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Mancata assunzione per carichi pendenti

26 Settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Settembre 2018



Cos’è il certificato carichi pendenti? Qual è la differenza con il certificato penale? Il datore può rifiutare di assumere perché ci sono procedimenti penali in corso?

Chi è in cerca di lavoro sa quante e quali prove bisogna sostenere prima di essere assunti: i concorsi pubblici prevedono, oltre alla prova preselettiva, almeno un paio di prove scritte e una orale. Non va tanto meglio nell’impiego privato, visto che i colloqui si svolgono con modalità sempre diverse e a volte bizzarre. Essere assunti implica affrontare un lungo percorso, arduo da sostenere, a volte incomprensibile, almeno stando alle tante richieste che in fase di selezione vengono avanzate. Tra le svariate prove da superare e le competenze da dimostrare, può sembrare strano che il datore chieda anche il certificato dei carichi pendenti, cioè il documento che attesti se vi siano o meno procedimenti penali in corso. Così, se un anno fa hai alzato un po’ il gomito e sei stato scoperto dalla polizia mentre era al volante con un tasso alcolemico sopra soglia, è possibile che tu sia imputato per il reato di guida in stato di ebbrezza e che ora, dinanzi al tuo probabile futuro datore, tu debba comunicare ciò. Ma perché? È giusto che l’assunzione dipenda anche dai procedimenti penali in corso? Non era valido il principio secondo cui si è innocenti fino a sentenza definitiva? Se questo argomento ti interessa, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme cosa fare in caso di mancata assunzione per carichi pendenti.

Carichi pendenti: cosa sono?

Prima si soffermarci sulla mancata assunzione per carichi pendenti, devo necessariamente spiegarti cosa sono i carichi pendenti. Per carichi pendenti si intendono i procedimenti penali in atto. In pratica, Il certificato dei carichi pendenti consente la conoscenza di procedimenti penali in corso a carico di un determinato soggetto. Non sono riportati i procedimenti definiti con sentenza irrevocabile, né quelli ancora nella fase delle indagini preliminari, ma solo i procedimenti per i quali sia stata esercitata l’azione penale e non sia intervenuta sentenza irrevocabile.

Certificato carichi pendenti: dove chiederlo?

Il certificato dei carichi pendenti è rilasciato dall’ufficio del casellario giudiziale (normalmente istituito presso la Procura della Repubblica) presso il Tribunale che ha giurisdizione sul luogo di residenza dell’interessato e riporta i procedimenti pendenti presso detto ufficio nonché quelli in corso presso le procure distrettuali antimafia. Non sussistono comunque divieti al rilascio da parte di una Procura diversa da quella di residenza, in tal caso il certificato riporterà i soli procedimenti pendenti presso il relativo Tribunale.

Autocertificazione carichi pendenti: come funziona?

A partire dal 2012, il certificato carichi pendenti rilasciato all’interessato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai gestori di pubblici servizi. La disposizione è stata adottata per favorire l’autocertificazione, cioè la dichiarazione con cui il soggetto direttamente interessato attesta, sotto la propria responsabilità, di non avere procedimenti penali in corso.

In buona sostanza, se partecipi a qualche concorso pubblico, non occorrerà che tu vada in procura a chiedere il rilascio del tuo certificato carichi pendenti: è sufficiente un’autocertificazione dove assicuri che non sei imputato in alcun procedimento. Così facendo, eviterai code agli sportelli con conseguente snellimento della procedura. Di norma, anche i datori di lavoro privati chiedono una semplice autocertificazione.

L’autocertificazione carichi pendenti per assunzione non è altro che una dichiarazione sostitutiva di certificazione [1] con la quale si dichiara, sotto la propria responsabilità penale, che ciò che si attesta corrisponde la vero. In pratica, la tua dichiarazione sostituisce in tutto e per tutto il certificato che, altrimenti, la pubblica amministrazione (nel nostro caso, la procura o l’ufficio del casellario giudiziale) dovrebbe rilasciarti. Resta ferma la possibilità per il datore di lavoro di verificare la veridicità dei dati da te riportati.

Carichi pendenti: possono giustificare una mancata assunzione?

La presenza di carichi pendenti giustifica la mancata assunzione? Secondo i giudici della Corte di Cassazione, no. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta da parte del datore di lavoro di esibire il certificato dei carichi pendenti è illegittima, a meno che tale requisito non sia previsto come imprescindibile all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro [2].

La questione affrontata dalla Corte nasceva dalla cattiva interpretazione fatta dal datore di lavoro in merito alla necessità che il candidato esibisse il suo certificato penale; quest’ultimo, però, è ben diverso dal certificato dei carichi pendenti, in quanto non riporta i procedimenti in corso per i quali si è imputati, ma le condanne definitive. Due cose completamente distinte, anche alla luce del fatto che la Costituzione italiana afferma chiaramente la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva di condanna [3].

Mancata assunzione per carichi pendenti: cosa fare?

Se anche a te è capitata una mancata assunzione per carichi pendenti, sappi che puoi fare ricorso al giudice del lavoro per ottenere giustizia, a meno che il certificato dei carichi pendenti non fosse previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl).

Quando sostieni un colloquio o invii la tua candidatura, tieni bene a mente la differenza tra carichi pendenti e certificato penale: quest’ultimo è molto probabile che ti sia richiesto (addirittura la legge obbliga alcuni datori in determinati settori a pretendere tale certificato, pena l’applicazione di severe sanzioni pecuniarie), mentre i carichi pendenti sono, di norma, ininfluenti ai fini di un’assunzione.

Ricorda, però, di controllare per bene il Ccnl, in quanto, per determinati settori, è possibile che sia richiesto anche il certificato carichi pendenti: in questa ipotesi, non potresti sottrarti dall’esibirlo, a meno che tu non voglia rinunciare alla candidatura.

note

[1] Art. 46, D.P.R. n. 445 del 28.12.2000.

[2] Cass., sent. n. 19012/2018.

[3] Art. 27 Cost.

Autore immagine: Unsplash.com


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