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Contratto di agenzia: vanno pagate le attività accessorie?

15 Ott 2018


Contratto di agenzia: vanno pagate le attività accessorie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Ott 2018



Molto spesso all’agente viene chiesto di occuparsi anche di attività non strettamente collegate al contratto di agenzia. È importante capire se queste attività vanno pagate con le provvigioni o separatamente.

Il ruolo dell’agente, soprattutto per le aziende tradizionali che vendono i loro prodotti solo in minima parte nel web, è fondamentale. Avere una rete commerciale solida, in grado di mantenere fidelizzati i propri clienti e di apportarne di nuovi è il presupposto per un buon andamento delle vendite e, dunque, del fatturato aziendale. Proprio perché è una figura molto importante spesso all’agente vengono richieste molte attività, alcune delle quali possono apparire anche poco collegate al contratto di agenzia: vanno pagate le attività accessorie?

Che cos’è il contratto di agenzia?

Il contratto di agenzia è un accordo con il quale una parte (detta, per l’appunto, agente) assume stabilmente l’incarico di promuovere, per conto dell’altra (detta preponente), dietro retribuzione, la conclusione di contratti in una zona determinata [1]. L’agente è, dunque, colui che deve sviluppare la rete commerciale del preponente e procacciare nuovi clienti oltre che curare i rapporti con i clienti già fidelizzati. Il contratto di agenzia può essere impostato in molte forme diverse.

L’agente viene pagato tramite la provvigione, ossia una percentuale calcolata sul fatturato sviluppato dall’agente stesso. Se, ad esempio, all’agente viene assegnata la Lombardia e i clienti lombardi producono un fatturato annuo di 100.000 euro, se la provvigione dell’agente è il 10% egli maturerà provvigioni pari a 10.000 euro.

Di solito all’agente viene assegnata una specifica zona in cui deve operare. In questo modo le aziende sanno che, per ogni zona in cui intendono essere presenti dal punto di vista commerciale, possono contare su una persona di riferimento per quanto riguarda gli aspetti commerciali e le vendite.

L’agente può essere monomandatario o plurimandatario. Nel primo caso lavora solo per un preponente ed ha dunque un rapporto esclusivo con l’azienda. Nel secondo caso, invece, può lavorare anche per altre aziende.

L’azienda, in alcuni casi, non vuole assegnare tutti i clienti o i potenziali clienti di una certa zona ad un agente ma vuole riservarsi la possibilità di trattare direttamente con alcuni clienti. Spesso questo accade con clienti particolarmente importanti con cui i manager dell’azienda trattano direttamente senza l’intermediazione di un agente. In questi casi viene indicata nel contratto una lista di clienti cosiddetti direzionali che vengono gestiti direttamente dall’azienda e su cui, dunque, l’agente non matura provvigioni.

Quali sono i compiti dell’agente?

L’agente deve, come dice la legge, promuovere la conclusione di contratti per conto del preponente. Questo è il suo compito principale. Inoltre deve svolgere tutta una serie di attività strettamente collegate alla promozione dei contratti come quella di fornire al preponente le informazioni riguardanti le condizioni del mercato nella zona che gli è stata assegnata, e ogni altra informazione utile per valutare la convenienza dei singoli affari [2].

Quali sono le attività accessorie?

Spesso si legge, nei contratti di agenzia, che all’agente sono poste in carico anche attività che non sono direttamente collegate al rapporto di agenzia.

Una di queste è l’attività di riscossione. All’agente a volte si chiede, infatti, non solo di promuovere la conclusione dei contratti in una certa zona ma anche di riscuotere i pagamenti dei clienti di quella zona per conto del preponente.

Altre volte viene chiesto all’agente di formare altri agenti, di coordinare altri agenti o di svolgere attività ulteriori come la presenza fisica in un negozio, etc.

Ci si è chiesti se queste attività possano dirsi pagate dalla provvigione spettante all’agente o se, al contrario, l’agente debba ricevere un pagamento specifico per queste altre attività.

Una risposta è presente negli Accordi Economici Collettivi che sono una sorta di contratti collettivi nazionali di lavoro tra le associazioni che rappresentano le aziende e le associazioni sindacali che rappresentano gli agenti.

Nell’Accordo Economico Collettivo del settore commercio si prevede, ad esempio, che nel caso in cui il contratto di agenzia preveda, a carico dell’agente o rappresentante anche l’incarico continuativo di svolgere ulteriori attività come quella di riscuotere i pagamenti dei clienti per conto della casa mandante, oppure di svolgere attività complementari e/o accessorie come ad esempio quelle di coordinamento di altri agenti in una determinata area, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale per remunerare queste attività [3]. Queste attività, quindi, non possono essere pagate tramite la provvigione stabilita nel contratto ma devono essere pagate con un compenso a sé stante.

Anche la giurisprudenza ormai costantemente ritiene che qualora l’agente provveda a svolgere, oltre alle canoniche attività previste dal contratto di agenzia, anche ulteriori attività accessorie a vantaggio del preponente, tali attività devono essere appositamente retribuite [4].

note

[1]Articolo 1742, c.c.

[2]Articolo 1746, c.c.

[3]Articolo 5, A.E.C. Commercio del 2009.

[4]Cassazione 30 gennaio 2017, n. 2289; Cass. 2 maggio 2014, n. 10222 Cass. 16 settembre 2013, n. 21079.

 


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