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Multe: quanto costa fare ricorso

29 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 settembre 2018



In questo articolo vedremo quanto costa fare ricorso contro le multe e i vari tipi di impugnazione che la legge consente.

Ti hanno fatto una multa che proprio non riesci ad accettare. Sai, infatti, di avere ragione e ti viene duro pagare, ti sembra un’ingiustizia. Di solito, quando ti viene notificato un verbale di contravvenzione, non fai tante storie e paghi, approfittando della possibilità, che la legge offre, di effettuare un versamento in misura ridotta per chi vi provvede entro i primi cinque giorni dalla notifica. Questa volta, però, è diverso, perchè l’illegittimità del verbale che ti è pervenuto è evidente anche per te, che di leggi non te ne intendi. Ti stai tuttavia chiedendo, a proposito di multe, quanto costa fare ricorso. Non vorresti, infatti, spendere una somma pari o superiore a quella che dovresti pagare. Questo articolo ti servirà ad orientarti e a fare la scelta giusta.

Quanto costa fare ricorso contro le multe? La risposta cambia, in funzione del tipo di impugnazione che si sceglie. Infatti, quando ci viene notificato un verbale di contravvenzione, abbiamo la possibilità di scegliere tra vari rimedi. Ognuno di essi ha un costo, può comportare o meno la necessità di farsi assistere da un avvocato, e presenta, ovviamente, vantaggi e svantaggi. Le possibilità sono tre:

  • presentare un ricorso in autotutela;
  • impugnare il verbale dinanzi al Prefetto;
  • rivolgersi al Giudice di Pace.

Esaminiamole una per una.

Il ricorso in autotutela contro le multe

Il soggetto, al quale è stato notificato un verbale in cui gli viene contestata una violazione del Codice della Strada, se esso gli appare palesemente illegittimo (cioè contrario a qualche norma di legge) o errato, può, provare a  ottenerne l’annullamento d’ufficio, mediante un ricorso in autotutela.

Ciò consente di evitare la presentazione di un’impugnazione al Prefetto o al Giudice di Pace, che sarebbe certamente più impegnativa anche dal punto di vista economico.

L’autotutela amministrativa è una facoltà concessa alla pubblica amministrazione, nei casi in cui rileva di avere sbagliato. In forza dell’autotutela, l’amministrazione potrà, di sua iniziativa o a seguito di sollecitazione da parte della persona interessata, annullare l’atto illegittimo o errato. Ciò le consentirà di evitare conseguenze peggiori, come l’essere chiamata in giudizio dal cittadino interessato, e magari subire una condanna al pagamento delle spese processuali.

Per i cittadini, quindi, questo è un rimedio economico, rapido e semplice, perché non richiede formalità particolarmente complesse. E’, insomma, alla portata di tutti. I casi più frequenti in cui una multa può essere annullata in autotutela sono:

  • l’errore di persona;
  • il fatto che il veicolo, con il quale è stata commessa l’infrazione, è stato venduto o rubato prima della data dell’infrazione stessa;
  • il fatto che per la stessa infrazione sia stata già elevata altra contravvenzione;
  • altri casi, simili ai precedenti, in cui l’illegittimità o erroneità del verbale è palese, senza che sia necessario effettuare accertamenti approfonditi.

Il ricorso deve essere presentato in carta semplice e deve contenere:

  • l’indicazione dell’atto di cui viene chiesto l’annullamento, totale o parziale;
  • i motivi per cui si ritiene l’atto illegittimo e quindi annullabile.

Al ricorso devono essere allegati i documenti utili a comprovare le proprie ragioni: ad esempio l’atto di vendita del veicolo. La denuncia di furto, e così via.

Il ricorso si invia, tramite raccomandata a.r., all’ufficio che ha emesso l’atto.

Quanto costa fare ricorsoin autotutela contro le multe? Solo il costo della raccomandata. Questo è sicuramente un vantaggio, insieme alla semplicità e rapidità del rimedio.

Lo svantaggio sta però nel fatto che non si ha certezza dell’accoglimento, perché l’annullamento in autotutela è una facoltà, non un obbligo dell’amministrazione. E siccome nel frattempo decorrono i termini per un eventuale ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, è bene stare attenti a non farli scadere, per non precludersi queste possibilità.

Il ricorso al Prefetto contro le multe

Contro un verbale che contesta una violazione alle norme sulla circolazione stradale è possibile rivolgersi al Prefetto. Questo ricorso è consigliabile in tutti i casi in cui la valutazione sull’illegittimità del verbale non comporta accertamenti di particolare complessità. Ciò avviene, ad esempio, quando il ricorrente contesta delle irregolarità formali del verbale, che non lo rendono conforme alla legge; oppure delle irregolarità della notifica, come succede quando questa avviene fuori termine; o, ancora, quando sia agevole evincere l’illegittimità della multa, mediante l’esame della documentazione proposta dallo stesso ricorrente (ad esempio, l’atto di vendita del veicolo, la denuncia di furto, documentazione fotografica, e così via).

Non è consigliabile il ricorso al Prefetto quando, invece, occorre un accertamento complesso, magari con l’audizione di testimoni (cosa che può avvenire solo davanti a un giudice).

Il ricorso si propone, entro 60 giorni dalla notifica del verbale, mediante raccomandata a.r. indirizzata al Prefetto del capoluogo della provincia in cui è avvenuta l’infrazione. Se fa comodo, è possibile anche presentarlo personalmente, in Prefettura o presso l’ufficio o il comando dell’autorità che ha elevato la contravvenzione (può trattarsi di polizia, carabinieri, vigili urbani o guardia di finanza).

Nel ricorso, che si propone personalmente, senza necessità di assistenza di avvocato, devono essere indicare le ragioni per le quali si ritiene illegittimo il verbale. Vanno allegati, ovviamente, i documenti necessari per sostenere le proprie ragioni. E’ opportuno chiedere la sospensione del pagamento della multa, in attesa della decisione.

Quanto costa fare ricorso al Prefetto contro le multe? Molto poco: il solo costo della raccomandata. Se, però, il Prefetto rigetta il ricorso, emetterà un’ordinanza-ingiunzione, con la quale ordinerà al ricorrente il pagamento di una somma pari almeno al doppio della sanzione iniziale. Pertanto, visto che il rischio è elevato, vale la pena di proporre ricorso solo se i motivi di illegittimità sono molto evidenti, tali da rendere difficile un rigetto.

Se il ricorso viene accolto, il Prefetto annulla il verbale impugnato. Il ricorso si considera accolto se non è stato adottato nessun provvedimento entro 120 giorni dalla presentazione del ricorso (180 giorni se la presentazione è avvenuta a mezzo dell’ufficio o comando dell’autorità che ha contestato l’infrazione).

Contro l’ordinanza-ingiunzione, comunque, è possibile proporre ricorso, entro 30 giorni dalla notifica, al Giudice di Pace.

Il ricorso al Giudice di Pace contro le multe

Contro una multa, o contro l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto che ha rigettato l’impugnazione, è possibile proporre ricorso, entro 30 giorni dalla notifica, al Giudice di Pace.

Il ricorso va presentato al Giudice del luogo in cui è stata commessa l’infrazione contestata. Per individuare il giudice territorialmente competente, si può consultare un’apposita sezione del sito del Ministero della Giustizia.

E’ necessaria l’assistenza di un avocato, a meno che il valore del ricorso non superi i 1.100 euro. In tal caso, si può stare in giudizio anche da soli.

Se il ricorso viene presentato personalmente, occorre redigerlo avendo cura di indicare molto bene i motivi, di fatto e di diritto, per le quali si ritiene che il verbale sia illegittimo. I motivi di fatto sono quelli relativi alle circostanze che hanno dato luogo alla contravvenzione: ad esempio, la circostanza che il veicolo si trovasse in un luogo diverso rispetto a quello in cui è avvenuta l’infrazione; oppure, in caso di passaggio col rosso, il fatto che il semaforo in realtà era giallo, e così via. I motivi di diritto sono quelli relativi alla violazione di una o più norme da parte di chi ha eseguito l’accertamento: ad esempio, le irregolarità formali del verbale, oppure una errata interpretazione dei fatti da parte dell’agente accertatore.

La valutazione ed esposizione dei motivi  può essere complicata per un profano: a volte, anche per multe di importo minimo, potrebbe ssere necessario il consiglio di un avvocato.

Il ricorso si propone mediante deposito presso la cancelleria del giudice competente. La presentazione può avvenire anche mediante invio del ricorso, e della documentazione allegata, con lettera raccomandata. un’altra possibilità è quella di inviare l’impugnazione online, sempre mediante la sezione a ciò dedicata del Ministero della Giustizia. In quest’ultimo caso, però, dovrà comunque essere presentato anche il ricorso cartaceo, a mano o a mezzo raccomandata.

Avvenuto il deposito del ricorso, verrà fissata la data della prima udienza. Il procedimento, probabilmente, richiederà diverse udienze, nel corso delle quali verranno acquisite le prove. In tali occasioni sarà necessaria la presenza delle parti: il ricorrente, se sta in giudizio personalmente, o il suo avvocato; e un rappresentante dell’amministrazione interessata.

Il Giudice di Pace, alla fine del procedimento, pronuncia una sentenza, con la quale accoglie o rigetta il ricorso. In caso di accoglimento, la multa sarà annullata; in caso di rigetto, la multa dovrà essere pagata, e l’importo sarà indicato dallo stesso giudice; ad essa si aggiungerà, quasi certamente, la condanna, in favore della controparte, a pagare le spese processuli. E’ raro, invece, che in caso di accoglimento del ricorso l’amministrazione venga condattata al pagamento di dette spese in favore del ricorrente.

Quanto costa fare ricorsodavanti al Giudice di Pace contro le multe? Alla luce di quello che abbiamo detto, riepiloghiamo:

  • se il ricorso richiede l’assistenza di un avvocato, la parcella di quest’ultimo. Tieni presente che, anche in caso di esito vittorioso, è difficile che questa spesa ti venga rimborsata dalla controparte;
  • il c.d. contributo unificato, una tassa per spese di giustizia dovuta allo Stato, il cui importo varia secondo il valore della causa. Il minimo è 43 euro, e ad esso si deve aggiungere una marca da bollo da 27 euro;
  • se il ricorso viene proposto personalmente, e spedito tramite raccomandata, il costo della stessa;
  • se si sta in giudizio senza assistenza di avvocato, i costi necessari per recarsi alle varie udienze, variabili secondo la distanza che è necessario percorrere;
  • se non si è proprio certi dell’esito, il rischio di essere condannati al pagamento, oltre che della multa, delle spese processuali in favore della controparte.

Ora sai quanto costa fare ricorso contro le multe: potrai così scegliere, quando riceverai la notifica di un verbale, se impugnarlo o piuttosto, per ragioni di convenienza economica, pagare subito.

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