Rottamazione cartelle: prima rata. Scadenza e pagamento

22 settembre 2018


Rottamazione cartelle: prima rata. Scadenza e pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 settembre 2018



Arriva la prima scadenza della rottamazione: il 1° ottobre bisogna pagare la prima rata. Ma come e dove? Ecco i chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Nuovo appuntamento per chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle. Il 1° ottobre è il termine entro il quale effettuare il pagamento della prima rata della “rottamazione” prevista dal decreto legge n. 193/2016, ma anche della seconda rata della cosiddetta rottamazione bis (D.L. n. 148/2017) per i debiti affidati in riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

Il termine ultimo per il pagamento di entrambe le rate è fissato al 30 settembre 2018 che però cade di domenica e quindi, come stabilito dalla legge, la scadenza è spostata al primo giorno lavorativo successivo, ovvero a lunedì 1° ottobre.

Per i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata, la legge prevede il pagamento del solo importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Per effettuare i pagamenti è necessario utilizzare il bollettino Rav che riporta l’indicazione della rata in scadenza al 30 settembre, ricevuto insieme alla “Comunicazione delle somme dovute”, la cui copia può essere richiesta direttamente online sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

 COME E DOVE PAGARE LA PRIMA RATA ROTTAMAZIONE

Sono molte le modalità e i canali di pagamento a disposizione dei contribuenti, vediamoli nel dettaglio.

Sportelli bancari: presentando allo sportello il bollettino Rav ricevuto dall’Agenzia Riscossione, il contribuente può pagare con carta di credito o prepagata, bancomat e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio e delle procedure operative della banca.

Internet banking: tramite il servizio per il pagamento dei Rav della propria banca, basta inserire il numero del bollettino e l’importo da pagare. Il numero di Rav è sufficiente per identificare il pagamento e il contribuente a cui è riferito il debito, quindi non è obbligatorio indicare la causale.

Sportelli bancomat (ATM): è possibile pagare i bollettini della definizione agevolata direttamente agli sportelli ATM abilitati, utilizzando la propria tessera bancomat e accedendo al servizio per il pagamento dei Rav.

Uffici postali: è sufficiente presentare il bollettino Rav ricevuto e si può pagare con le carte BancoPosta e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio. È possibile pagare i bollettini direttamente agli sportelli ATM di Poste Italiane ovvero ai chioschi abilitati utilizzando le carte BancoPosta.

Tabaccai convenzionati con Banca 5 SpA, punti vendita Sisal e Lottomatica: presentando il bollettino Rav, Si può pagare in contanti (fino a mille euro), con il bancomat o con la carta di credito (fino a 5 mila euro dai tabaccai e fino a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica).

Sito internet e App Equiclick: il contribuente può pagare il bollettino Rav collegandosi alla sezione pagamenti del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it e inserendo il proprio codice fiscale, il codice Rav riportato nel bollettino e l’importo. Successivamente potrà scegliere tra molteplici operatori (banche, Poste e altri istituti di pagamento) che mettono a disposizione diverse modalità – bonifico, carte di credito, debito, prepagate, bollettino, addebito in conto – sulla piattaforma PagoPA, sistema pubblico che garantisce a privati e aziende di effettuare pagamenti elettronici alla pubblica amministrazione in modo sicuro e affidabile, semplice e in totale trasparenza nei costi di commissione.

Sportelli di Agenzia delle Entrate-Riscossione: non è necessario presentare il bollettino Rav ricevuto, ma si può richiedere di pagare indicando anche solo il proprio codice fiscale.  È possibile pagare con carte di credito o prepagate, carte bancomat (nelle casse abilitate) e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20 mila euro, intestati all’ordine dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si può pagare anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio.

Compensazione: è possibile pagare i tributi indicati nelle cartelle di pagamento tramite compensazione con i crediti commerciali vantati nei confronti della pubblica amministrazione.

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