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I beni della comunione legale dei coniugi possono essere divisi?

28 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Ottobre 2018



Come dividere i beni tra marito e moglie in caso di comunione legale.

Quando una coppia decide di unirsi in matrimonio deve anche scegliere come gestire i propri beni presenti e futuri e se optare per il regime di comunione o di separazione patrimoniale. La legge prevede in via generale il regime di comunione legale e in via eccezionale quello di separazione, con la conseguenza che, se i coniugi non esprimono la diversa scelta della separazione dei beni, verrà automaticamente applicato il regime di comunione.

Ma cosa comporta la comunione legale? Se i coniugi vogliono la comunione ma poi ci ripensano, possono dividere i beni?

Matrimonio: regime di comunione dei beni

Se i coniugi non optano per la separazione dei beni, il regime automaticamente applicato per legge è quella della comunione (definita appunto “legale”). Tale regime comporta che tutti i beni acquistati in costanza di matrimonio sono di entrambi i coniugi (comproprietari al 50%).

Più precisamente, entrano nella comunione legale:

  • gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
  • i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
  • i proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;
  • le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio. Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

I beni rientranti nella comunione legale sono gestiti da entrambi i coniugi, anche disgiuntamente.  Per gli atti di straordinaria amministrazione, per la stipula dei contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento e per la rappresentanza in giudizio per le relative azioni occorre la gestione congiunta dei coniugi.

Matrimonio: beni che non rientrano nella comunione

Restano invece fuori dalla comunione e rimangono di proprietà dei singoli coniugi anche dopo il matrimonio, i beni personali, cioè:

  • i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
  • i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell’atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
  • i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
  • i beni che servono all’esercizio della professione [del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
  • i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto.

L’acquisto di beni immobili, o di beni mobili, effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, quando tale esclusione risulti dall’atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l’altro coniuge.

Coniugi: quando si scioglie la comunione dei beni?

La comunione legale si può sciogliere in uno dei seguenti casi:

  • dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi,
  • annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio,
  • separazione personale: in tal caso lo scioglimento avviene nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, o alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione.
  • separazione giudiziale dei beni
  • mutamento convenzionale del regime patrimoniale
  • fallimento di uno dei coniugi

Divisione convenzionale dei beni in comunione legale

La divisione dei beni rientranti nella comunione legale dei coniugi è possibile solo se la comunione viene sciolta e, dunque, se ricorre uno dei casi sopra elencati.

I coniugi, oltre ai casi di separazione e divorzio, possono decidere liberamente di cambiare il regime patrimoniale pur restando uniti nel vincolo matrimoniale e passare alla separazione dei beni. Per porre in essere questa operazione occorre tuttavia un atto pubblico stipulato dal notaio alla presenza e con il consenso di entrambi i coniugi. Se uno dei due si rifiuta di sciogliere la comunione dei beni, non è possibile dividerli convenzionalmente.

Il mutamento del regime patrimoniale non produce effetti retroattivi: ciò vuol dire che tutti i beni acquistati in costanza di matrimonio restano di comproprietà dei coniugi fino a quando non è intervenuto il cambiamento di regime.

Divisione giudiziale dei beni in comunione legale

La legge prevede alcuni casi particolari in cui uno dei coniugi può chiedere al giudice di dividere i beni della comunione legale.

Ciò può avvenire quando uno dei coniugi:

  • è interdetto o inabilitato
  • amministra i beni in modo sbagliato
  • a causa del disordine dei propri affari o della condotta tenuta nell’amministrazione dei beni, mette in pericolo gli interessi dell’altro o della comunione o della famiglia,
  • non contribuisce ai bisogni della famiglia  in misura proporzionale alle proprie sostanze e capacità di lavoro.

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