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Cosa non si può fare in chiesa

11 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2018



Come ci si comporta in chiesa? Cosa dice il diritto canonico? Quando una condotta sconveniente può costituire reato?

Se da bambino i tuoi genitori ti portavano in chiesa per farti fare il chierichetto, probabilmente già saprai come ci si comporta durante una Messa; se non hai vissuto questa esperienza, avrai comunque una qualche idea di cosa si può e cosa non si può fare in chiesa. Attenzione: non si tratta di essere credenti o meno, ma di come ci si deve comportare in un luogo che, per molte persone, rappresenta un posto estremamente significativo. Non a caso, come vedremo nel corso di questo articolo, è la stessa legge a conferire una particolare dignità a qualsiasi luogo ove si professi un culto religioso; ciò perché, come detto, la fede in una confessione è tutelata come manifestazione della propria persona, come bisogno individuale di coltivare la propria spiritualità. Pertanto, in ogni luogo sacro è necessario rispettare delle regole, anche per il semplice rispetto di chi osserva e crede in una religione. In Italia, si sa, la confessione nettamente più diffusa è quella cattolica: di conseguenza, il luogo di culto per eccellenza è la chiesa. Probabilmente saprai anche che la Chiesa cattolica in Italia è dotata di un proprio ordinamento, cioè di proprie norme. Il diritto canonico è l’insieme delle regole che disciplina la Chiesa cattolica, applicabile non solamente a chi è ordinato (i preti, per intenderci), ma anche ai laici che si sono sottoposti a quelle regole. Ad esempio, chi si sposa con rito concordatario (il classico matrimonio celebrato con rito religioso ma avente effetti anche civili) sottopone la propria unione non solamente alle regole civili, ma anche a quelle canoniche. Ovviamente, chi infrange il diritto canonico non va incontro alle conseguenze tipiche della legge italiana: ad esempio, non si rischia di dover pagare una somma di danaro oppure di dover andare in carcere. Tuttavia, ciò non significa che il diritto canonico non sia importante e di grande interesse. Accanto a queste regole scritte ne esistono altre che sono state ricavate implicitamente dalle stesse e che formano quello che potremmo definire il galateo della chiesa: si tratta di norme comportamentali che tutti (specialmente i fedeli) sono tenuti a rispettare nel momento in cui partecipano alla celebrazione eucaristica oppure ad altra funzione religiosa. Non si tratta di precetti equiparabili a quelli contenuti nel codice di diritto canonico, ma semplici regole di buon senso legate al concetto di buon costume, proprio anche del diritto civile. L’infrazione di queste norme non comporta una sanzione vera e propria, ma al massimo un rimprovero verbale da parte di colui che celebra la funzione o, nei casi più estremi, addirittura l’allontanamento dal luogo sacro. Se questo argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo cosa non si può fare in chiesa.

Cos’è il diritto canonico?

Prima di spiegare cosa non si può fare in chiesa, vorrei tornare su una cosa che abbiamo appena visto nell’introduzione: vorrei spiegarti meglio cos’è il diritto canonico. Il diritto canonico costituisce l’insieme delle regole che disciplinano l’ordinamento della Chiesa: in particolare, esso fornisce le norme che stanno alla base dell’attività dei fedeli e delle strutture ecclesiastiche ovunque si trovino, nonché quelle che disciplinano le relazioni ecclesiastiche e quelle con la società esterna. Il diritto canonico è altresì il diritto che si applica nello Stato di Città del Vaticano: in questo caso, rappresenta un vero e proprio ordinamento giuridico statale. Il diritto canonico non va confuso con il diritto ecclesiastico, che corrisponde alle norme emanate da ciascun Stato per regolare i propri rapporti con la Chiesa cattolica e con tutte le altre confessioni religiose.

Come ci si comporta in chiesa?

Prima di vedere cosa non si può fare in chiesa, spieghiamo innanzitutto come ci si comporta. Ricorda sempre che le regole che vedremo dovrebbero essere rispettate da tutti, a prescindere dalla propria fede: chi entra in un luogo di culto, anche diverso dalla chiesa, deve rispettare chi è lì presente per devozione autentica o per amministrare la funzione liturgica.

Fatta questa necessaria premessa, è chiaro che in chiesa bisogna osservare alcune regole che, sebbene non siano rintracciabili in maniera chiara, sono praticamente applicate ovunque, come una prassi oramai consolidatasi e non più messa in discussione. La prima regola da rispettare, valevole sempre e in ogni contesto, è quella della buona educazione: in chiesa ci si comporta in maniera corretta e pacata, senza alzare la voce o creando scompiglio, soprattutto se si entra durante una celebrazione già in corso. Sarebbe a dir poco sconveniente attirare su di sé l’attenzione durante un matrimonio o un battesimo!

Pur non credendo nella religione professata in chiesa, è buona norma lasciare che i fedeli possano pregare senza essere disturbati, e che il sacerdote possa fare lo stesso durante la funzione liturgica. Detto davvero in maniera semplice: se non sai cosa fare in una chiesa, siedi tranquillamente tra i banchi senza interrompere la celebrazione.

Cosa è vietato in chiesa?

Se quanto detto finora ti sembra troppo generico, probabilmente sarai molto più interessato a sapere che cosa non si può fare in chiesa. Il codice di diritto canonico nulla dice a riguardo, se non che nel luogo sacro è vietata qualunque cosa sia «aliena dalla santità del luogo» [1]. Dall’interpretazione di questa norma sono derivate alcune regole di comportamento che di qui ad un istante elencheremo. Va detto che queste norme non sono tassative e che, pertanto, ci si potrebbe trovare in situazioni diverse a seconda della chiesa frequentata e del celebrante: esistono luoghi di culto retti da regole molto severe, puntualmente fatte rispettare dall’officiante e sanzionate perfino con l’allontanamento dalla chiesa, mentre in altri posti potrebbe esserci molta più tolleranza.

Cosa non si può fare in chiesa? Ecco alcune semplici prescrizioni:

  • innanzitutto, osserva il silenzio, in segno di rispetto non soltanto della sacralità del luogo, ma anche delle altre persone che sono raccolte in preghiera;
  • cerca di arrivare in orario; altrimenti, non disturbare la funzione già in atto;
  • spegni il cellulare, o almeno silenzialo: sarebbe davvero sconvenienti mettersi a parlare con amici e parenti;
  • indossa abiti consoni al luogo, che siano decorosi e che rispettino l’importanza del culto. Ciò significa non soltanto non indossare indumenti eccessivamente corti, ma anche vestire in modo adeguato e rispettoso: in pratica, è quantomeno inopportuno andare in chiesa come se si andasse a fare una scampagnata oppure a giocare a calcetto;
  • anche se non sei credente e ti trovi in chiesa solamente per accompagnare una persona a te cara, non interrompere gli altri nella preghiera e non assumere atteggiamenti poco appropriati (tipo masticare a bocca aperta un chewingum, sbadigliare rumorosamente, tenere le gambe accavallate; giocare con il cellulare; ecc.);
  • non scattare foto oppure, se ciò è concesso, non illuminare la basilica a forza di flash poco graditi;
  • non mangiare e non bere, a meno che non sia strettamente necessario: la chiesa non è un cinema o un teatro;
  • non occupare i confessionali, magari sedendoti perché non hai trovato posto: il confessionale è dedicato al sacramento della penitenza e, pertanto, sarebbe davvero sconveniente utilizzarlo per riposare, a meno che tu non abbia problemi di salute. Allo stesso modo, non entrare nel confessionale per usare il cellulare;
  • non salire sull’altare, a meno che la liturgia non lo preveda (ad esempio, per accostarti al sacramento dell’Eucarestia oppure per leggere le sacre scritture). Affiancarsi al celebrante sarebbe un gesto di protagonismo davvero fuori luogo;
  • non lasciarti andare ad effusioni romantiche o a gesti provocatori: come detto nell’articolo Ci si può baciare in chiesa?, in chiesa non sono ammessi atteggiamenti lascivi di alcun genere, né tantomeno è possibile esternare sentimenti di affetto in modo plateale o sconveniente. Insomma: ci si può baciare in chiesa se trattasi di un bacio sulla guancia o, al più, di un breve e fugace bacio sulle labbra tra due fidanzati o, comunque, tra partner;
  • non fare movimenti scomposti o plateali, nemmeno se lo spostamento è richiesto dalla liturgia: ad esempio, al momento dello scambio della pace, è sufficiente voltarsi alla propria destra e alla propria sinistra, senza sbracciarsi in saluti che vanno da una parte all’altra della chiesa;
  • non attraversare la navata centrale se non ce n’è motivo e non occupare inutilmente quelle laterali: si tratta di semplici regole il cui rispetto garantiscono il buon ordine della celebrazione.

Non comportarsi bene in chiesa: quando è reato?

Abbiamo visto cosa non si può fare in chiesa e abbiamo detto che, di regola, in chiesa bisognerebbe mantenere un atteggiamento consono alla sacralità del luogo, rispettoso anche delle persone raccolte in preghiera o che, comunque, attribuiscono al momento religioso una considerazione molto importante. Non deve farsi l’errore di ritenersi al di là delle regole solamente perché non credenti oppure in disaccordo con le stesse: in questi casi, se proprio non si riesce a rispettare le norme di condotta che abbiamo analizzato nei paragrafi precedenti, sarebbe buona educazione quella di allontanarsi del tutto.

Non bisogna dimenticare, d’altronde, che la legge attribuisce una particolare dignità alle funzioni sacre: pensa solamente che il codice penale dedica un intero titolo ai delitti contro il sentimento religioso e punisce con la multa o addirittura con la reclusione espressioni di massimo disprezzo nei confronti della religione come il vilipendio, il danneggiamento di cose consacrate al culto o comunque destinate al medesimo, ovvero ancora il turbamento di funzioni religiose. Ad esempio, la legge punisce con la multa da mille a cinquemila euro chi, in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose compiute in luogo privato da un ministro del culto. La pena è la reclusione fino a due anni per colui che, pubblicamente e intenzionalmente, distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto [2].

Il delitto appena descritto punisce la grave offesa alla religione commessa mediante vilipendio di oggetti di culto (cioè di cose oggetto di venerazione da parte dei fedeli, come le reliquie) oppure di cose destinate alle funzioni religiose (paramenti, ecc.), quando l’offesa sia fatta in luogo pubblico o aperto al pubblico, o addirittura in un luogo di culto. Ugualmente rilevante è il vilipendio commesso durante una funzione religiosa: si pensi a chi offenda apertamente il rito che si sta svolgendo in una chiesa.

La condotta è ancora più grave (ed è punita con la reclusione) se essa non si ferma ad una manifestazione verbale di disprezzo, ma ad un’azione concreta di distruzione, dispersione o imbrattamento di cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto. Si tratta di azioni che, per molti, sarebbero sacrileghe: si immagini a colui che distrugge il tabernacolo presente nelle chiese cristiane, oppure a chi profani gli oggetti normalmente utilizzati durante una funzione religiosa.

note

[1] Can. 1210 cod. can.

[2] Art. 404 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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