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Come leggere l’estratto conto Inps

27 Aprile 2020 | Autore:
Come leggere l’estratto conto Inps

Estratto conto contributivo Inps: dove trovarlo, come leggerlo, come sapere quando si ha diritto alla pensione.

Vuoi sapere a quanto ammonterà la tua pensione e quando la prenderai, ma non sai da dove cominciare? Il documento fondamentale per conoscere l’importo della pensione e la data della sua maturazione è l’estratto conto contributivo, cioè il documento in cui figurano tutti i versamenti previdenziali. Per la generalità degli iscritti all’Inps, l’estratto conto contributivo può essere visualizzato all’interno del portale web dell’istituto; è comunque possibile richiederlo tramite patronato. Vediamo, allora, come leggere l’estratto conto Inps per sapere quando prenderai la pensione ed a quanto ammonterà l’assegno.

Che cos’è l’estratto conto Inps?

L’estratto conto dell’Inps è il documento in cui sono contenuti tutti i contributi previdenziali accreditati al lavoratore nelle gestioni dell’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, gestione separata, gestione commercianti, etc.). I contributi che figurano nell’estratto conto possono essere obbligatori, volontari, risultare dal riscatto di un determinato periodo (ad esempio degli anni di laurea), o essere stati ricongiunti da un’altra gestione, o ancora, essere stati accreditati dall’Inps figurativamente.

Come accedere al sito dell’Inps per visualizzare l’estratto conto?

Per poter visualizzare l’estratto conto contributivo, è innanzitutto necessario procurare le credenziali per accedere al sito dell’Inps: è possibile utilizzare il pin dispositivo dell’Inps (dal mese di ottobre 2020 l’Inps non rilascia più nuovi Pin), oppure accedere con l’identità digitale Spid, con la carta d’identità elettronica o con la carta nazionale dei servizi.

Come chiedere lo Spid?

Per richiedere lo Spid, sistema unico di identità digitale, è necessario rivolgersi a un identity provider, cioè ad uno dei gestori dell’identità digitale.

La registrazione richiede 3 passaggi:

  • devi prima inserire i tuoi dati anagrafici;
  • devi poi procedere alla creazione delle tue credenziali Spid;
  • infine, devi effettuare il riconoscimento, o identificazione.

I tempi di rilascio dell’identità digitale dipendono dal gestore dell’identità digitale prescelto.

Gli identity provider ai quali è possibile, ad oggi, richiedere lo Spid, sono i seguenti:

  • Sielte;
  • InfoCert S.p.a;
  • Poste Italiane S.p.a;
  • Intesa;
  • Namirial;
  • Aruba;
  • Register.it;
  • Telecom Italia Trust Technologies Srl.
    Ogni gestore fornisce diverse modalità di registrazione, gratuite o a pagamento; i rispettivi Spid hanno diversi livelli di sicurezza. Per approfondire: Come ottenere lo Spid.

Come accedere all’estratto conto Inps?

Una volta ottenuto il pin ed effettuato l’accesso al sito Inps con le tue credenziali credenziali, puoi controllare, attraverso la funzione estratto conto (servizio Estratto Conto Contributivo), quanti versamenti risultano accreditati presso le varie gestioni dell’Inps (Inps, Inpdap se sei dipendente pubblico, gestione Separata se hai versato contributi come lavoratore autonomo privo di cassa professionale…).

A seconda della tipologia di pensione (anticipata, di vecchiaia, etc.) sono stabiliti differenti requisiti, che possono riguardare sia l’età, che gli anni di contributi. Per conoscere i requisiti per le principali pensioni: Come sapere se mi spetta la pensione.

Come si legge l’estratto conto Inps?

L’estratto conto previdenziale riporta i dati anagrafici del lavoratore e, riassunti in una tabella, i versamenti previdenziali distinti per:

  • periodo di riferimento;
  • tipologia di contributi (da lavoro dipendente, artigiano, commerciate, servizio militare ecc.);
  • contributi utili espressi in giorni, settimane o mesi;
  • retribuzione o reddito;
  • riferimenti del datore di lavoro;
  • eventuali note riportate alla fine dell’estratto.

Come sapere quanti contributi risultano accreditati?

Per quanto riguarda i contributi, generalmente, nell’estratto conto dell’Inps, sono espressi in settimane, ma a volte anche in mesi o in giorni, a seconda della gestione alla quale appartiene il lavoratore.

Bisogna dunque considerare i seguenti coefficienti di trasformazione, validi nella generalità delle gestioni previdenziali, per capire quanti anni di contributi si possiedono:

  • 1 anno= 52 settimane;
  • 1 mese= 4,333 settimane.

Presso alcune particolari gestioni, come quella dei lavoratori dello sport e dello spettacolo, valgono coefficienti diversi. Un anno può valere, ad esempio, 312 giornate o 260 o 180 giornate, a seconda del gruppo di appartenenza del lavoratore e del periodo considerato.

Si possono sommare i contributi di gestioni diverse?

Se nell’estratto conto risultano dei versamenti collocati in gestioni diverse, devi sapere che i periodi di contribuzione accreditati in casse differenti possono essere sommati:

Se non si vogliono riunire i contributi, i versamenti accreditati presso ogni gestione devono essere considerati separatamente, per verificare il diritto ad un’autonoma pensione, o a un’eventuale pensione supplementare o supplemento di pensione.

Quali sono i contributi utili per il diritto alla pensione nell’estratto conto?

Nell’estratto conto Inps, i contributi sono indicati in due colonne: la prima riporta il numero di contributi utili per il diritto alla pensione, la seconda il numero di contributi utili per il calcolo della pensione.

Non sempre i due numeri coincidono: in caso di lavoro part-time, ad esempio, il numero delle settimane utili ai fini della misura della pensione può risultare inferiore rispetto a quelle lavorate e coperte ai fini del diritto alla pensione.

Questo dato è poco rilevante per chi ricade nel sistema contributivo, dato che l’entità dell’assegno non dipende più dalla quantità di contributi che possono essere vantati dall’iscritto, ma solo dall’ammontare dei versamenti, determinato sulla base della retribuzione percepita.

Per alcuni periodi di contribuzione figurativa per malattia, maternità e integrazioni salariali non viene riportato il relativo numero di contributi, perché si tratta di periodi in cui è presente una retribuzione ridotta: bisogna allora aver riguardo alla registrazione che contiene il numero totale (a retribuzione sia piena che ridotta) delle settimane retribuite nell’anno solare.

Qual è il reddito utile alla pensione nell’estratto conto?

L’ammontare dei redditi e degli stipendi percepiti si legge nella colonna Retribuzione o reddito.

In questo campo sono riportati i seguenti dati:

  • la retribuzione percepita dai lavoratori per i periodi di lavoro svolto in qualità di dipendenti;
  • il reddito percepito dal titolare d’impresa o dal coadiutore (artigiani, commercianti, coltivatori…);
  • il reddito percepito dagli iscritti alla gestione separata.

Se la retribuzione o il reddito percepito risulta inferiore al minimo previsto dalla legge per l’accredito di un anno intero di versamenti, i contributi presenti in quel periodo devono essere ridotti in base alla retribuzione effettivamente percepita. Se il reddito è eccedente al massimale annuo, deve essere ridotto sino al massimale, per il calcolo della pensione. Per approfondire: Contributi minimi e massimi per la pensione.

Come si leggono le note dell’estratto conto Inps?

Nella colonna Note possono apparire dei numeri che rinviano alle corrispondenti note riportate nell’apposito riquadro. Le note che possono comparire nell’estratto conto sono le seguenti:

  • nota 2: contribuzione da verificare: indica che nei dati d’archivio Inps è presente un’anomalia;
  • nota 3: settimane non utili per il diritto alla pensione di anzianità: avverte l’utente che i periodi di disoccupazione e di malattia non sono utili a perfezionare i 35 anni di contributi utili per accedere alla pensione anticipata;
  • nota 4: contributi ridotti al numero massimo che può essere riconosciuto nel periodo: indica l’applicazione di una riduzione quando in archivio è registrato un numero di contributi eccedente le 52 settimane;
  • nota 5: numero di contributi soggetto a verifica in quanto la retribuzione corrisposta non è sufficiente per riconoscere l’intero periodo: indica che il periodo è coperto al momento con una retribuzione inferiore all’importo minimo richiesto dalla legge per accreditare tutte le settimane comprese nell’arco di tempo di riferimento.

Come si leggono le avvertenze dell’estratto conto Inps?

Nel campo Avvertenze sono riportate alcuni avvisi generali.

In particolare, l’Inps ricorda che non è possibile contare periodi sovrapposti, ai fini del diritto alla pensione, con la dicitura: “quando nello stesso anno esistono più registrazioni, il numero dei contributi si somma solo se i periodi assicurativi non coincidono”.

Che cosa fare se ci sono errori nell’estratto conto Inps?

Sei sicuro di aver lavorato in un determinato periodo, o che comunque un certo periodo fosse coperto, e nell’estratto conto non risulta? Devi inviare una segnalazione contributiva all’Inps.

Per sapere come fare: Contributi Inps mancanti, che cosa fare?



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2 Commenti

  1. O 66 anni percepisco un invalidità di 280 euro al mese mia madre a 87 anni e prende una pensione di lavoro di 650000 euro mensili vivo e risiedo in casa sua da 15 anni nel suo nucleo familiare visto che sta molto male se dovesse morire mi aspetta la sua pensione di reversibilità sono solo e vedovo mi faccia sapere qualcosa grazie

  2. Ma come può essere corretto questo rapporto: “una 1 giornata= 0,19259 settimane” ??
    1/7=0,142857142857143.
    Indicato al paragrafo “Come sapere quanti contributi risultano accreditati?” all’inizio dell’articolo.
    Se fate i conti così…

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