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L’elenco completo dei controlli automatici del fisco

25 Settembre 2018


L’elenco completo dei controlli automatici del fisco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Settembre 2018



Accertamenti fiscali sulle dichiarazioni dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate: avviso bonario, adesione e ravvedimento operoso.

Controllo automatico: la parola è di quelle che fanno spavento. Perché quando ci si affida all’occhio umano si può sempre sperare nella disattenzione del controllore, nella sua pigrizia o nell’indulgenza. Ma quando il controllo è rimesso alle macchine allora è più difficile, se non impossibile, farla franca. Se poi si tratta di software messi a punto dal fisco c’è da immaginare come l’incrocio dei dati a sua disposizione possa essere di tale portata da non lasciar sfuggire alcun errore umano. L’Agenzia delle Entrate – non è un mistero – dispone di archivi talmente complessi e precisi da contrastare anche le piccole irregolarità del contribuente (il paradosso è che, nel frattempo, i grandi capitali fuggono all’estero…). Questo è il senso dei controlli automatici del fisco: sono indagini che mettono al tappeto le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti per scoprire tutte le incongruenze ed errori: un rimborso non dovuto, una detrazione cui non si ha diritto, l’omessa indicazione di un reddito (ad esempio un canone di locazione o i compensi ricevuti da una società), ecc. Ma procediamo con ordine e vediamo come avvengono i controlli automatici del fisco e la cosiddetta liquidazione automatica. 

I controlli automatizzati riguardano siano le dichiarazioni ai fini Irpef che Iva.

Controlli automatizzati sulla dichiarazione Irpef

Con riferimento all’Irpef la legge stabilisce che [1] entro l’inizio del termine di presentazione delle dichiarazioni dell’anno successivo, l’Agenzia delle Entrate procede alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonché dei rimborsi spettanti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta. Lo fa avvalendosi di procedure automatizzate.

Il controllo, effettuato esclusivamente “sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell’anagrafe tributaria”, consiste nel:

  • correggere gli errori materiali e di calcolo commessi nella determinazione degli imponibili, delle imposte, contributi e premi;
  • correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze delle imposte, dei contributi e dei premi risultanti dalle precedenti dichiarazioni;
  • ridurre le detrazioni d’imposta indicate in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;
  • ridurre le deduzioni dal reddito esposte in misura superiore a quella prevista dalla legge;
  • ridurre i crediti d’imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;
  • controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta.

Controlli automatizzati sulla dichiarazione Iva

Il controllo, ai fini Iva, consiste nel:

  • correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione del volume d’affari e delle imposte;
  • correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze di imposta risultanti dalle precedenti dichiarazioni;
  • controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale a titolo di acconto e di conguaglio nonché dalle liquidazioni periodiche.

Il termine per i controlli automatizzati

Il termine indicato dalla legge non è perentorio. L’unica decadenza riguarda la notifica dell’accertamento o della cartella che deve avvenire entro 5 anni che iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Come avviene la contestazione

Quando si tratta di meri errori numerici il contribuente non riceve un accertamento ma direttamente la cartella. Lo stesso dicasi in caso di omessi versamenti di imposte dichiarate dal contribuente stesso nella sua dichiarazione dei redditi. Non c’è quindi una previa fase di accertamento non dovendosi procedere, in contraddittorio con l’interessato, a contestare le sue dichiarazioni.

Negli altri casi, ossia quando vi siano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, il contribuente viene raggiunto da un avviso bonario che lo invita a regolarizzarsi.

L’avviso bonario viene notificato al contribuente presso la sua residenza, senza formalità particolari.

Il contribuente o il suo commercialista possono instaurare un contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate, che può annullare la pretesa o ridurla, utilizzando se del caso il canale telematico “CIVIS” o la PEC.

Nel momento in cui il contribuente riceve l’avviso bonario, non può più fruire del ravvedimento operoso.

Definizione della pretesa

La legge [2] consente la definizione agevolata dell’avviso, a condizione che siano accettati tutti i rilievi. Non si può definire la vertenza con il solo versamento delle sanzioni ridotte, per ricorrere contro la cartella in merito all’imposta.

Le sanzioni da omesso versamento (pari al 30%) sono ridotte a 1/3. Le intere somme o la prima rata devono essere pagate entro trenta giorni dall’avviso bonario.

note

[1] Art. 36-bis del DPR 600/73.

[2] Art. 2 del DLgs. 462/97.

Autore immagine: 123rf com


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