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Cartella Imu, prescrizione

26 Settembre 2018 | Autore:
Cartella Imu, prescrizione

Il Comune e l’agente della riscossione possono pretendere il pagamento dell’Imu solo se rispettano determinati termini: vediamo quali sono.

L’Imu, imposta municipale propria, deve essere pagata da ogni cittadino italiano che possieda una casa non destinata ad abitazione principale. In caso di mancato pagamento, il Comune, quale ente creditore, accerta, entro determinati termini, l’importo dovuto e le sanzioni per omesso o ritardato versamento. Se il contribuente non paga neppure dopo l’avviso del Comune, la riscossione dell’Imu può essere affidata all’Agenzia delle Entrate Riscossione o, come sempre più spesso accade, a società private.

Con l’arrivo della cartella di pagamento per Imu, lievitano gli importi in quanto, oltre all’imposta originaria, alle sanzioni e agli interessi, viene intimato anche il pagamento del compenso per la società di riscossione nonché le spese di notifica. Alla cartella non pagata può seguire una procedura esecutiva o una misura cautelare (per esempio il fermo amministrativo dell’auto).

Prima di sborsare cifre esorbitanti, il contribuente si chiede se la cartella sia effettivamente legittima e se, per caso, dopo tanti anni il Comune e l’agente di riscossione possano ancora pretendere il pagamento dell’Imu.

Vediamo allora quando si prescrive la cartella Imu e come difendersi in caso di cartelle illegittime.

Imu: quando va pagata

L’imposta municipale propria, che sostituisce la vecchia Ici, è dovuta in caso di possesso di immobili [1], esclusa l’abitazione principale – a meno che essa non sia di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

L’Imu è dovuta annualmente e proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si e’ protratto per almeno quindici giorni è computato per intero.

Il contribuente deve effettuare ttuare il versamento dell’Imu per l’anno in corso in due rate di pari importo, scadenti il 16 giugno e il 16 dicembre. Il contribuente può anche decidere di pagare l’Imu in unica soluzione entro il 16 giugno.

Imu abitazione principale

Come accennato, l’Imu non deve essere pagata per le abitazioni principali non di lusso (categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7) e per le loro pertinenze.

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.

Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.

Inoltre la legge prevede l’esenzione Imu per:

a) le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;

b) i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali [2];

c) la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

d) l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.”

Accertamento Imu: termini

La legge prevede che i Comuni procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso di accertamento motivato.

È però previsto un termine di decadenza, decorso il quale il Comune non può più accertare e pretendere il pagamento dell’Imu. In particolare, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio Imu devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie.

Ciò vuol dire che se, per esempio, il contribuente non ha pagato l’Imu del 2013, il Comune per non decadere dal diritto di riscuotere l’imposta, deve notificare l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre del 2018. L’accertamento fuori termine (nell’esempio, a partire da gennaio 2019) è illegittimo e il relativo importo non è dovuto.

Accertamento Imu: cosa fare

Una volta ricevuto l’avviso di accertamento per Imu non pagata, il contribuente ha le seguenti strade:

  • pagare entro 60 giorni dalla notifica, beneficiando della riduzione delle sanzioni;
  • impugnare l’avviso di accertamento in Commissione Tributaria entro 60 giorni della notifica: tale scelta è consigliata quando l’avviso è illegittimo dal punto di vista formale (in quanto, per esempio non firmato) o sostanziale (perché per esempio riguarda un’abitazione principale esente o perché è stato notificato oltre il termine di cinque anni).
  • non pagare nè fare ricorso: in quest’ultima ipotesi il Comune può procedere con la riscossione dell’imposta mediante cartella esattoriale o ingiunzione fiscale.

Imu non pagata: che succede

In caso di mancato pagamento dopo l’avviso di accertamento Imu, il Comune può affidare la riscossione del credito all’Agenzia delle Entrate Riscossione o ad una società privata. Queste ultime procedono con la notifica di una cartella esattoriale o di un’ingiunzione fiscale.

Anche la notifica della cartella/ingiunzione deve tuttavia avvenire entro un determinato termine, fissato dalla legge a pena di decadenza. In particolare, nel caso di riscossione coattiva dei tributi locali, il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento é divenuto definitivo [3].

L’accertamento diviene definitivo quando non viene impugnato dal contribuente entro il termine di sessanta giorni.

Supponiamo, per esempio, che il contribuente riceva un avviso di accertamento Imu 2012 in data 10 dicembre 2017. L’avviso diviene definitivo nei successivi 60 giorni (8 febbraio 2018). A partire dall’8 febbraio, decorre il termine di 3 anni entro i quali l’Agenzia delle Entrate Riscossione o altro concessionario possono notificare la cartella Imu. La cartella notificata oltre il 31 dicembre 2021 sarebbe dunque illegittima perché fuori termine.

Cartella Imu: prescrizione

Diverso dal termine di decadenza è il termine di prescrizione di un’imposta. Una volta notificata nei termini di legge la cartella di pagamento, il credito non resta esigibile all’infinito, ma entro un preciso arco temporale individuato dalla legge e decorso il quale il credito si estingue.

Nel caso dell’Imu e dei tributi locali in genere, il termine di prescrizione è quinquennale [4]. Ciò vuol dire che, per esempio, se la cartella per Imu 2012 viene notificata nel 2015, il termine di prescrizione matura nel 2020.

La prescrizione dell’Imu resta quinquennale anche dopo la notifica della cartella, anche quando questa non sia stata impugnata. La mancata impugnazione della cartella nel termine di sessanta giorni produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cosiddetta “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale.

Di conseguenza, se il contribuente non riceve successivamente altri atti interruttivi della prescrizione (per esempio solleciti di pagamento, intimazioni, preavvisi di fermo amministrativo ecc.), l’Imu si estingue dopo 5 anni.

Intimazione cartella Imu prescritta

Se il contribuente riceve un’intimazione di pagamento fondata una cartella Imu notificata più di cinque anni prima, deve contestarla con ricorso in Commissione Tributaria (entro 60 giorni). L’intimazione è infatti illegittima in quanto ha ad oggetto un credito ormai estinto.

Se l’intimazione ad adempiere è stata notificata trascorsi più di cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale, il giudice deve applicare il termine prescrizionale più breve (quello quinquennale) previsto per il debito tributario sottostante la cartella di pagamento, e mai fare riferimento all’istituto della prescrizione ordinaria se manca un accertamento giudiziale definitivo.

Cartella Imu: quando si prescrive in dieci anni

L’unico caso in cui la cartella Imu è soggetta a prescrizione decennale è quella in cui via sia stata impugnazione e la sentenza abbia confermato definitivamente l’imposta dovuta. In tale ipotesi, la pretesa fiscale del Comune non si basa più sulla cartella (atto amministrativo) ma sulla sentenza che, se non appellata, diviene definitiva con credito soggetto a prescrizione decennale.

note

[1] I soggetti passivi dell’imposta municipale propria sono il proprietario di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi. Nel caso di concessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario. Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

[2] Alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive del 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008.

[3] Art. 1, c. 163, L. n. 296/2006.

[4] Cass. sentt. n. 4283/2010 e n. 28576/2017.


25 Commenti

  1. ho ricevuto tramite r.r avviso di accertamento per Imu non pagata del 2013, tale raccomandata mi e’ stata recapitata il 5 Gennaio 2015, ho scritto al comune la raccomandata mi e’ stata recapitata oltre i termini del 31.12.2018 e quindi deve essere considerata prescritta, il comune mi risponde NO perché’ la prescrizione non vale dal giorno che ricevo l’avviso ma dal giorno che hanno fatto l’accertamento.
    quale e’ la verità’?, chi ha ragione?.
    Grazie per l’eventuale risposta.

    1. Le tre imposte collegate alla casa, ossia l’Imu, la Tasi e la Tari (l’imposta sui rifiuti) sono di competenza comunale e come tutte le imposte locali cadono in prescrizione dopo cinque anni. È previsto un termine di decadenza, decorso il quale il Comune non può più accertare e pretendere il pagamento dell’Imu. In particolare, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio Imu devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie. Ciò vuol dire che se, per esempio, il contribuente non ha pagato l’Imu del 2013, il Comune per non decadere dal diritto di riscuotere l’imposta, deve notificare l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre del 2018. L’accertamento fuori termine (nell’esempio, a partire da gennaio 2019) è illegittimo e il relativo importo non è dovuto.

      1. …..probabile errore sulla data di ricevimento dell’avviso esposta nel…05 gennaio 2015 anziche’ 05 gennaio 2019 ?

      2. Quanto sopra a condizione che l’atto di accertamento notificato il 5 gennaio del 2019 sia considerato atto recettizio, poiché se tale non é ed é stato consegnato all’Ufficio Postale entro il 31.12.2018, vale il doppio termine per le notifiche ( per il notificante e per il destinatario) stabilito dalla nota sentenza della Corte Costituzionale. La notifica é da considerare atto di natura recettizia ?

      3. chiedo scusa ma la risposta non e’ chiara: vorrei sapere se la prescrizione viene interrotta quando l’accertamento viene consegnata dal comune alle poste? in tal caso e’ stata consegnata prima del 31 dicembre 2018 oppure quando la raccomandata arriva al destinatario oltre i termini del 31 dicembre 2018 e cioè’ in data 5 gennaio 2019 quindi oltre il termine di 5 anni previsti dalla legge?

        1. Secondo la giurisprudenza maggioritaria sul punto, ai fini del rispetto del termine di decadenza/prescrizione, occorre fare riferimento alla data di spedizione dell’avviso di accertamento e non alla data di ricezione da parte del contribuente.

          1. Grazie per la risposta ne prendo atto, anche se viene ignorato il concetto di notifica e diritto del contribuente a vedersi notificare un accertamento entro i cinque anni previsti dalla legge. I magistrati a mio avviso sbagliano ma mio malgrado accetto.

      4. Buonasera
        In caso che venga presentato una richiesta di un autotutela per un accertamento imu notificato a dicembre 2018, relativo all’anno 2013, per un evidente errore, la riemmissione dell’accertamento ridotto per l’errore viene fatto il 5. 02.2019 e notificato il 7.02.2019, è valido o va considerato la prescrizione dei 5 anni?

      5. cartella IMU 2013, Atto del 20/12/2018. Notificata al sottoscritto il 19/02/2019. gentilmente desidero sapere, se e’ da pagare, oppure e’ prescritta grazie

  2. Ho ricevuto a casa una raccomandata dal comune di Cagliari di mancato pagamento imu 2013 in data 9 Gennaio 2019 . Premetto che la lettera è partita da Napoli il 31/12/2018 e consegnata dal postino il 9 Gennaio 2019 firmando la ricezione. Ai fini della prescrizione quale data e da considerare??
    Idem per la tassa rifiuti dal 2013 al 2017 consegnata a casa il.10 Gennaio come mi devo comportare ??

  3. mi e’ stato notificato atto avviso accertamento IMU 2013 in data 17 gennaio 2019 trascorso termine 5 anni – consegnato poste in data 31 dicembre 2018 e’ prescritto o no? Grazie

  4. Ho ricevuto a casa una raccomandata dal comune di Cagliari di mancato pagamentoIMU. Premetto che la lettera è partita da Napoli il 31/12/2018 e consegnata dal postino il 22 Gennaio 2019 firmando la ricezione. Ai fini della prescrizione quale data e da considerare?? e’ prescritta o no?
    Grazie

  5. Ho ricevuto a casa una raccomandata dal comune di Cagliari di mancato pagamentoIMU. La lettera consegnata dal comune è partita da Napoli il 31/12/2018 e consegnata dal postino il 22 Gennaio 2019. Per la prescrizione quale data e da considerare?
    Grazie

    1. Gentile Mauro devi sapere che la giurisprudenza maggioritaria ha stabilito che ai fini del rispetto del termine di decadenza/prescrizione bisogna fare riferimento alla data di spedizione dell’avviso di accertamento e non alla data di ricezione da parte del contribuente.

  6. Salve , ho ricevuto in data 30-01-2019 la richiesta di pagamento dell’Imu 2013 dal comune di Messina. Nella busta c’è la data di autorizzazione di servizio postale del 29-11-2017. L’importo è prescritto o no? come posso fare per contestare il pagamento?. Grazie.

    1. Le tre imposte collegate alla casa, ossia l’Imu, la Tasi e la Tari (l’imposta sui rifiuti) sono di competenza comunale e come tutte le imposte locali cadono in prescrizione dopo cinque anni. È previsto un termine di decadenza, decorso il quale il Comune non può più accertare e pretendere il pagamento dell’Imu. In particolare, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio Imu devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie. Ciò vuol dire che se, per esempio, il contribuente non ha pagato l’Imu del 2013, il Comune per non decadere dal diritto di riscuotere l’imposta, deve notificare l’avviso di accertamento entro il 31 dicembre del 2018. L’accertamento fuori termine (nell’esempio, a partire da gennaio 2019) è illegittimo e il relativo importo non è dovuto. La giurisprudenza maggioritaria ha stabilito che ai fini del rispetto del termine di decadenza/prescrizione bisogna fare riferimento alla data di spedizione dell’avviso di accertamento e non alla data di ricezione da parte del contribuente.

      1. Attenzione: riferisco la mia esperienza di questi giorni. Un avviso di accertamento sull’omessa dichiarazione IMU dell’anno 2012 è valido a tutti gli effetti anche se inviato al contribuente nel 2018. Questo perchè fa fede la DICHIARAZIONE IMU che è presentabile entro il 30 giugno dell’anno successivo. In altre parole: la possibilità di presentare la DICHIARAZIONE IMU del 2012 entro il 30 giugno 2013 tiene aperti i termini affinchè il Comune possa validamente notificare l’avviso di accertamento il 27/12/2018 (invito al contradditorio datato maggio 2018). Io purtroppo dovrò pagare, anche se in un primo momento ero certo che il Comune non avesse ragione e che i termini fossero decaduti….

      2. “La giurisprudenza maggioritaria ha stabilito che ai fini del rispetto del termine di decadenza/prescrizione bisogna fare riferimento alla data di spedizione dell’avviso di accertamento e non alla data di ricezione da parte del contribuente.”
        …..qundi deve pagare?

  7. Buongiorno, vi sottopongo il seguente caso. Ho ricevuto tramite r.r avviso di accertamento per Imu non pagata del 2013, tale raccomandata mi e’ stata recapitata a Dicembre 2018. L’IMU però era stata pagata a dicembre 2013 ma con un CODICE FISCALE diverso dal mio.
    Ho scritto quindi al comune, ma loro mi hanno risposto che devo cmq pagare la quota dovuta intestata a me. Ho pagato tutto l’importo, ma quando pochi giorni fa la persona che aveva pagato l’IMU a dicembre 2013 ha chiesto come poteva essere rimborsato gli è stato risposto che sono scaduti i termini per chiedere il rimborso.
    Il comune si è comportato correttamente? C’è modo per essere rimborsati?

    Grazie per l’eventuale risposta.

    1. Buongiorno Michele. Nel caso in cui l’Imu sia stata versata in eccesso è la legge stessa garantire la possibilità di chiederne il rimborso. Allo stesso modo, è possibile chiedere il rimborso dell’Imu anche nei casi in cui sia stato versato un importo non dovuto, oppure il versamento sia stato effettuato nei confronti di un Comune diverso da quello al quale le somme dovevano essere versate o, ancora, nel caso di versamento con erronea indicazione del codice tributo. Il rimborso può essere chiesto entro 5 anni a far data dal giorno del versamento o dal giorno in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Richiedere il rimborso di quanto versato in eccesso è semplice. Infatti è sufficiente utilizzare il modello predisposto dal Comune nelle cui casse è stata versata l’imposta, oppure inviare una richiesta nella quale devono essere indicati i seguenti elementi: annualità per la/le quale/i viene richiesto rimborso; generalità del richiedente (cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale, telefono, eventuale e-mail); imposta effettivamente dovuta; imposta erroneamente versata (con allegazione di copia dei versamenti eseguiti); differenza richiesta a rimborso; motivazioni alla base della richiesta di rimborso.

      1. Grazie mille per la risposta. Quindi, per la richiesta di rimborso da parte di mia moglie, visto che i 5 anni sono passati dal pagamento dell’imposta, in base al principio “dal giorno in cui è stato accertato il diritto alla restituzione” fa fede da data in cui il comune ha accertato il mancato pagamento da parte mia e quindi mia moglie può chiedere il rimborso nonostante il comune dica che sono passati i termini? Grazie ancora

  8. Perdonate l’intromissione, sono appena uscito fuori in “autotutela”, con relativo annullamento della pretesa, da una richiesta IMU 2013 da parte del Comune di Cosenza.
    Sono stati evidenziati due punti, definizione di abitazione principale di cui alla legge della stessa pretesa e la prescrizione della stessa. Naturalmente è stata presa in considerazione solo il primo punto poiché in difetto. Tutti noi sappiamo che l’autotutela verte verso l’amministrazione e non verso l’utente. Volevo solo far presente che essendo la notifica un atto giuridico con cui si porta a conoscenza di un soggetto un determinato documento, in base all’art. 1 comma 161 della legge 296/2006, la pretesa è prescritta in quanto la notifica è stata fatta il 09/01/2019.
    Prendo coscienza dell’atto e di tutti i diritti/doveri che ne scaturiscono solo dopo averlo materialmente in mano e non quando consegnato all’ente designato alla consegna.
    “la prova del perfezionamento del procedimento di notificazione e della relativa data è assolta mediante la produzione dell’avviso di ricevimento” (cass.15795/2016)
    Anche se la c.d. postalizzazione viaggia su due binari differenti tra notificante e notificato, la richiesta è pervenuta dopo il 31 dicembre del quinto anno, quindi prescritta. Non decade il diritto alla pretesa, notificante ok, ma risulta prescritta quando la richiesta è giunta al notificato.

  9. Buongiorno,

    Sono pensionato e residente estero da oltre 15 anni ancora prima di andare in pensione, mi e’ stata recapitata notifica per IMU 2014 dal comune dove ho una prima casa e sono iscritto all’AIRE.
    Apparentemente e’ uscita nel 2015 una nuova legge che, riscuotendo pensione dall’INPS, la casa in Italia non e’ piu considerata prima casa.
    Anche mio figlio di 20 anni e’ Italiano, studente e residente all’estero, se dono la casa a mio figlio, rientrerebbe come prima casa e quindi esente da IMU?
    Grazie

    1. Buongiorno Salvatore, ti consigliamo di leggere i nostri articoli:
      -Ivie: imposta sugli immobili all’estero https://www.laleggepertutti.it/280216_ivie-imposta-sugli-immobili-allestero
      -Donazione casa ai figli: come funziona, quanto costa https://www.laleggepertutti.it/250127_donazione-casa-ai-figli-come-funziona-quanto-costa
      -Donazione casa: quali tasse si pagano? https://www.laleggepertutti.it/245328_donazione-casa-quali-tasse-si-pagano
      -Donazione della prima casa per non perdere i benefici fiscali https://www.laleggepertutti.it/239324_donazione-della-prima-casa-per-non-perdere-i-benefici-fiscali

  10. Sono pensionata residente all’estero ed iscritta all’AIRE, ho ricevuto un accertamento IMU 2014 a giugno 2019. Il comune mi dice che nel 2014 la legge non considerava prima casa una proprietà dove il residente all’estero non abitava. Tale legge e entrata in vigore solo dal 2015. È corretto? È possibile contestare il pagamento in questo caso?

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