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Il certificato di morte

27 Settembre 2018


Il certificato di morte

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Settembre 2018



Burocrazia: in caso di decesso di una persona cara occorre richiedere il certificato di morte. Dove e come richiederlo. Tempi di rilascio e validità. Casi in cui è possibile sostituirlo con l’autocertificazione.

La perdita di una persona cara è un evento molto doloroso a cui, purtroppo, si accompagnano anche una serie di incombenze burocratiche. In particolare, tanto nei rapporti tra privati, quanto nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, potrebbe essere necessario comunicare l’avvenuto decesso di una persona. Può accadere per disdire delle utenze, per interrompere l’erogazione della pensione, a fini fiscali o ai fini della successione ereditaria. Allora ti chiederai: cosa devo fare? A chi mi devo rivolgere? Cosa mi serve? Nella maggior parte dei casi ti basterà richiedere al Comune un certificato che attesti quando e dove è avvenuto il decesso. In questo articolo proverò a darti qualche informazione utile sul certificato di morte. Ti aiuterò a capire dove e come richiederlo, se puoi richiederlo online quando il decesso è avvenuto in un Comune molto lontano dal tuo o se puoi sostituirlo con un’autocertificazione firmata da te.  Infine, ti aiuterò a non confonderti con altri documenti che hanno comunque a che fare con il decesso di una persona, come l’estratto e l’atto di morte, il certificato di constatazione del decesso, la denuncia della causa di morte e il certificato necroscopico.

Cos’è il certificato di morte e cosa contiene?

Il certificato di morte è un certificato di stato civile, cioè un documento rilasciato dal Comune su richiesta di una persona o di una Pubblica Amministrazione per attestare eventi riguardanti una persona e già riportati sui registri dello stato civile. Tali registri sono gestiti e aggiornati costantemente da ogni singolo Comune.

I certificati di stato civile possono attestare il luogo e la data dei seguenti eventi:

  • la nascita di un bambino;
  • il matrimonio o l’unione civile tra due persone;
  • la morte di un soggetto.

Il certificato di morte attesta, appunto il decesso di una persona, indicando:

  • nome, cognome e stato civile del defunto;
  • luogo e data del decesso;
  • numero di registrazione dell’atto da cui risulta il decesso (l’atto di morte);

Perché acquisire il certificato di morte?

Acquisire il certificato di morte può essere necessario per diverse finalità, tra cui senz’altro rientrano quelle di successione. Il certificato di nascita, infatti, è uno dei documenti che devono essere allegati alla dichiarazione di successione, cioè quella dichiarazione che dev’essere presentata, a volte obbligatoriamente, dagli eredi all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla morte.

Il suo utilizzo può rivelarsi necessario anche per altre finalità, come ad esempio:

  • per aggiornare, modificare o concludere i rapporti contrattuali con i fornitori delle utenze domestiche (luce, telefono, gas, acqua);
  • per informare l’INPS o altro ente previdenziale per interrompere l’erogazione della pensione;
  • per richiedere il permesso di assenza dal lavoro a causa del decesso di un familiare.

Chi può chiedere il certificato di morte?

Il certificato di morte può essere da chiunque abbia la necessità di dichiarare il decesso di una persona. Nella maggior parte dei casi si tratta di un parente, ma può essere richiesto anche da altri soggetti che conoscano gli estremi anagrafici del defunto.

Dove e come è possibile richiedere il certificato di morte?

Il certificato di morte può essere rilasciato su richiesta dell’interessato:

  • dal Comune dove è avvenuto il decesso, se diverso da quello di residenza;
  • dal Comune di residenza, se il decesso è avvenuto nel territorio di competenza o se, pur essendo avvenuto in altro territorio, il decesso è stato trascritto sui registri di stato civile.

Per richiedere il certificato di morte è possibile compilare un apposito modulo, scaricabile in internet sul sito istituzionale del Comune. Il modulo solitamente dev’essere presentato presso l’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico), presso l’ufficio di stato civile o presso l’ufficio anagrafe. Se non è possibile recarsi di persona, è possibile richiedere il certificato anche con altre modalità. Ad esempio, puoi richiederlo:

  • via fax, al numero indicato sul sito istituzionale del Comune;
  • via PEC, all’indirizzo indicato sul sito del Comune;
  • via posta, all’indirizzo dell’Ufficio Anagrafe, dell’Ufficio di stato civile o della sede centrale del Comune;
  • attraverso eventuali servizi online messi a disposizione dal Comune;

In tutti e tre i casi occorre scaricare dal sito istituzionale del comune il modulo della domanda, compilarlo, firmarlo e allegarlo insieme ad una fotocopia del documento di identità del richiedente.

Il rilascio è gratuito e quasi sempre immediato nel caso di richiesta presso gli uffici del Comune.

Nel caso di richieste via PEC, via fax o attraverso i servizi online messi a disposizione dal Comune, i tempi di rilascio del certificato di morte non dovrebbero superare i due giorni lavorativi. Per le richieste presentate via posta o per le richieste relative a decessi avvenuti diversi anni fa, i tempi potrebbero essere più lunghi.

Una volta ottenuto, il certificato ha validità illimitata.

Quando è possibile sostituire il certificato di morte con un’autocertificazione

in alcuni casi il certificato di morte può essere sostituito da un’autocertificazione, cioè da una dichiarazione presentata dal cittadino con tutte le informazioni che sarebbero riportate nel certificato che sostituisce. Il più grande vantaggio dell’autocertificazione consiste senz’altro nel risparmio di tempo. Ad esempio può essere utilissima se occorre comunicare la morte di un soggetto che sia avvenuta in un Comune lontano da quello del dichiarante. Con l’autocertificazione si evita il rischio che il Comune non risponda alla richiesta inviata via posta, via PEC o via Fax e, soprattutto, si evita di attendere i tempi necessari per la preparazione e spedizione del certificati.

Bisogna prestare attenzione, però, perché l’autocertificazione non è sempre utilizzabile. I casi in cui è ammessa sono quelli in cui il decesso debba essere comunicato ad una Pubblica Amministrazione. In tal caso, il certificato, anzi, è sostituito sempre dall’autocertificazione, al fine di ridurre le incombenze burocratiche.

Al contrario, nei rapporti tra privati (ad esempio per richiedere un permesso di lavoro), sarà sempre necessario il certificato di morte.

Ad titolo esemplificativo, puoi utilizzare l’autocertificazione nei seguenti casi:

  • per comunicare la morte di un soggetto all’Agenzia delle Entrate, in caso di successione. Puoi utilizzare il modello di autocertificazione già predisposto dall’Agenzia delle Entrate,  il Modello 9T, scaricabile qui;
  • per comunicare il decesso di un pensionato o di un lavoratore all’INPS sia per interrompere l’erogazione della pensione, sia per l’erogazione di somme eventualmente spettanti agli eredi;
  • per comunicare il decesso di un beneficiario di fondi dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, affinché le somme siano versate agli eredi;

Le informazioni da inserire nell’autocertificazione sono:

  • le generalità del dichiarante (il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita)
  • il grado di parentela rispetto al defunto (coniuge, padre, madre, figlio/a, eccetera);
  • le generalità del defunto (il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita);
  • le informazioni sul decesso (il giorno e il luogo in cui è avvenuto).

Sull’autocertificazione non va apposta alcuna marca da bollo e va sempre accompagnata da una fotocopia di un documento di riconoscimento, sia che tu decida di presentarla personalmente allo sportello, sia che tu decida di trasmetterla via fax, pec o altro strumento telematico.

Differenze tra il certificato di morte ed altri documenti o certificati legati al decesso di una persona

Non bisogna confondere il certificato di morte con altri documenti che possono contenere informazioni relative al decesso di una persona.

Anzitutto, il certificato di morte non coincide con l’estratto di morte, cioè quel documento che riporta sinteticamente sia le informazioni presenti sul certificato, sia altre informazioni importanti come il nominativo del coniuge, l’eventuale paternità o maternità.

Allo stesso modo, il certificato di morte è cosa ben diversa dall’atto di morte, cioè l’atto con cui un ufficiale di stato civile (ad esempio un funzionario del Comune) attesta che, in sua presenza, un soggetto (generalmente un parente o l’addetto delle onoranze funebri, se il decesso è avvenuto in casa; oppure un medico o il direttore sanitario, se il decesso è avvenuto in ospedale) ha presentato dichiarazione di morte con indicazione del nome, del cognome, del luogo e della data di nascita, della residenza e della cittadinanza del defunto, oltre alle generalità del dichiarante. Il certificato di morte, invece, è la dichiarazione con cui il medesimo ufficiale attesta l’esistenza di un documento da cui risulta la morte (come l’atto di morte o i documenti indicati di seguito).

Infine, il certificato di morte non va confuso con i seguenti documenti:

  • il certificato di constatazione del decesso, redatto dal medico che abbia accertato la morte del soggetto (ad esempio il medico di emergenza), attestando l’assenza di funzioni vitali e l’inefficacia di manovre rianimatorie. Il certificato contiene le generalità del defunto, nonché gli estremi (ora, data e luogo) e le informazioni (cause) del decesso. E’ un documento rivolto al Pubblico Ufficiale del Comune, non ai parenti;
  • ladenuncia della causa di morte: presentata dal medico curante ed obbligatoria solo se il medico realmente conosce quali sono state le cause della morte del soggetto;
  • il certificato necroscopico: compilato da parte del medico necroscopo (un medico appositamente incaricato dalla ASL per certificare il decesso) tra le 15 e le 30 ore dal decesso, attestante l’effettivo decesso di un soggetto dopo un determinato periodo di osservazione (pari a 24 ore se si tratta di morte naturale, a 48 ore se si tratta i di morte improvvisa). Questo certificato può essere ottenuto dai parenti del defunto, dai suoi eredi o da eventuali soggetti delegati.

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