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Il risarcimento danno da sinistro stradale

19 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2018



Danno al mezzo e danno alla persona: ecco cosa risarcisce l’assicurazione 

Sei stato vittima di un incidente stradale, la tua auto ha subito notevoli danni e tu alcune lesioni. Hai comunicato il sinistro alla tua assicurazione, ma non sai bene ora cosa succederà, se sarai risarcito, in che misura, con quali tempi e se effettivamente ti verrà pagato quanto ti spetta. La tua auto magari era datata e costa di più ripararla che demolirla. Oppure non sei tu vittima di un sinistro, ma un tuo stretto congiunto che purtroppo, per le lesioni riportate, è deceduto: in questo caso ti chiedi se l’assicurazione risarcirà ugualmente. Vediamo allora in questa breve guida come funziona il risarcimento danno da sinistro stradale e cosa bisogna fare quando si subisce un incidente: quale documentazione compilare immediatamente sul luogo del sinistro, a chi rivolgere la richiesta di risarcimento, i tempi del risarcimento e le categorie di danno risarcibili.

La denuncia del sinistro 

In caso di incidente stradale è necessario fare tempestivamente denuncia scritta all’assicurazione, a mezzo pec o raccomandata, oppure consegnando il modulo di constatazione amichevole debitamente compilato e firmato dai conducenti di tutti i veicoli coinvolti nel sinistro.

Se il sinistro si è verificato tra due veicoli a motore identificati ed assicurati e se dal sinistro sono derivati danni ai veicoli stessi o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento alla propria compagnia di assicurazione.

La compagnia di assicurazione, ricevuta la richiesta di risarcimento diretto, è obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto dell’assicurazione del veicolo responsabile.

Il risarcimento da parte dell’assicurazione

Ricevuta la richiesta di risarcimento, la compagnia assicuratrice deve innanzitutto verificare chi sia il responsabile dell’incidente: potrà essere responsabile esclusivamente il conducente di uno dei veicoli coinvolti, oppure entrambi i conducenti.

Verificata la responsabilità, l’assicurazione procede diversamente a seconda del tipo di danno di cui si chiede il risarcimento.

Con riguardo al danno al mezzo, l’assicurazione incarica un proprio perito affinchè verifichi e quantifichi economicamente l’entità dei danni subiti dal veicolo coinvolto e dei quali viene richiesto il risarcimento. Ottenuta la relazione del perito, l’assicurazione fa un’offerta al danneggiato e, se questo accetta la somma offerta, provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione. Il danneggiato è tenuto dunque a rilasciare quietanza liberatoria.

In caso invece di lesioni personali, il danneggiato – una volta guarito – dovrà trasmettere all’assicurazione un certificato medico di chiusura della malattia e solo da quel momento la compagnia assicuratrice provvederà a nominare un proprio medico legale ed a sottoporre il danneggiato a visita, affinchè venga valutata l’entità delle lesioni subite.

La relazione del medico legale riporterà nel dettaglio la percentuale di invalidità permanente e temporanea riportata dal danneggiato e il numero di giorni di convalescenza che, presumibilmente, si ritengono congrui alle lesioni riportate. Sulla base di questi dati il liquidatore dell’assicurazione determina, utilizzando apposite tabelle, la somma di denaro spettante al danneggiato a titolo di risarcimento e formula la sua offerta.

Anche in questo caso, l’accettazione dell’offerta comporta la chiusura del sinistro.

Se l’offerta non viene accettata o il danneggiato non comunica alcuna risposta, l’assicurazione, sempre entro quindici giorni, corrisponde la somma offerta, che viene quindi incassata dal danneggiato a titolo di “acconto sul maggior danno subìto”.

Il mancato risarcimento e l’azione davanti al Giudice

Nel caso in cui l’assicurazione ritenga che vi sono dei motivi che impediscono il risarcimento diretto, oppure in caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini di legge, o ancora in caso il danneggiato non ritenga congrua la somma che l’assicurazione gli vuole liquidare e non si raggiunga un accordo, è possibile fare causa alla propria compagnia di assicurazione.

La causa può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni (novanta in caso di danno alla persona) decorrenti da quello in cui il danneggiato ha chiesto il risarcimento del danno a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento o pec.

Questa procedura di risarcimento diretto non si applica ai sinistri che coinvolgono più di due veicoli (i cosiddetti sinistri multipli o tamponamenti a catena), né ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all’estero, né in caso di risarcimento del danno subito dal terzo trasportato (il quale deve indirizzare la richiesta all’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro).

In tali casi il risarcimento dovrà essere richiesto alla compagnia assicuratrice del veicolo responsabile dell’incidente. La procedura di risarcimento del danno prevista prevede, in questo caso, termini più lunghi per la formulazione dell’offerta al danneggiato, o per la comunicazione dei motivi per cui non ritiene di fare l’offerta.

In particolare, i termini sono i seguenti:

  • sessanta giorni dalla ricezione della documentazione relativa al sinistro per i sinistri con soli danni a cose. Questo termine si riduce a trenta giorni quando il modulo di denuncia è stato sottoscritto da tutti i conducenti coinvolti nel sinistro;
  • novanta giorni dalla ricezione della documentazione, per i sinistri che abbiano causato al danneggiato lesioni personali o decesso.

In caso di richiesta incompleta, l’impresa di assicurazione richiede al danneggiato le necessarie integrazioni e in tal caso i termini di cui sopra decorrono nuovamente dalla data di ricezione dei dati o dei documenti integrativi.

tempi di pagamento della somma offerta sono, invece, gli stessi previsti per la procedura di risarcimento diretto: quindici giorni dalla dichiarazione di accettazione o di mancata accettazione da parte del danneggiato.

Quali documenti devo fornire all’assicurazione?

dati e i documenti che il danneggiato deve fornire all’impresa di assicurazione sono gli stessi sia in caso di risarcimento diretto che nel caso di risarcimento da parte dell’assicurazione del veicolo responsabile.

In particolare, si devono trasmettere:

  • per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento deve contenere l’indicazione delle persone che hanno diritto al risarcimento, del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili, per l’ispezione diretta ad accertare l’entità del danno;
  • per i sinistri che abbiano causato lesioni personali o decesso, la richiesta deve contenere l’indicazione del codice fiscale delle persone che hanno diritto al risarcimento, la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato il sinistro ed essere accompagnata, ai fini dell’accertamento e della valutazione del danno da parte dell’impresa, dai dati relativi all’età, all’attività del danneggiato, al suo reddito, all’entità delle lesioni subite. Una volta cessate guarito, il danneggiato deve trasmettere all’assicurazione un certificato medico comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, nonché la dichiarazione che lo stesso non ha diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie (Inail), o, in caso di decesso, dallo stato di famiglia della vittima.

I danni risarcibili

Il danno patrimoniale

Il danno patrimoniale rappresenta il pregiudizio economico e alle proprie cose subìto dal danneggiato in seguito al sinistro (ad esempio i danni subiti al proprio veicolo, la rottura degli occhiali a seguito dell’impatto, ecc…).

Il danno patrimoniale si manifesta come danno emergente o perdita economica immediata (si pensi ai danni all’autoveicolo e agli altri beni di proprietà del danneggiato e le spese sopportate a causa delle lesioni) e lucro cessante o mancato guadagno (ad esempio si pensi all’agente di commercio che, investito sulle strisce pedonali, riporti la rottura di una gamba, non possa quindi guidare e dunque lavorare per tutto il tempo necessario alla sua guarigione, perdendo potenziali occasioni di guadagno e reddito).

Rientrano nel concetto di danno patrimoniale risarcibile anche:

  • il fermo tecnico/noleggio [1]
  • l’IVA, anche se il mezzo non viene riparato [2]

Danno non patrimoniale

Il danno non patrimoniale è rappresentato da tutte le conseguenze non economiche o materiali che il sinistro ha determinato.

Nell’ambito del danno non patrimoniale rientrano:

  • danno biologico, da intendersi quale lesione all’integrità psicofisica della persona (si pensi alle lesioni subite in ragione del sinistro)
  • danno morale ed esistenziale, da intendersi quale sofferenza subìta dal soggetto che riporta delle lesioni in conseguenza del sinistro. Ha carattere esclusivamente interiore ed emotivo (si pensi al danneggiato che in conseguenza delle lesioni subite alteri le proprie abitudini e le proprie relazioni, perché ad esempio cade in depressione oppure non può più praticare lo sport che prima svolgeva con tanta passione).

Il danno biologico viene liquidato con riferimento a due voci:

  • inabilità temporanea, che consiste nel periodo in cui vi è uno stato di malattia e durante il quale il soggetto danneggiato è impossibilitato (totalmente o parzialmente) a svolgere la propria occupazione.
  • invalidità permanente, che viene liquidata tenendo conto dell’età del danneggiato e dell’entità delle conseguenze permanenti riportate.

Il danno morale per essere liquidato deve invece essere oggettivo (palesemente riscontrabile) e rigorosamente provato.

note

[1] Trib. Torino, Sez. III, sent. n. 7029 del 21 novembre 2013; Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 51 del 10 gennaio 2012

[2] Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 14535 del 10 aprile e 20 giugno 2013


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