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Posso scegliere liberamente le ferie?

29 settembre 2018


Posso scegliere liberamente le ferie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 settembre 2018



Le ferie annuali sono uno dei diritti fondamentali del lavoratore. A differenza di quanto si possa pensare, tuttavia, è davvero poco influente la volontà del dipendente nella scelta del periodo in cui andare in ferie.

«Sono stato assunto da diverso tempo da un’azienda e comincio a sentire la necessità di prendermi alcuni giorni di riposo. Non so bene, tuttavia, chi ha il potere di decidere se e quando posso andare in ferie. Posso scegliere liberamente le ferie?». Questa è, sicuramente, una delle prime domande che si fa un lavoratore quando viene assunto in un’azienda. La risposta è, contrariamente a quanto molti pensano, che il periodo di ferie lo sceglie soprattutto il datore di lavoro. Vediamo perché.

Cosa sono le ferie?

Le ferie sono delle giornate di riposo a cui hanno diritto tutti i lavoratori e durante le quali il dipendente può starsene a casa senza recarsi al lavoro pur mantenendo il diritto ad essere pagato [1]. Lo scopo delle ferie è consentire al lavoratore di recuperare le proprie energie fisiche e mentali. Si tratta di un diritto legato alla salute stessa del dipendente e per questo il lavoratore non può rinunciare alle ferie [2]. Di regola spettano ad ogni dipendente almeno 4 settimane all’anno di ferie ma i contratti collettivi nazionali di lavoro possono prevedere un numero di giorni di ferie maggiore. Ciascun lavoratore dovrà, dunque, leggere il contratto collettivo di lavoro di riferimento per conoscere il numero esatto di giorni di ferie che gli spettano.

Chi sceglie quando andare in ferie?

Siamo portati a pensare che è lo stesso lavoratore a scegliere quando andare in ferie in base ai propri programmi ed ai propri progetti. Questa idea, molto diffusa, è però assolutamente sbagliata. In base alla legge [3] ed alla giurisprudenza [4], infatti, il potere di assegnazione delle ferie spetta unicamente al datore di lavoro. Infatti, il potere di decidere quando mandare in ferie i dipendenti si collega al potere del datore di lavoro di organizzare l’impresa, i turni, i reparti e, dunque, anche le ferie dei dipendenti. Questo è particolarmente evidente nelle grandi aziende. Potrebbe, teoricamente, accadere, infatti, che tutti i dipendenti di un reparto vogliano andare in ferie lo stesso periodo. Se a scegliere il periodo feriale fossero solo i lavoratori si potrebbe, dunque, arrivare alla paralisi dell’attività aziendale. Il datore di lavoro, invece, ha la visuale completa sulle esigenze dei dipendenti ed organizza le ferie in base alle volontà indicate dai lavoratori e le esigenze organizzative dell’impresa. Al lavoratore, dunque, spetta solo la facoltà di indicare il periodo in cui vorrebbe andare in ferie ma è, poi, il datore di lavoro ad assegnare le ferie una volta raccolte le volontà di tutti.

Può essere modificato il periodo di ferie assegnato?

Se è vero che il datore di lavoro, che ha il compito di organizzare l’impresa, ha il potere di decidere quando mandare in ferie i dipendenti è allora anche vero che il datore di lavoro, per le proprie esigenze organizzative, può dover cambiare le scelte fatte e modificare il periodo di ferie che aveva assegnato al lavoratore.

Il potere organizzativo del datore di lavoro è, infatti, talmente forte che lo stesso può anche modificare il periodo di ferie che aveva assegnato al dipendente, purché lo faccia dando un giusto preavviso al dipendente e purché consenta, in un’epoca successiva, al dipendente di fruire delle ferie. Inoltre, se il lavoratore ha già sostenuto dei costi collegati al periodo di ferie che gli era stato assegnato, il datore di lavoro deve rimborsargli questi costi [5]. Si pensi al lavoratore che ha prenotato una crociera nel periodo di ferie che gli era stato assegnato dal datore di lavoro ed ha già versato 500 euro a titolo di caparra. Il datore di lavoro potrà, per ragioni organizzative dell’azienda, spostare le ferie del dipendente ma dovrà rimborsargli i 500 euro spesi per cauzione ed eventuali altri costi di cancellazione della prenotazione.

Posso rinunciare alle ferie?

Potrebbe accadere che il dipendente, dopo essersi visto modificato il periodo di ferie originariamente assegnato, non abbia più interesse a fare le ferie visto che i periodi che sono rimasti per fruirne non sono di suo gradimento. È bene, comunque, ricordare che il diritto alle ferie si collega alla stessa salute del dipendente e alla necessità di assicurare al lavoratore la possibilità di recuperare le proprie energie fisiche e mentali e dunque questo diritto è irrinunciabile [2]. Il fatto che le ferie siano un diritto irrinunciabile non significa che il lavoratore deve farle per forza. Significa che, in ogni caso, se per varie ragioni il dipendente non fa le ferie ha diritto a ricevere la relativa indennità sostitutiva delle ferie non godute che è pari alla retribuzione ordinaria percepita dal dipendente nelle giornate di ferie non godute. C’è solo un caso in cui il dipendente che non ha fatto le ferie non ha diritto all’indennità sostitutiva delle ferie non godute e cioè quando il datore di lavoro dimostra di avere offerto un adeguato tempo per il godimento delle ferie, di cui il lavoratore non abbia usufruito (venendo a incorrere così nella cosiddetta “mora del creditore”) [6].

note

[1]Articolo 36, Costituzione; D. Lgs. n. 66/2003.

[2]Cass., 26 luglio 2013, n. 18168.

[3]Articolo 2109, c.c.

[4]Cass., 19 dicembre 2013, n. 28428.

[5]Cass., 11 febbraio 2000, n. 1557

[6]Cass.,1° febbraio 2018, n. 2496.

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