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Abbandono del posto di lavoro per malore

26 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 settembre 2018



L’allontanamento per malore non giustifica il licenziamento

Stai lavorando ed improvvisamente inizi a sentirti male. Ritieni opportuno andare dal medico o al pronto soccorso per ricevere cure immediate, ma non sai se ti puoi allontanare dall’azienda senza rischiare sanzioni disciplinari. Hai letto che l’abbandono del posto di lavoro può portare al licenziamento, ma non ti è chiaro in quali casi ciò si verifichi. Un licenziamento perché sei corso al pronto soccorso lasciando improvvisamente l’azienda sarebbe legittimo? Cosa puoi fare se stai male, per tutelare la tua salute e il tuo impiego? Vediamo allora cosa comporta l’abbandono del posto di lavoro per malore e quali accortezze devi avere per non essere licenziabile.

Gli obblighi del lavoratore: quando l’allontanamento determina il licenziamento 

Il lavoratore è obbligato a rispettare l’orario di lavoro assegnato e dunque a rimanere presso la sede dell’azienda o nel luogo in cui deve svolgere le proprie mansioni fino alla fine del proprio turno.

Se il lavoratore abbandona il luogo di lavoro, quindi, viola uno degli obblighi che il contratto di lavoro e la legge gli impongono e dunque commette un illecito disciplinare che, se non adeguatamente giustificato, può comportare l’applicazione da parte del datore della sanzione disciplinare del licenziamento.

Si pensi ai casi più gravi di abbandono del posto di lavoro che abbia determinato un problema nella catena organizzativa e produttiva del datore di lavoro, oppure il caso di più episodi di allontanamento ingiustificato in cui il lavoratore spesso abbandona il posto di lavoro per andare a fare la spesa o commissioni personali [1], oppure per fare una semplice passeggiata o bere qualcosa al bar.

In queste ipotesi l’abbandono del servizio costituisce giusta causa di licenziamento, in quanto il comportamento del lavoratore lede irreparabilmente il rapporto di fiducia che lo lega all’azienda.

Sulla base di questi ragionamenti, la giurisprudenza ha considerato legittimo il licenziamento in tronco del lavoratore straniero che abbandona il posto di lavoro per recarsi nel paese di origine senza aver avvisato il datore e senza aver fornito giustificazioni valide al suo comportamento [2], della guardia giurata che si allontana dal luogo che deve sorvegliare, ad esempio per andare ad acquistare il giornale [3], o ancora il licenziamento del lavoratore che abbandona il posto di lavoro affermando di essere malato e che, al momento di fornire le proprie giustificazioni, invia all’azienda delle certificazioni mediche false o contraffatte [4].

L’abbandono del servizio per improvviso malore

Se un dipendente non si sente bene può invece legittimamente allontanarsi del luogo di lavoro anche senza aver sentito il capo; è sufficiente che abbia comunicato il proprio allontanamento ai colleghi.

È considerato, infatti, illegittimo il licenziamento di un prestatore di lavoro che si allontana dal proprio posto di lavoro, per motivi di salute e con prolungamento dell’assenza anche nei giorni successivi, ma avverte con immediata comunicazione e in totale buona fede solamente i colleghi [5].

In caso di malore, infatti, la tutela della salute del lavoratore prevale sulle esigenze aziendali. Di conseguenza, il dipendente che durante il servizio si senta male, può legittimamente lasciare il posto di lavoro per andare dal proprio medico, oppure al pronto soccorso.

Non è necessario che il dipendente avvisi il datore circa la propria assenza, è sufficiente che lo comunichi ad un collega.

In ogni caso l’assenza potrà poi essere ben giustificata producendo il certificato del medico curante o il verbale di pronto soccorso che attestano la visita o il ricovero effettuati.

È bene comunque tenere presenti le previsioni dettate in materia dal regolamento aziendale o, in caso di pubblico dipendente, dalle circolari o comunicazioni interne: l’azienda (o l’ente) datrice di lavoro, infatti, per far fronte a ripetute sospette assenze per malore, può inserire nel regolamento aziendale o imporre con circolari interne specifiche prescrizioni di comportamento in caso di improvviso malessere. Ad esempio il datore può stabilire che il dipendente, in caso di malore, possa abbandonare il servizio solo in presenza di un famigliare o altra persona di fiducia che lo venga a prendere e lo accompagni in ospedale o dal medico.

note

[1] Cass. sent. 21203/2013 del 17.09.2013.

[2] Cass. sent. 22869/2013 del 08.10.2013.

[3] Cass. sent. 15441/2016 del 26.07.2016.

[4] Cass. sent. 3129/2015 del 17.02.2015.

[5] Cass. sent. 21215/2010

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