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Con una istanza Equitalia sospende le cartelle, anche quelle per Inps

12 febbraio 2013


Con una istanza Equitalia sospende le cartelle, anche quelle per Inps

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2013



In un messaggio, l’Inps ha recepito le norme sulla sospensione e sull’automatico annullamento delle “cartelle pazze” di Equitalia, secondo la procedura prevista dalla legge di stabilità: il nuovo strumento a favore del contribuente, dunque, si applicherà anche ai debiti di natura previdenziale.

Come noto, la legge di stabilità [1] ha previsto un meccanismo a favore del contribuente destinatario di cartelle esattoriali palesemente illegittime. Egli, infatti, può chiedere (senza bisogno di consulenti o assistenti) la sospensione dell’esecutività della cartella, in attesa che l’ente titolare del credito si pronunci sulla fondatezza dell’istanza del cittadino. Durante questo periodo, dunque, Equitalia non potrà effettuare atti di esecuzione forzata.

Se l’istanza viene accolta, la cartella viene sgravata; diversamente, l’esecuzione prosegue. Qualora invece l’ente titolare del credito non si pronunci entro 220 giorni dall’istanza, il ricorso si considera accolto (caso di “silenzio assenso”).

La procedura, che si applica per tutte le cartelle esattoriali, è stata già descritta dal nostro portale in questo articolo: “Come difendersi dalle cartelle Equitalia nulle o prescritte: silenzio assenso”.

Debiti Inps

Con un messaggio [2] di pochi giorni fa, l’Inps ha chiarito che tale procedura si applica anche ai crediti di natura previdenziale, di cui l’Istituto Nazionale di Previdenza è appunto titolare. In particolare, essa vale per:

– somme iscritte a ruolo per le quali l’Agente della riscossione ha provveduto alla notifica delle cartelle di pagamento;

– oppure alle somme richieste con avviso di addebito [3].

Condizioni

La procedura si applica ai seguenti vizi (l’elenco è semplicemente indicativo e non esaustivo; difatti l’ultima previsione è “aperta”):

1. intervenuta prescrizione o decadenza del diritti di credito in questione;

2. intervenuta provvedimento di sgravio emesso in precedenza dall’ente creditore;

3. intervenuta sospensione amministrativa concessa dall’ente creditore;

4. intervenuta sentenza che abbia annullato il credito dell’ente;

5. intervenuto pagamento già effettuato dal contribuente prima della formazione del ruolo stesso;

6. qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito.

Procedimento

Il contribuente che dubiti della legittimità della cartella esattoriale (per uno dei predetti vizi), dovrà presentare una istanza direttamente ad Equitalia (con raccomanda a.r. o con pec), compilando la modulistica rilasciata dallo stesso Agente della riscossione.

All’istanza andranno allegati i documenti che comprovano le affermazioni del contribuente e i documenti di riconoscimento di quest’ultimo.

L’istanza va depositata, a pena di decadenza, entro 90 giorni dalla notifica dell’atto.

Nei 10 giorni successivi, l’Agente della riscossione invia la richiesta all’Inps.

Nei successivi 60 giorni, l’Inps dà una risposta al contribuente, informandolo circa l’esito dell’istanza.

Se l’Inps accoglie l’istanza, comunica ad Equitalia lo sgravio della cartella. Viceversa, riprende l’attività di riscossione.

Se entro 220 giorni, l’Inps non fornisce risposta, l’istanza del contribuente si considera accolta.

note

[1] Legge n. 228/2012 commi da 537 a 543.

[2] Messaggio Inps n. 1636 del 28.01.2013.

[3] Ex art. 30 DL 78/2010.

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