Diritto e Fisco | Editoriale

Tassi usurari: incidono le polizze facoltative?

11 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2018



Quando un tasso praticato per un contratto di finanziamento può considerarsi usurario: le istruzioni emanate dalla Banca di Italia.

Nell’anno 2006 hai stipulato un contratto di finanziamento (comprensivo di una polizza assicurativa facoltativa) e, dopo aver fatto un po’ di calcoli, ti sei reso conto che la cifra che stai restituendo è di gran lunga superiore a quella che hai avuto in prestito? Ti chiedi, allora, se è legittimo pagare tutti questi interessi e, in particolare, se il tasso praticato dalla banca è usurario? Iniziamo con il chiarire che il tasso di usura è quello (limite) oltre il quale il prestito si definisce (appunto) usurario: a tal fine, la banca d’Italia stabilisce trimestralmente i tassi d’interesse massimi che possono essere applicati, per un prestito o per un finanziamento, superati i quali subentra il reato di usura.  Tecnicamente, il tasso di interesse applicato non può essere superiore al 25% del tasso effettivo globale medio registrato nel trimestre precedente a cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali (la differenza tra il limite e il tasso medio non può superare gli 8 punti percentuali). L’usura, oltre ad avere conseguenze di non poco conto sulla validità o meno del contratto stipulato (che può essere dichiarato nullo con diritto alla restituzione delle somme versate a titolo di interessi), è un vero e proprio illecito perguibile penalmente. Ma come si calcola il superamento del tasso usurario? Quali sono le voci indicate in un contratto di finanziamento da considerare ai fini del superamento della soglia? Un contratto di finanziamento è comprensivo di diversi voci: la somma di denaro avuto (o dato) in prestito, le spese, le assicurazioni, le commissioni, le remunerazioni e così via. La domanda, quindi, è: cosa incide sul tasso di usura? Solo la somma di denaro data in prestito oppure si deve tenere conto di tutte le ulteriori voci? In particolare, sui tassi usurari incidono le polizze facoltative? Andiamo con ordine e cerchiamo di rispondere.

Cos’è il tasso usurario?

Quando una banca (o altro istituto di credito) ti eroga un prestito non lo fa gratuitamente ma in cambio di un suo corrispettivo costituito dagli interessi: per fare un esempio solo simbolico, se la banca ti presta 1000 euro lo fa perché sa che tu dovrai restituirle 100 euro in più a titolo di interesse (e, dunque, 1100 euro). La legge consente alle banche di effettuare dei prestiti in cambio di interessi ma pretende che l’ammontare degli interessi segua delle regole ben precise per cui fissa un limite superato il quale il tasso di interesse è considerato usurario. Il calcolo del tasso usurario parte da un valore (definito tasso effettivo globale medio rilevato ogni tre mesi dal ministero dell’economia e delle finanze) calcolato sugli interessi praticati dalle banche (e dagli intermediari finanziari) nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura. Il tasso di interesse applicato avrà superato la soglia dell’usura quando supererà il tasso medio (pubblicato nella gazzetta ufficiale) aumentato di un quarto a cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. Sarà altrettanto usurario il tasso di interesse che, pur non superando il valore appena indicato, risulti sproporzionato rispetto alla prestazione di denaro (o di altra utilità) ricevuta, quando chi ha chiesto il prestito (promettendo di restituirlo a quegli interessi) si trovava in condizioni di difficoltà economica o finanziaria. Ma il tasso effettivo globale medio cosa comprende?

Il reato di usura ed il tasso effettivo globale medio

Se un soggetto si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, interessi o altri vantaggi usurari ,quali corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, commette il delitto di usura [1]. Abbiamo già che detto che è la legge che stabilisce sia il limite oltre il quale i tassi sono usurari, sia il criterio di calcolo di tale tasso. Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. Questo è quanto previsto dal nostro codice penale secondo il quale se il tasso usurario viene praticato da chi (come la banca o l’intermediario finanziario)  ha agito nell’esercizio  di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare, le pene sono aumentate. Se è vero che il reato di usura è disciplinato dal nostro codice penale, è altrettanto vero che la norma è in bianco, cioè rinvia (per il completamento della disciplina) alle istruzioni emanate periodicamente da banca d’Italia. Questo ha creato non poche polemiche dottrinarie e confronti giurisprudenziali tesi a comprendere se fosse possibile (in un sistema come il nostro nel quale nessuno può essere punito per un fatto che non sia previsto espressamente dalla legge come reato) rimettere parte di una disciplina penale a istruzioni emanate da un istituto bancario. Ebbene, sì: è possibile. I valori dei tassi ususrari dipendono da quanto prevede la banca d’Italia nelle sue istruzioni trimestrali. In conclusione sui tassi ususrari incidono le polizze assicurative facoltative?

Tassi usurari: incidono le polizze facoltative?

Ritornando al nostro esempio, per verificare se il tasso praticato per il tuo contratto di finanziamento deve considerarsi usurario, devi tenere conto delle istruzioni della banca di Italia vigenti all’epoca in cui hai sottoscritto il contratto (ovvero il 2006) [2]: in particolare, le istruzioni emanate nel 2006 saranno applicate a tutti i contratti di finanziamento stipulati antecedentemente all’1 gennaio 2010 [3]. Secondo queste istruzioni il costo delle polizze assicurative deve essere incluso nel Teg (tasso effettivo globale) quando è inteso ad assicurare il rimborso parziale o totale del credito. Successivamente, le istruzioni del 2009 (che si applicano ai contratti stipulati dal gennaio 2010 in poi) hanno previsto che il costo della polizza assicurativa sia considerata ai fini del calcolo del tasso usurario solo se si tratta di polizze imposte dal creditore (e, quindi, obbligatorie) ed intese ad assicurare al medesimo il rimborso, totale o parziale, del credito. Se la polizza, quindi, è stipulata contestualmente al contratto di finanziamento, ha pari durata e prevede un indennizzo parametrato al debito residuo, si presume che sia obbligatoria e tale da incidere sul tasso usurario.

Se, invece, l’intermediario dimostra che l’assicurazione ha natura facoltativa, di avere offerto ad altri clienti lo stesso credito a condizioni simili (a quelle di cui si discute) anche senza la stipula della polizza, di aver concesso al debitore il diritto di recesso dalla polizza (senza costi e riflessi sul costo del debito per tutta la durata del credito), la polizza non inciderà sul tasso.

note

 [1] Art. 644 cod. pen.

[2] decisione collegio di coordinamento dell’Abf del 26.07.2018

[3] Gazz. Uff. n. 74 del 29.05.2006

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