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Avvocati su Twitter e Facebook: i social network per le law firm

12 Febbraio 2013
Avvocati su Twitter e Facebook: i social network per le law firm

Facebook e Twitter vengono considerati ottimi canali per la comunicazione degli avvocati con la propria clientela: si amplia il numero di law firm che sfrutta la rete, tuttavia l’Italia resta paralizzata da numerosi pregiudizi.

Sono ancora pochi gli studi legali italiani che investono concretamente sui social network. Nonostante nessuno metta in discussione le potenzialità offerte dai nuovi strumenti della comunicazione multimediale come i social network, nel nostro Paese gli avvocati mostrano un approccio conflittuale sia con Twitter che con Facebook. Quest’ultimo, in particolare, viene considerato non consono alla serietà di uno studio legale. Eppure i legali che usano i social network dichiarano di aver ampliato, grazie ad essi, la loro clientela. In Italia, inoltre, la presenza di Twitter è ritenuta dai più ancora superflua.

In Inghilterra, Twitter è molto utilizzato dalle law firm che affiancano, a un account ufficiale, altri sottoprofili dedicati a speciali fini istituzionali o alla trattazione di argomenti di particolare interesse. Gli studi anglosassoni destinano, al proprio interno, veri e propri team specializzati nella comunicazione esterna attraverso i socials.

In Italia, al contrario, le law firm sono ancora molto imbavagliate dai pregiudizi e dal divieto di pubblicità, da cui solo di recente si sta tentando di affrancarsi.

Nonostante la forte presenza sull’on line, i siti web dei legali britannici vengono ritenuti “mediocri”, in termini di grafica e di approccio. Vengono, in particolare, criticati di essere troppo aridi e “seriosi”. Molti siti dimenticano poi che la navigazione avviene sempre più spesso tramite smartphone e tablet. Eppure i layout delle homepage e la navigazione risultano ancora impostati per pc da scrivania. In questo, c’è – in generale – poca capacità di innovazione tre le law firm.



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