Diritto e Fisco | Articoli

Come costituire una società

24 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 settembre 2018



Le procedure per costituire una società sono note forse; ma spesso si conoscono meno tutti i tipi di società esistenti, tra cui poter decidere quale è meglio creare.

Quando si pensa a come costituire una società tutti subito ragionano sulle procedure base e burocratiche da seguire. Ovvero: prima trovare dei fondatori, ossia un gruppo di soci che intenda partecipare al progetto; poi recarsi da un notaio e siglare lo statuto e firmare l’atto costitutivo dunque; infine registrarlo presso l’Agenzia delle entrate o altro ente della zona di riferimento dove avrà la sede legale la società stessa. Dopodiché essa inizierà ad essere operativa e il ciclo di realizzazione di una società sembra completo e così facile. In realtà così non è e forse si riflette poco o non abbastanza sulla tipologia di società scelta. Infatti, per quanto le procedure possano essere equivalenti e similari – più o meno per tutti i tipi di società -, vi sono alcune variazioni a seconda del tipo di società che si andrà a costituire. E questo è l’aspetto su cui vogliamo più insistere. E sicuramente resta il primo passo effettivo da compiere quando si tratta di costituire una società. Il punto di partenza, anche prima di trovare i soci fondatori.

I tipi di società

Premesso ciò, sembra quasi banale dirlo, ma occorre sempre tenerlo bene a mente, esistono vari tipi di società. La prima precisazione da fare è che, per definizione, una società è una sorta di “impresa collettiva” (e pertanto agirà come tale) e può essere formata da un solo soggetto (allora viene detta unipersonale) oppure da più soggetti; ma, a tale proposito, c’è da aggiungere che tali soggetti possono essere sia persone fisiche che giuridiche. Di solito, poi, le società sono senza scopo di lucro, ma non è sempre così. Inoltre la principale attenzione da fare è non confondere le società, con le associazioni, i consorzi e gli stessi sindacati addirittura: c’è un’enorme differenza tra tutte queste strutture. Poi, quando si parla di società, bisogna distinguere se si considera l’ente giuridico in per se stesso [1] oppure in senso lato e quindi piuttosto ci si riferisce al rapporto giuridico [2]. Il principale connotato che individua la società nella prima accezione, è che i soci si accordano e la formano per produrre dei ricavi, degli utili ottenuti dalla loro attività (economica pertanto), che poi verranno spartiti tra di loro. Ma, oltre a questo scopo di lucro, che è il più comune per quanto riguarda le società, esistono altri tipi di scopi, che aiutano a distinguere tra società, associazioni e consorzi appunto. Infatti vediamo che c’è anche uno scopo mutualistico per le cooperative [3] e le società di mutua assicurazione [4], ovviamente nel campo assicurativo. Infine esiste anche uno scopo consortile per i consorzi [5] appunto.

Se abbiamo detto che la costituzione di una società parte dalla stesura dello statuto e dalla firma dell’atto costitutivo, occorre soffermarsi un attimo su un aspetto particolarmente rilevante. Da statuto e nell’atto costitutivo si deve sempre precisare l’oggetto sociale che, per legge [6], deve essere determinato, lecito e possibile. Infatti ciò non è inutile o banale, al contrario; è fondamentale perché rimanda al fine che ci si pone con la costituzione della società. E, se tale obiettivo non viene poi realizzato né attuato, può comportare addirittura che la società stessa venga sciolta [7].

A tale proposito ribadiamo che per una società semplice lo scopo non deve essere commerciale [8]. Se, invece – al contrario – lo scopo sarà commerciale [9], allora parleremo – più verosimilmente – di società in nome collettivo (s. n. c.), ma ciò comporta la responsabilità patrimoniale da parte dei soci stessi. E soprattutto si diventa soggetti a tassazione (come quella Ires).

Distinzioni tra le varie società

Se la principale distinzione che si può fare, tra i vari tipi di società, è quella tra società di persone e società di capitali, è vero che non sempre capita che la società sia individuata e individuabile, ascrivibile a una determinata tipologia, ma può avere connotati di differenti tipi di società: avremo, così, quelli che vengono chiamati contratti atipici, con connesse clausole atipiche di sottoscrizione, se si vede la società come conseguente a una forma di contratto (o accordo) firmato e stipulato.

La principale differenza che esiste tra società di capitali e di persone è che le prime hanno personalità giuridica, mentre le seconde no. Inoltre si ha una ‘responsabilità economica’ diversa; in gergo tecnico si parla di autonomia patrimoniale, ovvero la distinzione di un patrimonio di ciascun socio e soggetto da quello di un altro. Nelle società di capitali, infatti, si avrà la cosiddetta autonomia patrimoniale perfetta, mentre in quella di persone quella che viene chiamata autonomia patrimoniale imperfetta. Che cosa vuol dire? Che nelle società di capitali il socio è responsabile per la quota versata (nelle obbligazioni o durante l’attività di amministratore per un socio accomandatario nelle società in accomandita per azioni); ma il creditore non si può rivalere sul suo patrimonio personale. Viceversa, nelle società di persone, ogni soggetto è responsabile anche con il proprio patrimonio, su cui l’altro soggetto, verso cui è in debito, può rivalersi in caso di ‘perdite’.

Altri tipi di società

All’interno di queste due macro-categorie, vediamo quali altri tipi di società si possono individuare. All’interno delle società di persone abbiamo: le società semplici (s.s.), le società in nome collettivo (s.n.c.) e le società in accomandita semplice (s.a.s.).

All’interno delle società di capitali, invece, vi sono: le società per azioni (s.p.a.), le società a responsabilità limitata (s.r.l.), le società a responsabilità limitata semplificate (s.r.l.s. o s.s.r.l) e, infine, le società in accomandita per azioni (s.a.p.a.).

Queste sono quelle più tradizionali. Oltre ad esse vi sono altri tipi più particolari. Tra questi ultimi, abbiamo: le s.r.l. unipersonali – come detto più volte –[10]. Si tratta di società fondate da un unico socio, unilateralmente; ma tale possibilità, di recente, è stata estesa ed ha visto coinvolte anche le s.p.a. [11]. Poi vi sono le cosiddette società tra professionisti, poiché costituite da soci esclusivamente iscritti a un albo o ad un ordine professionale, pertanto anche lo scopo della società e il suo oggetto sociale saranno molto specializzati, specifici e settoriali, cioè circoscritti a un ambito ben definito, un settore particolare. Infatti, anche se di esse fossero soci dei membri non professionisti né specializzati, ma esterni dunque (appunto all’ambito del settore), questi ultimi non sarebbero comunque ‘responsabili’ in un certo qual modo, poiché il controllo spetterebbe sempre e solo ai professionisti appunto. Inoltre vi sono anche le società di fatto, cioè ‘siglate’ senza accordo scritto (potremmo dire, quasi un po’ come le coppie di fatto, che convivono senza matrimonio e dunque senza aver sancito un accordo matrimoniale formale ed ufficiale; forse il nome ha qualcosa in comune con questo aspetto ed esempio). Ed ancora vi sono le società occulte, un tipo molto particolare in quanto i soci che ne fanno parte non diffondono in giro l’informazione di essere membri di tali società, ma tengono la notizia riservata; si tratta di società un po’ nascoste a cui si aderisce pur tenendo segreto per sé tale dato; ricordiamo, però, che le società segrete (tipo le sette, religiose e non) sono proibite per legge, come noto. Così come a volte vi sono società apparenti: si tratta di società inesistenti, nel senso che non esistono e non sono costituite nel concreto, ma in realtà create ad hoc in determinate situazioni, circostanze nelle quali un terzo fa finta di entrarne in rapporto, ma lo fa solo formalmente e non fattivamente sul serio.

Le società europee

Più rilevante, invece, il caso se si trascende la realtà nazionale, per entrare in quella europea. Stiamo parlando di quelle che vengono definite società europee (in sigla SE). Sono regolamentate dal diritto comunitario europeo e prevedono un capitale sociale minimo pari almeno a 120mila euro. Vengono realizzate grazie alla fusione di due società di due Stati diversi (spesso attraverso una holding centrale comune). Può riguardare sia srl che spa e ciò accade soprattutto quando una società ha filiali all’estero (per almeno un biennio), che quindi sono state sottoposte alle leggi di quel Paese estero (membro UE ovviamente). Ad esse fanno eco le società cooperative europee (o SCE) [12]. Si tratta di società a scopo mutualistico, come avviene spesso nelle cooperative, tramite cui affiancano appunto le SE nella realizzazione del loro obiettivo. Se singolarmente le Se non riuscirebbero nel loro intento, grazie al sostegno e al contributo delle Sce, si punta a soddisfare questa mission, proprio puntando sull’aiuto vicendevole e reciproco, di ambo le parti, per poter migliorare, crescere e svilupparsi ulteriormente. Le Sce, generalmente – ad esempio -, sono costituite da almeno 5 persone fisiche residenti in almeno due Stati membri.

note

[1] Secondo la definizione che ne dà l’articolo 2247 del codice civile, che la interpreta più come un ‘contratto di società’. Ovvero, la descrive nei seguenti termini: “con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica, allo scopo di dividerne gli utili”.

[2] I soci sono uniti da un rapporto societario secondo quanto dettato dall’articolo 2269 del codice civile.

[3] Le cooperative sono regolamentate dagli articoli 2547 e 2548 del codice civile. Le cooperative, inoltre, sono regolate dai principi di mutualità, solidarietà, democrazia.

[4] Il rapporto che regola le mutue assicuratrici è fissato dall’articolo 2546 del codice civile, secondo cui si diventa socio della società di mutua assicurazione solamente ed esclusivamente assicurandosi presso di essa; unicamente a tale condizione, tanto da perdere tale requisito quando si estingue l’assicurazione stessa. Il fatto di assicurarsi a tale società, ovviamente, dovrebbe comportare più vantaggi per il socio medesimo, conseguentemente.

[5] I consorzi sono stati istituiti quali società (e considerati come tali), in base all’ex articolo 2615 ter del codice civile.

[6] A stabilirlo è l’articolo 2463 del codice civile, che interviene su come si costituisce una srl ovvero una società a responsabilità limitata.

[7] Secondo i dettami dell’articolo 2272 del codice civile.

[8] In base a quanto sancito dall’articolo 2249 del codice civile. Tra le principali attività indicate per una società semplice, quella più comunemente riconosciuta (dall’articolo 2135 del codice civile) -come non commerciale poi – è quella agricola.

[9] Le attività definite commerciali sono descritte all’interno dell’articolo 2195 del codice civile.

[10] Riconosciute attraverso il decreto legislativo n. 88 del 3 marzo 1993.

[11] Ciò è avvenuto nel 2003, grazie al decreto legislativo n. 6 del 17 gennaio di quello stesso anno.

[12] In particolare le Sce sono regolamentate dalle seguenti normative: dal regolamento europeo n. 2157 dell’8 ottobre del 2001; dal Regolamento (CE) 1435/2003, erogato dal Consiglio il 22 luglio di quell’anno, in merito soprattutto in particolare allo statuto di una società cooperativa europea; e dalla direttiva europea 2003/72/CE, emanata sempre sullo statuto, sempre dal Consiglio, sempre nella stessa data.

Autore Immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI