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Miscellanea Il nero, l’evasione fiscale e l’illegale trainano l’economia italiana

Miscellanea Pubblicato il 11 febbraio 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 11 febbraio 2013

“Signora, gentilmente mi fa una ricevuta fiscale?”: un’ormai storica gag del film “Qualunquemente” rischia di diventare una lezione di scienza delle finanze. Ecco perché.

Tra evasione fiscale, criminalità organizzata e truffe ai danni della Pubblica Amministrazione, il sommerso è la prima industria del Paese. La crisi economica non ha cambiato le cose, anzi, ha dimostrato la capacità di resistenza del “nero”.

Secondo le ultime stime di Bankitalia, nel 2012, il prodotto interno lordo ufficiale ha perso il 2,1%. Sul sommerso, invece, pur non essendoci dati precisi, tutti gli indicatori lasciano presumere che ci sia stata una crescita o, al limite, un arretramento più contenuto di quello patito dalle imprese in regola.

Due i settori emblematici: la fabbrica dei falsi, con 105 milioni di prodotti contraffatti sequestrati nel 2012 e l’edilizia con il dimezzamento del numero delle nuove costruzioni rispetto al 2007.

Il Sole 24 Ore ha considerato anche la criminalità organizzata e la corruzione, ma è chiaro che la parte grossa dell’economia irregolare la fa l’evasione fiscale. Le ultime stime dicono che ammontano a 120 miliardi di euro le tasse evase ogni anno. Ogni tre controlli su scontrini e ricevute, uno di essi fa emergere irregolarità. Al Sud il dato peggiora: un caso su due è fuori legge.

note

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Articolo di Cristiano dell’Oste, Marco Mobili e Giovanni Parente su Il Sole 24 Ore dell’11.02.13 – pag. 2


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