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Come risposarsi in chiesa dopo il divorzio

24 Settembre 2018 | Autore:


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In questo articolo vedremo quali sono le cause di nullità del matrimonioe come risposarsi in chiesa dopo il divorzio.

Tempo fa, dopo anni di un rapporto matrimoniale decisamente fallimentare, hai ottenuto il divorzio. Questo ti ha consentito di ritrovare finalmente un po’ di serenità. Purtroppo, questo stato d’animo non è durato a lungo. Infatti, hai conosciuto una persona con la quale ti trovi veramente bene, e avete pensato di mettere su famiglia. Questa situazione dovrebbe essere fonte di gioia per entrambi; invece sono cominciate le discussioni. La persona in questione è molto religiosa, e non riesce ad accettare la prospettiva di un matrimonio celebrato in comune, o addirittura di una semplice convivenza. In verità, anche tu preferiresti il rito religioso, ma sai che quando si è divorziati questo non è possibile. Però hai sentito parlare di persone che ci sono riuscite. Chissà come hanno fatto! Quindi ti chiedi: come risposarsi in chiesa dopo il divorzio?. Lo scoprirai leggendo questo articolo.

Il matrimonio celebrato in chiesa si dice concordatario. Questo termine deriva dal fatto che la materia è stata disciplinata nel Concordato del 1942: un accordo tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica. In tale occasione, si è stabilito che i matrimoni celebrati in chiesa hanno effetto anche per la legge italiana. Quando viene celebrato un matrimonio, il parroco (o un sacerdote suo delegato) fa anche da ufficiale dello stato civile: raccoglie il reciproco consenso degli sposi, che dichiarano di volersi unire in matrimonio alla presenza di almeno due testimoni, e redige l’atto di matrimonio, in duplice originale. Quest’ultimo viene firmato da tutti gli intervenuti – sposi, testimoni e sacerdote – e uno dei due originali viene trasmesso al Comune per la registrazione; l’altro rimane nell’archivio parrocchiale.

Come è noto, per la Chiesa Catttolica il matrimonio è indissolubile. Quindi, se i coniugi non vanno più d’accordo e vogliono sciogliere il vincolo matrimoniale, possono farlo solo per quel che riguarda lo Stato italiano. In questo caso, il divorzio viene denominato “cessazione degli effetti civili del matrimonio“: il vincolo religioso permane, con la conseguenza che per i divorziati non è possibile risposarsi in chiesa.

Questo, però, non vale nel caso in cui il matrimonio religioso sia nullo. Esso, infatti, è basato sul reciproco consenso degli sposi, che deve essere pienamente consapevole e libero. Se, invece, il consenso è stato in qualche modo viziato, il matrimonio è nullo, il vincolo tra i due non si è mai formato. Questa nullità può essere accertata da un Tribunale ecclesiastico. Se il matrimonio è nullo, è possibile risposarsi in chiesa: infatti, è come se ciò avvenisse per la prima volta. Ma come si fa ad ottenere la dichiarazione di nullità di un matrimonio?

Le cause di nullità del matrimonio

Le cause di nullità del matrimonio sono previste dal Codice di Diritto Canonico. Eccole:

  • incapacità;
  • ignoranza;
  • errore;
  • dolo;
  • simulazione o esclusione;
  • condizione;
  • violenza o timore;
  • impotenza;
  • mancanza della forma canonica;
  • sussistenza di alcuni impedimenti.

Esaminiamole una per una.

Le cause di nullità del matrimonio: l’incapacità

L’incapacità può essere di tre tipi:

  • incapacità per insufficiente uso di ragione. Si tratta del caso di chi non è in grado di rendersi conto della natura e dei contenuti dell’atto che sta compiendo, nel caso specifico un matrimonio religioso celebrato davanti a un ministro della Chiesa Cattolica. Questo si può verificare, ad esempio, a causa dell’assunzione di farmaci, alcool, oppure sostanze stupefacenti.  Il soggetto che si trovi in queste condizioni non può prestare un consenso consapevole al matrimonio, di conseguenza il vincolo non si forma;
  • incapacità per difetto di discrezione di giudizio. Vi sono persone che mancano in modo grave di capacità di comprendere e discernere  il senso e il contenuto della promessa che gli sposi si scambiano reciprocamente. In questo caso, vi è l’impossibilità di valutare gli effetti pratici del matrimonio, e i diritti e doveri reciproci che ne derivano. Una persona che, in definitiva, non capisce la portata di quello che sta facendo non presta un consenso valido, e il vincolo non si forma;
  • incapacità per cause di natura psichica. Esistono soggetti che, per cause di natura psichica,  non possono assumere gli obblighi essenziali del matrimonio. Sono cause particolari, che non consentono di far fronte all’obbligo di fedeltà e di reciproco sostegno: ad esempio, la tossicodipendenza, molte patologie psichiche a sfondo sessuale, il menefreghismo (condizione patologica di chi non prova interesse per niente e nessuno), l’alcolismo, il narcisismo (con conseguente attenzione rivolta esclusivamente a sè stessi), diverse patologie psichiatriche.

Le cause di nullità del matrimonio: l’ignoranza

Questa causa di nullità, ai nostri tempi, è rarissima. Si tratta della condizione di chi non sa  che il matrimonio è la comunità permanente tra l’uomo e la donna, finalizzata alla procreazione mediante un atto sessuale. Se una persona si trova in queste condizioni, non presta un valido consenso matrimoniale, perchè non sa proprio cosa sia il matrimonio. Questo, nell’attuale società italiana, è impensabile. Tuttavia, il diritto canonico si rivolge ai fedeli di tutto il mondo, e certamente vi saranno ancora oggi dei limitati ambienti in cui sia possibile questo tipo di ignoranza.

Le cause di nullità del matrimonio: l’errore

L’errore è una falsa rappresentazione della realtà. Si pone in essere un atto (in questo caso il matrimonio) sulla base di un falso presupposto. In questo caso il soggetto interessato, se fosse stato a conoscenza del vero stato delle cose, non si sarebbe sposato con quella persona , o non si sarebbe sposato affatto.  Esso può essere di tre tipi:

  • errore di persona. Può capitare, anche se ovviamente si tratta di casi limite, quando uno degli sposi ha un fratello o una sorella gemella. Il caso tipico è quello di Tizia, che pensa di sposare Caio, invece sposa il gemello di lui, Sempronio;
  • errore circa una qualità della persona, quando questa qualità è determinante del consenso. Ad esempio: Tizia vuole a tutti i costi sposare un medico, e sposa Caio, che ritiene tale. Caio, invece, è farmacista. In tal caso, il matrimonio è nullo. Tizia, infatti, voleva sposare un medico. Diverso è il caso di Tizia, che sposa Caio, che ritiene essere un medico. Se poi scopre che Caio è farmacista, il matrimonio è valido. Infatti, Tizia non voleva assolutamente sposare un medico: voleva semplicemente sposare Caio. Però si è sbagliata sulla professione di quest’ultimo;
  • errore circa l’unità o l’indissolubilità o la dignità sacramentale del matrimonio, qualora sia determinante del consenso. Ad esempio, Tizio sposa Caia, convinto di potere poi divorziare e sposare un’altra persona; se avesse saputo che questo nel matrimonio religioso non è consentito, non si sarebbe sposato. In questo caso, il matrimonio è nullo.

Le cause di nullità del matrimonio: il dolo

Il dolo è un inganno, posto in essere  consapevolmente dalla persona con cui ci si sposa o da terze persone (ad esempio i parenti). L’inganno viene usato per nascondere una qualità particolare dello sposo o della sposa, che, se conosciuta, avrebbe fatto sì che il soggetto non contraesse quel matrimonio. Ad esempio, viene nascosta una grave malattia che non consentirebbe il sereno svolgimento della vita matrimoniale.

Le cause di nullità del matrimonio: la simulazione o esclusione

La simulazione, detta anche esclusione, ricorre quando vi è difformità tra ciò che gli sposi dichiarano e ciò che realmente vogliono. Se una o entrambe le parti escludono matrimonio in sè e per sè, oppure un suo elemento  o una sua proprietà essenziale, il vincolo non si forma e il matrimonio è nullo. Ecco le varie ipotesi di simulazione:

  • simulazione totale, quando uno degli sposi, o entrambi, esclude il matrimonio nella sua totalità, vivendolo come una messa in scena;
  • esclusione dell’indissolubilità, quando almeno uno degli sposi abbia una riserva mentale, per cui esclude l’indissolubilità del matrimonio, riservandosi di divorziare se l’unione dovesse rivelars insoddisfacente;
  • esclusione della prole, quando gli sposi in realtà hanno concordato di non avere figli;
  • esclusione dell’unità coniugale, quando almeno uno degli sposi si è riservato di essere infedele al coniuge;
  • esclusione della dignità sacramentale, quando almeno uno degli sposi esclude che il matrimonio sia un sacramento.

Le cause di nullità del matrimonio: la condizione

La condizione è una circostanza esterna da cui uno degli sposi fa dipendere l’efficacia del matrimonio. Essa può essere passata, presente o futura. La condizione passata o presente non rende nullo il matrimonio, se la circostanza che ne forma oggetto ricorre effettivamente. Ad esempio: Tizia sposa Caio a condizione che abbia fatto studi classici (condizione passata). Se effettivamente Caio ha frequentato il liceo classico, il matrimonio è valido.  Oppure Tizia sposa Caio a condizione che faccia l’insegnante (condizione presente). Se effettivamente Caio fa l’insegnante, il matrimonio è valido. La condizione futura, invece, rende nullo il matrimonio, perchè vincola uno degli sposi a tenere un certo comportamento, togliendo libertà al suo consenso. Ad esempio: Tizio sposa Caia a condizione che, dopo un anno, acconsenta a trasferirsi in un’altra città. In questo caso il matrimonio è nullo.

Le cause di nullità del matrimonio: la violenza e il timore

Si ha violenza quando il matrimonio viene imposto con la forza, minacciando un male grave alla persona che dovrebbe sposarsi o a un congiunto. Ad esempio: se non mi sposi ucciderò tua sorella.  Si ha timore quando il soggetto  decide di sposarsi per paura: esempio tipico, la ragazza che sa di essere incinta e teme l’ira dei suoi familiari.

Le cause di nullità del matrimonio: la mancanza della forma canonica

Questa causa di nullità ricorre quando non siano rispettate alcune forme essenziali per la celebrazione del rito. Gli sposi devono essere presenti e manifestare il reciproco consenso contemporaneamente; il sacerdote che riceve il loro consenso deve essere il parroco, oppure deve avere ricevuto da quest’ultimo una delega valida. Se queste formalità non vengono osservate, il matrimonio è nullo.

Le cause di nullità del matrimonio: l’impotenza

Questa causa di nullità può riguardare sia l’uomo che la donna, e consiste nell’incapacità di compiere l’atto sessuale, per cause di natura organica o psicologica. Per rendere il matrimonio nullo, l’impotenza deve essere:

  • preesistente al matrimonio. Poichè l’unione, anche fisica, tra i coniugi è un elemento essenziale della vita matrimoniale, questa non deve essere impossibile fin da prima che il sacramento sia celebrato. Se subentra dopo, invece, va accettata, in ragione della solidarietà e del mutuo sostegno che devono esservi tra i coniugi;
  • perpetua. E’ tale l’impotenza destinata a durare per sempre, non guaribile con mezzi leciti, che non mettano a repentaglio la vita o l’integrità fisica della persona. Se, ad esempio, l’impotenza può essere curata mediante l’assunzione di un farmaco, che però ha gravi effetti collaterali, essa va considerata perpetua.

La sterilità non è causa di nullità del matrimonio, a meno che non sia stata tenuta nascosta all’altro coniuge, e quest’ultimo, se lo avesse sabuto, non avrebbe sposato la persona sterile.

Le cause di nullità del matrimonio: gli impedimenti

Gli impedimenti sono situazioni, in presenza delle quali il matrimonio non può essere celebrato. Se la celebrazione avviene ugualmente, il matrimonio è invalido. Alcuni di essi possono essere sanati, altri sono assoluti. Ecco di cosa si tratta:

  • mancanza del requisito dell’età. In Italia il diritto canonico la fissa a 18 anni, salvo autorizzazione da parte del vescovo del luogo a sposarsi a un’età inferiore;
  • impotenza. L’abbiamo già esaminata;
  • mancanza dello stato libero. Una persona già sposata, il cui matrimonio non sia stato dichiarato nullo, non può sposarsi in chiesa. Se lo fa, il sacramento non è valido;
  • ordine sacro. Non possono sposarsi diaconi, sacerdoti, vescovi. L’impedimento può essere preventivamente dispensato dalla Santa Sede;
  • voto di castità, fatto pubblicamente e in modo perpetuo presso un istituto religioso. Anche questo può essere dispensato dalla Santa Sede;
  • disparità di culto. E’ vietato il matrimonio tra una persona battezzata e un’altra appartenente a una diversa religione o comunque non battezzata. Può essere ottenuta la dispensa sia dalla Santa Sede che dal Vescovo del luogo;
  • rapimento a scopo di matrimonio. Nella nostra società è un’ipotesi rarissima: l’uomo che rapisce una donna allo scopo di sposarla;
  • coniugicidio. la persona che ha ucciso il proprio coniuge allo scopo di sposarne un’altra, non può contrarre matrimonio;
  • varie forme di parentela o di affinità. Tra parenti in linea retta (genitori e figli, nonni e nipoti), e tra fratelli non ci si può sposare. Il divieto è assoluto e sussiste qualunque sia il legame che ha dato origine alla parentela: quindi anche nel caso di adozione, di figli nati da convivenza o da un matrimonio poi dichiarato nullo, e così via. Con una dispensa è invece possibile sposarsi tra cugini, o tra zii e nipoti, ma occorre una dispensa. L’affinità è invece il rapporto che si crea con i parenti del coniuge. Se questo muore, l’affinità persiste, e non è possibile il matrimonio tra suocero e nuora, o tra suocera e genero. E’ invece consentito tra cognati. l’impedimento è tuttavia dispensabile.

Nullità del matrimonio: cosa fare

Se pensi che il tuo matrimonio sia nullo, devi innanzi tutto rivolgerti a un avvocato specializzato in cause di nullità del matrimonio, che esaminerà attentamente la situazione e saprà dirti se è possibile rivolgersi a un Tribunale ecclesiastico per ottenere la dichiatazione di nullità.

Il Tribunale al quale ci si rivolge viene detto “di primo grado”. Chi inizia la causa è denominato “attore”. E’ possibile scegliere il Tribunale, in base a criteri diversi, che ovviamente saranno valutati dall’avvocato:

  • il Tribunale del luogo dove è stato celebrato il matrimonio;
  • il Tribunale del luogo di domicilio di chi intraprende la causa;
  • il Tribunale del luogo di domicilio dell’altro coniuge, denominato “convenuto”;
  • il Tribunale del luogo andranno raccolte la maggior parte delle prove.

Il Tribunale, ovviamente, raccoglie tutte le prove che consentano di valutare la delicata questione sottopostagli. Se dichiara la nullità del matrimonio, occorrerà rivolgersi, in secondo grado, a un altro Tribunale che si pronunci in merito. Se la seconda decisione è conforme alla prima, il matrimonio è finalmente nullo. Se, invece, la seconda decisione è difforme dalla prima, occorrerà rivolgersi alla Sacra Rota, che ha sede a Roma, che giudicherà ancora una volta sulla validità o meno del vincolo matrimoniale e a cui, in definitiva, spetterà l’ultima decisione.

Quando la sentenza è dichiarata nulla in maniera definitiva, occorrerà un ulteriore procedimento, che ha lo scopo di renderla efficace per la legge italiana. Questo procedimento prende il nome di “delibazione” .Esso si svolge presso la Corte d’Appello e richiede la rappresentanza in giudizio da parte da un avvocato.

La Corte d’Appello compie un accertamento, volto ad appurare se la sentenza che dichiara la nullità del matrimonio sia compatibile con la legge italiana. In caso affermativo, pronuncia la sentenza di delibazione, a seguito della quale il matrimonio è nullo anche per lo Stato italiano.

  • Ora sai come risposarsi in chiesa dopo il divorzio. Ecco cosa devi fare:
  • valuta se il tuo caso rientra tra quelli che ti ho descritto in questo articolo;
  • rivolgiti a un avvocato specializzato in questo tipo di cause;
  • se ottieni due sentenze di nullità del matrimonio conformi, rivolgiti a un avvocato di tua fiducia e chiedi la delibazione della sentenza di nullità.

Certo, si tratta di un persorso lungo e impegnativo: però, se sussistono i presupposti, ti darà la possibilità di risposarti in chiesa con la persona che ami.


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