi entro trenta giorni dalla data della conclusione del contratto stesso. Al 31° giorno, il consumatore potrà recedere con una comunicazione inviata via email. In essa potrà scrivere, senza rispettare formule predeterminate, quanto segue:

«Intendo recedere dal contratto del… per l’acquisto del prodotto… in quanto il termine ultimo per la consegna, per come previsto dal codice del consumo e non derogato dalle condizioni generali di contratto, non è stato da Voi rispettato. Pertanto Vi invito a restituirmi immediatamente i soldi già anticipati alle seguenti coordinate bancarie… Vi faccio presente che, qualora il prodotto dovesse comunque arrivare presso il mio indirizzo, non provvederò a ritirarlo considerandosi il contratto già concluso a partire da oggi».

In alternativa, chi ha ancora interesse a ricevere il prodotto e intende solo sollecitare il venditore può scrivere quanto segue:

«Con riferimento al contratto del … per l’acquisto del prodotto … vi rappresento che ad oggi il suddetto bene non è stato ancora ricevuto. Essendo ormai scaduto il termine ultimo di consegna, vi invito e diffido a provvedere, al massimo entro … giorni, all’adempimento della Vostra prestazione. In difetto mi vedrò costretto a recedere dal contratto e a chiedervi il risarcimento per tutti i danni da ciò subiti».

Pacco non consegnato: la colpa è del corriere?

Ti anticipo che ci sono alcuni venditori che scaricano la colpa sul corriere. Poiché sono loro a sceglierlo, su di loro grava anche la responsabilità per la mancata consegna. Se quindi il postino non ti recapita il pacco hai tutto il diritto a chiederne un altro o la restituzione dei soldi spesi.

Come farsi restituire i soldi già versati per il pacco non consegnato

Se sei capitato male e il venditore non ti risponde né ha alcuna intenzione di restituirti i soldi puoi provare diversi tentativi più formali. Il primo – e sempre molto convincente – è quello di fare una recensione negativa su un forum o sulla piattaforma da cui hai acquistato il prodotto. Ad esempio se ti sei servito di Amazon hai un’ampia possibilità di “vendicarti” visto che il feedback dei clienti viene ritenuto molto importante. Attento però: non avventurarti in espressioni troppo forti che potrebbero esporti al rischio di una querela per diffamazione. Quando fai una recensione negativa devi limitarti a parlare dell’episodio senza spendere parole sulla moralità del venditore. Tanto per fare un esempio non puoi dire: «Il venditore è un truffatore, un disonesto, un ladro» ma puoi raccontare la tua vicenda: «Ho pagato il prodotto e non mi è mai stato spedito. Ho inviato email e nessuno mi ha mai risposto. Ho chiesto se si trattasse di una truffa e nessuno mi ha fornito spiegazioni in merito alla mancata consegna».

Un secondo modo è quello di inviare una PEC al venditore diffidandolo. Come fare? Se si tratta di una azienda (anche una ditta individuale) e non di un privato deve essere obbligatoriamente munito di posta elettronica certificata. A questo fine puoi trovarlo al registro Ini-Pec. La PEC ha il vantaggio di avere lo stesso valore di una raccomandata e quindi di essere una prova legale. Ma la puoi spedire solo da un altro indirizzo PEC.

In essa potrai diffidare il venditore con una formula di questo tenore:

«In data…. ho acquistato il seguente oggetto …. che, nonostante i reiterati solleciti, non mi è stato mai consegnato. Inteso ormai risolto il contratto per inadempimento Vi intimo la restituzione dei soldi già corrisposti con avviso che, in caso contrario, adirò le vie giudiziarie con Vostro ulteriore aggravio di spese».

Posso denunciare chi non consegna un pacco?

Per parlare di frode contrattuale non basta essere inadempienti ossia non consegnare la merce venduta. Questo è un semplice illecito civile che purtroppo non ti consente di denunciare. Ma se dovessi scoprire che il venditore è in realtà inesistente, che il sito è tutto un fake e che questi non aveva la merce che ha promesso in vendita, allora sì che ricadiamo nel penale e puoi rivolgerti alla polizia postale o ai carabinieri.

Cosa posso fare per avere i soldi senza andare in causa?

Se proprio non vuoi andare in causa perché i soldi spesi non giustificano un processo e l’onorario dell’avvocato puoi sempre procedere in mediazione. Di cosa si tratta? Molto semplice. È un procedimento che non ti costa più di 40 euro e che promuovi presso un organismo di mediazione della tua città. Lì devi dare gli estremi del contratto e descrivere per iscritto la vicenda. L’organismo organizza un incontro con la società al fine di trovare una soluzione tra di voi. Quest’ultima è costretta a presentarsi poiché, in caso contrario, in un’eventuale causa sarà condannata alle spese processuali e a un ulteriore risarcimento. In più l’avvio della mediazione è anche indice delle tue serie volontà di far valere i tuoi diritti davanti al giudice e, costringendo la controparte a un viaggio, potrebbe essere che questa trovi più conveniente restituirti la somma.

note

[1] Art. 61 cod. consumo


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