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Non ho fatto tutte le ferie: che fare?

4 ottobre 2018


Non ho fatto tutte le ferie: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 ottobre 2018



Le ferie sono uno dei diritti principali del dipendente il quale, tuttavia, non è sempre del tutto consapevole di quanti giorni di ferie gli spettano e di cosa deve fare per poterne usufruire. La legge non lascia totale libertà alle parti di decidere quando fruire delle ferie ma fissa regole precise.

È molto frequente che, nelle aziende, non ci sia un’attenta organizzazione e pianificazione delle ferie dei dipendenti. Inoltre, molto spesso, le direzioni del personale sono in effettiva difficoltà nel pianificare le ferie del personale perché vari eventi e varie vicende rendono difficile consentire ai lavoratori di andare in ferie. Si pensi al caso in cui c’è un picco di produzione imprevisto ed è, dunque, necessario che tutti i dipendenti restino al lavoro. Oppure, al caso in cui molti dipendenti si assentano per malattia e non è dunque possibile consentire a chi è in servizio di andare in ferie. I casi possono essere molti. In generale, il dipendente in questi casi si chiede non ho fatto tutte le ferie: che fare?

Cosa sono le ferie?

Il diritto alle ferie è il diritto del lavoratore a non recarsi al lavoro per un certo numero di giornate mantenendo, comunque, lo stipendio. La finalità delle ferie è quella di consentire al dipendente di riposarsi, di staccare la spina e di ricaricare le proprie energie psico-fisiche.

Quando maturano le ferie?

La legge prevedeva [1]che il diritto alle ferie spettasse al dipendente solo dopo un anno continuativo di servizio e, quindi, solo dopo un anno dall’assunzione. Nel primo anno di lavoro, dunque, il dipendente non aveva le ferie. Questa norma è stata dichiarata contraria alla Costituzione ed è stato dunque affermato che le ferie si maturano progressivamente anche durante l’anno di assunzione e non solo dopo un anno ininterrotto di servizio. Ciò significa, per fare un esempio, che se al dipendente spettano 4 settimane di ferie in un anno e il dipendente viene assunto il 1 gennaio 2018, dopo metà anno e, dunque, il 1 giugno 2018, lo stesso avrà maturato 2 settimane di ferie.

Quando vanno fatte le ferie?

Dipendente ed azienda non sono del tutto liberi nel decidere quando vanno fatte le ferie. Infatti è la legge a stabilire che il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Questo periodo ferialedeve essere goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione [3]. Questo significa, riprendendo l’esempio di prima, che il dipendente assunto il 1 gennaio 2018 dovrà fruire, nel corso del 2018, di almeno due settimane di ferie e che, se lo richiede il dipendente, queste due settimane devono essere consecutive. Le restanti due settimane di ferie devono essere godute entro giugno 2020.

I contratti collettivi nazionali di lavoro possono prevedere delle forme particolari di fruizione delle ferie. Ciò significa che, ad esempio, il contratto collettivo potrebbe prevedere che tutte e 4 le settimane vanno godute nell’anno di maturazione, oppure potrebbe prevedere un termine minore o maggiore di 18 mesi per godere delle ferie maturate e non godute. Per prima cosa, dunque, il dipendente deve verificare quale disciplina delle ferie è presente nel proprio contratto collettivo di lavoro di riferimento.

Le ferie non godute possono essere rinunciate?

Il diritto alle ferienon è rinunciabile dal lavoratore dipendente [4]. Ciò significa che in nessun caso le ferie si perdono. Al massimo, le ferie non godute possono trasformarsi in una indennità sostitutiva delle ferie non godute, ossia, in una somma di denaro che sostituisce le ferie non godute e che è pari alla retribuzione del dipendente nel lasso temporale delle ferie non godute. Questa possibilità non è, in ogni caso, del tutto libera in quanto, secondo la legge, il periodo minimo di ferie stabilito dalla legge, pari a 4 settimane, non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute[5].

Sono solo due, allora, i casi in cui le ferie non godute possono trasformarsi nell’indennità sostitutiva delle ferie non godute:

  • per i periodi di ferie che eccedono il minimo di legge delle 4 settimane. Ciò significa che se il dipendente ha diritto ad un numero di ferie superiore a 4 settimane, ad esempio perché il contratto collettivo di lavoro prevede 5 settimane di ferie, leferie in più rispetto al minimo di legge possono essere liberamente convertite in denaro;
  • in caso di risoluzione del rapporto di lavoro. Se il rapporto di lavoro cessa, per dimissioni del dipendente, oppure per licenziamento o ancora per scioglimento consensuale del rapporto, le ferie ancora non godute, indipendentemente dal fatto che rientrino o meno nel minimo legale di 4 settimane, vanno pagate sotto forma di indennità sostitutiva delle ferie nell’ultima busta paga.

Non ho fatto tutte le ferie: che fare?

Il dipendente che non ha fatto tutte le ferie nell’anno di maturazione dovrà allora programmare con il proprio superiore gerarchico il godimento delle ferie residue nei 18 mesi successivi alla fine dell’anno in cui le ha maturate o nel diverso periodo previsto dal contratto collettivo. La quota di ferie che eccede il minimo di 4 settimane annue eventualmente riconosciuta dal contratto collettivo o individuale potrà essere monetizzata in busta paga come indennità sostitutiva.

note

[1]Articolo 2109, c.c.

[2] Corte Costituzionale, 7 maggio 1963, n. 66.

[3]Articolo 10, D. Lgs. 8 aprile 2003, n. 66.

[4]Cass., 26 luglio 2013, n. 18168.

[5]Articolo 10, comma 2, D. Lgs. 8 aprile 2003, n. 66.

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