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Anac: cos’è? A cosa serve?

15 ottobre 2018


Anac: cos’è? A cosa serve?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 ottobre 2018



PA: cos’è l’ANAC. Di cosa si occupa. Quali sono le sue funzioni e i suoi poteri. Qual è la sua organizzazione.

La corruzione nella Pubblica Amministrazione è un fenomeno ampiamente diffuso e coinvolge tanto dirigenti e vertici amministrativi, quanto singoli funzionari disposti ad accettare danaro o altri vantaggi in cambio di un favore per aggirare un ostacolo burocratico o, magari, per ottenere l’affidamento di contratto pubblico. Ma cosa fa lo Stato per combattere la corruzione nella Pubblica Amministrazione? Come certamente saprai, la corruzione è perseguibile penalmente, ma questo spesso non è sufficiente a scoraggiare chi vuole scavalcare le regole con l’aiuto di un funzionario compiacente. In Italia esiste un soggetto che si occupa di prevenire la corruzione ancor prima che si verifichi: è l’Autorità Nazionale Anti-Corruzione (A.N.A.C.), la quale agisce per ridurre le opportunità che favoriscono i casi di corruzione cercando di rendere le Pubbliche Amministrazioni un ambiente ostile ai corruttori. La sua attività spesso coinvolge non solo le Pubbliche Amministrazioni e i loro dipendenti, ma anche le imprese che si trovano ad avere rapporti con esse (ad esempio se partecipano ad appalti pubblici). In questo articolo, quindi, proverò a rispondere ad alcune domande che ti starai ponendo sull’ANAC: cos’è? A cosa serve? In quali settori opera? Com’è organizzata?

Cos’è l’ANAC?

Partiamo con la prima domanda: cos’è l’ANAC? L’Autorità Nazionale Anti-Corruzione è un ente pubblico istituito con legge [1], che ha funzioni amministrative (ispettive, regolatorie, sanzionatorie) nel delicato settore della prevenzione della corruzione nelle Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di un’autorità amministrativa indipendente, cioè di un soggetto autonomo e indipendente rispetto ai poteri dello stato (Governo, parlamento e magistratura). Questo le consente di agire in maniera più neutrale ed imparziale nel prevenire e combattere la corruzione in enti e società pubbliche.

All’ANAC sono state affidate funzioni che un tempo erano attribuite all’AVCP(Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici) e alla Civit(Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche). Oggi, quindi, l’ANAC agisce per prevenire e contrastare la corruzione su tre piani:

  • organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni;
  • trasparenza amministrativa;
  • contratti pubblici.

I poteri dell’ANAC sull’organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni

All’ANAC è affidato il compito di creare un contesto sfavorevole alla corruzione, nonché di migliorare la capacità di scoprire i casi di corruzione che dovessero comunque presentarsi nelle Pubbliche Amministrazioni.

L’Autorità è chiamata anzitutto ad analizzare le cause e i fattori che favoriscono corruzione nell’organizzazione e nei processi delle Pubbliche Amministrazioni,  individuando gli interventi per prevenirla e contrastarla. In tale ambito rientra la predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione, cioè di un documento, aggiornato annualmente, che contiene direttive e indicazioni utili per le Pubbliche Amministrazioni chiamate ad attuare tutte gli adempimento previsti dalla legge contro la corruzione [2]. Tra tali adempimenti rientra, ad esempio, l’adozione dei Piani Triennali di Prevenzione alla Corruzione e Trasparenza, che raccolgono le direttive e le indicazioni rivolte ai soggetti che operano all’interno della singola amministrazione; nonché le specifiche misure anticorruzione come piani di formazione del personale, codici di comportamento e sistemi di rotazione dei dirigenti.

L’ANAC non si limita a fornire indicazioni, ma ha anche il compito di vigilare e controllare sull’applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle pubbliche amministrazioni. In particolare può:

  • richiedere la trasmissione di notizie, informazioni e atti alle pubbliche amministrazioni;
  • ordinare l’adozione di atti o provvedimentirichiesti dai piani anticorruzione o dalla legge;
  • ordinare la rimozione di comportamenti o atti contrastanticon i piani anticorruzione o con la legge.

Infine, all’ANAC sono attribuiti compiti di vigilanza sul conferimento degli incarichiparticolarmente rilevanti nell’organizzazione di una singola amministrazione (incarichi amministrativi di vertice, incarichi dirigenziali o di responsabilità, ecc.). In tale ambito, all’Autorità sono attribuiti[3]:

  • poteri ispettivi e di accertamentosui singoli conferimenti;
  • poteri di sospensionedella procedura di conferimento dell’incarico, con provvedimento recante osservazioni o rilievi sull’atto di conferimento dell’incarico;
  • poteri di segnalazionealla Corte dei conti per l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative

In materia di incarichi pubblici, all’ANAC è infine assegnata una funzione consultiva.E’ chiamata ad esprimere pareri obbligatori sulle direttive e le circolari ministeriali concernenti l’interpretazione delle disposizioni in materia di inconferibilità, cioè dei casi in cui non è possibile accettare un incarico pubblico, e di incompatibilità, cioè dei casi in cui non è possibile svolgere due incarichi contemporaneamente.

I poteri dell’ANAC in materia di trasparenza amministrativa

Se l’attività e l’organizzazione della Pubblica Amministrazione sono trasparenti, le possibilità che si producano fenomeni corruttivi diminuiscono.

Per questo motivo, l’ANAC ha il compito di vigilare sul rispetto  degli obblighi di pubblicazione dei documenti e delle informazioni previste dalla legge (ad esempio: avvisi pubblici, provvedimenti di nomina,

Anche in questo caso, per farlo, può:

  • richiedere notizie, informazioni e atti alla Pubblica Amministrazione;
  • ordinare l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dalla normativa vigente;
  • ordinare la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza ;
  • controllare l’operato dei responsabili per la trasparenza, cioè dei soggetti che si occupano di garantire che siano rispettati gli obblighi di pubblicazione.

I poteri dell’ANAC in materia di contratti pubblici

L’affidamento dei contratti pubblici è uno dei settori che presenta un alto rischio di corruzione. In tale ambito l’ANAC svolge una serie di compiti e funzioni che mirano a ridurre il rischio che le risorse destinate alla realizzazione di un’opera o all’erogazione di un servizio pubblico siano usate impropriamente.

In particolare, il Codice dei contratti  affida all’ANAC un ruolo di vigilanza e controllo su tutte le fasi di affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici [4]. A titolo esemplificativo, l’ANAC vigila sull’esecuzione dei contratti pubblici affinché non comporti sprechi di denaro pubblico  e  sulla scelta delle procedure per l’affidamento dei contratti affinché tale scelta avvenga in maniera trasparente e nel rispetto di quanto previsto dalla legge.

All’ANAC, inoltre, sono assegnate

  • funzioni di segnalazione. Ad esempio segnala al Governo e al Parlamento gravi di violazioni delle norme dei contratti pubblici;
  • funzioni ispettive. L’Autorità può disporre ispezioni nei confronti delle imprese, spesso avvalendosi della Guardia di Finanza, anche per  accertamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto e alle imposte sui redditi. In alcuni casi, può trasmettere gli esiti delle ispezioni anche alla Procura (se le irregolarità sono penalmente rilevanti) o alla Corte dei Conti (se le irregolarità sono a danno dell’erario).
  • funzioni sanzionatorie. L’ANAC può applicare sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti delle imprese che si rifiutano (o omettono) senza giustificato motivo di fornire informazioni o esibire documenti all’Autorità stessa o alla stazione appaltante. Ciò accade, ad esempio, se l’impresa si rifiuti di fornire documenti alla Stazione appaltante che glieli abbia richiesti per verificare il possesso di requisiti necessari per la partecipazione ad una gara pubblica.

Le funzioni dell’ANAC in materia di contratti pubblici non si limitano ad un semplice controllo, ma possono consistere anche nello svolgimento di attività o nell’adozione di provvedimenti che possano aiutare la singola Pubblica Amministrazione o l’operatore economico a non commettere errori. In particolare, all’Autorità sono affidate:

  • funzioni di supporto alle stazioni appaltanti(vigilanza collaborativa). E’ il caso dell’assistenza prestata alle stazioni appaltanti per affidamenti di particolare interesse, aiutandole nella predisposizione degli atti e nella gestione dell’intera procedura di gara;
  • funzioni di regolazione, adottando linee guida e modelli (bandi-tipo, contratti-tipo) che guidano l’azione delle Pubbliche Amministrazioni;
  • funzioni precontenziose, esprimendo pareri, che possono essere vincolanti, su questioni insorte nella fase di affidamento dei contratti pubblici.

E’ utile ricordare, inoltre, che all’ANAC è affidata la gestione della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, la quale contiene molte delle informazioni dichiarate dalle imprese nel partecipare alle gare d’appalto; del Casellario Informatico dei contratti pubblici, contenente le notizie rilevanti sul possesso dei requisiti per partecipare ai contratti pubblici; nonché dell’Albo Nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatriciper l’affidamento dei contratti pubblici.

Come funziona l’ANAC: struttura e composizione

L’ANAC è composta da due organi:

  • il Consiglio dell’Autorità, costituito da un Presidente ed altri quattro membri che restano in carica sei anni. Il prossimo consiglio sarà nominato nel 2020. Tutti i membri sono nominati  su proposta del Ministero della Pubblica Amministrazione e sono scelti tra esperti nel contrasto alla corruzione, nella gestione e valutazione del personale; nonché nell’analisi e nella gestione dei processi nelle Pubbliche Amministrazioni.
  • la Camera arbitrale, costituita da docenti universitari di materie giuridiche, che svolge il ruolo di organo ausiliario del Consiglio.

Salvo i casi in cui sia chiamata ad esprimersi su istanza di parte (pareri di precontenzioso), per irrogare sanzioni o per esercitare poteri di ispezione o di ordine, l’Autorità (il Consiglio) adotta atti di tipo generale o provvedimenti di indirizzo. Alcuni provvedimenti sono assunti dal Segretario generale o da dirigenti.

di GIUSEPPE BRUNO

note

[1] L’ANAC, come la conosciamo oggi, è stata istituita con DL 90/2014. Le sue funzioni sono disciplinate anche dalla L. 190/2012, dal d.lgs. 33/2013 e dal d.lgs. 50/2016.

[2]Il primo Piano Nazionale Anticorruzione è stato adottato nel 2013 ed è stato aggiornato di anno in anno. Tutti gli aggiornamenti sono pubblicati sulla pagina dedicata presente sul sito istituzionale dell’Autorità.

[3]cfr. art. 16 del decreto n. 39/2013

[4]cfr. art. 213, d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50


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