Diritto e Fisco | Articoli

Cartella multe stradali, prescrizione

28 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 settembre 2018



Cartella per multa stradale: termini di notifica del verbale, di decadenza della riscossione e di prescrizione del credito.

Transito in zone a traffico limitato, superamento del limite di velocità, divieti di sosta, occupazione di corsie riservate ecc. Violare il codice della strada può costare molto caro, soprattutto se la multa non viene pagata nei termini e la riscossione della sanzione, con interessi e maggiorazioni, viene affidata all’Agenzia delle Entrate Riscossione o ad un concessionario privato. Questi possono, infatti, procedere con l’apposizione del fermo amministrativo sull’auto del debitore e/o con procedure esecutive a suo carico.

La cartella per multa stradale può giungere all’automobilista anche dopo diversi anni e viene spontaneo chiedersi se questa sia prescritta. Vediamo allora quali sono i termini di notifica delle multe, delle cartelle e degli atti successivi (intimazioni di pagamento, preavvisi di fermo amministrativo, pignoramenti ecc.).

Termini notifica multa

Il termine di prescrizione della multa per violazione del codice della strada non va confuso con il termine di notifica del verbale.

Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata dall’agente accertatore (per esempio in caso di superamento del limite di velocità), al trasgressore deve essere notificato il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

Il verbale deve essere notificato entro novanta giorni dall’accertamento (o 360 giorni per i residenti all’estero), presso l’indirizzo dell’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, al coobbligato in solido, risultante dai pubblici registri alla data dell’accertamento.

Se l’effettivo trasgressore (o altro soggetto obbligato) viene identificato successivamente alla violazione, i 90 giorni per la notifica del verbale decorrono dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati, o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione.

Prescrizione verbale multa

Se decorrono cinque anni dalla data della violazione senza che nessun verbale venga mai notificato al debitore, la multa si estingue automaticamente per prescrizione.

Una volta notificato il verbale al trasgressore, decorre il termine di cinque anni entro i quali il Comune o la Prefettura (in base alla competenza) possono riscuotere la sanzione.

Un nuovo atto di richiesta di pagamento della multa entro i cinque anni fa nuovamente decorrere il termine di prescrizione.

Un sollecito di pagamento o un’ingiunzione notificata oltre i cinque anni è illegittima in quanto il credito è estinto per prescrizione.

Dopo quanto tempo può arrivare la cartella per multa?

Come accennato, il Comune può affidare il recupero delle multe stradali ad un agente della riscossione. In questo caso, devono però essere rispettati determinati termini di decadenza, decorsi i quali la cartella è illegittima.

L’agente della riscossione deve notificare la cartella esattoriale entro due anni dalla data in cui il Comune ha consegnato il ruolo con la multa. Una volta decorsi due anni, opera la decadenza dalla possibilità di riscuotere la multa e quindi di notificare la relativa cartella.

Ciò non significa, però, che la multa si estingue e non è più dovuta, ma semplicemente che essa non potrà essere oggetto di un procedimento di riscossione coattiva.

Difatti, se la multa non è ancora prescritta (perché non sono decorsi 5 anni), il Comune può comunque richiederla al debitore attraverso un’azione di recupero crediti tradizionale e cioè rivolgendosi al giudice (e non più all’agente di riscossione).

Prescrizione cartella multa

Una volta notificata la cartella esattoriale per multa, il contribuente ha sessanta giorni per effettuare il pagamento. Decorso tale termine, l’agente della riscossione può procedere coattivamente con azioni esecutive (pignoramenti) e misure cautelari (fermo amministrativo del veicolo).

Anche dopo la notifica della cartella, il termine di prescrizione resta quinquennale. Se, dunque, la cartella per multa del 2012 viene notificata nel 2013, il termine di prescrizione matura il 1 gennaio 2019.

Se al contribuente non viene notificato alcun atto interruttivo della prescrizione, il credito dopo cinque anni si estingue. L’atto di riscossione successivo (per esempio intimazione di pagamento) che viene notificato oltre il termine di cinque anni dalla data della notifica della cartella, è quindi illegittimo e deve essere contestato al fine di far dichiarare anche la nullità della cartella e l’estinzione del credito.

Distinzione tra prescrizione e decadenza multa

Sintetizzando quanto appena descritto, emerge la differenza tra termine di prescrizione e di decadenza della cartella.

La prescrizione riguarda il diritto di credito e opera quando, dopo un certo periodo di tempo, il creditore non ha notificato alcun atto interruttivo al debitore; ne consegue l’impossibilità di pretendere il pagamento né con riscossione né tramite azione giudiziale.

La decadenza riguarda l’azione: il creditore decade dall’azione di riscossione se entro determinati termini non notifica alcun atto (avvisi e cartelle). La decadenza, a differenza della prescrizione, non comporta l‘estinzione del diritto ma l’estinzione dell’azione. Difatti se l’agente decade dalla riscossione ma il credito non è ancora prescritto, questo può comunque essere preteso in via giudiziaria.

Se la cartella esattoriale viene notificata all’automobilista:

dopo cinque anni dalla violazione del codice della strada, senza che prima siano stati notificati altri atti interruttivi della prescrizione, la multa è prescritta e la cartella è nulla perché ha ad oggetto un credito estinto;

dopo due anni dalla consegna del ruolo all’agente della riscossione, la cartella è nulla ma, se non sono ancora decorsi 5 anni dalla violazione o se comunque la multa non è ancora prescritta, la somma è dovuta.

Cartella multa: come annullarla

La cartella che ha ad oggetto un debito prescritto è illegittima e deve essere annullata. Gli strumenti di difesa variano, tuttavia, a seconda che il vizio di prescrizione sia anteriore o successivo alla notifica.

Cartella multa: prescrizione anteriore alla notifica

La cartella esattoriale può nascere già “viziata”, quando ha ad oggetto una multa già prescritta (perché sono decorsi 5 anni dalla notifica del verbale) o quando non è stata preceduta dal verbale. In tale ipotesi, il contribuente ha due strade per far annullare la cartella:

  • impugnare la cartella con ricorso dinanzi al Giudice di Pace competente per territorio, entro 30  giorni dalla notifica: nei casi di opposizione all’esecuzione/agli atti esecutivi è competente il giudice di pace del  luogo di residenza del debitore; nel caso di opposizione alla cartella per omessa o illegittima notifica dei verbali, il giudice territorialmente competente è quello del luogo in cui è stata commessa l’infrazione;
  • presentare istanza di sospensione della riscossione motivando la richiesta con il vizio di prescrizione anteriore alla notifica. L’istanza di sospensione, tuttavia, non interrompe i termini di decadenza per il ricorso (30 giorni).

Cartella multa: prescrizione successiva alla notifica

Diverso è il caso in cui la cartella sia originariamente dovuta, perché notificata entro i termini di decadenza e di prescrizione, ma si prescriva successivamente alla notifica. In tale ipotesi, il contribuente ha un unico strumento di tutela: l’impugnazione dell’eventuale atto successivo notificato dall’agente della riscossione.

Non è possibile, infatti, contestare direttamente la cartella prescritta successivamente alla notifica; è ammessa solo l’impugnazione dell’atto successivo, contestando indirettamente la cartella sulla quale si basa (per esempio, intimazione di pagamento).

Supponiamo che l’automobilista riceva nel 2010 una cartella per multa. Nei successivi cinque anni non riceve alcuna richiesta di pagamento e la multa si prescrive. Nel 2016, l’Agenzia delle Entrate Riscossione si “ricorda” di riscuotere il credito e notifica un’intimazione di pagamento o un preavviso di fermo amministrativo avente ad oggetto la cartella del 2010. In questa ipotesi, l’intimazione è illegittima è può essere impugnata entro 30 giorni dinanzi al Giudice di pace competente per ottenere l’annullamento tanto dell’intimazione quanto della cartella.

Impugnazione estratto di ruolo per multa

Se la cartella per multa non è mai stata notificata al contribuente e questi si accorge della sua esistenza, a seguito dell’accesso agli estratti di ruolo, può impugnare l’estratto al fine di far dichiarare l’estinzione per eventuale prescrizione.

Secondo la Cassazione [1], L’estratto di ruolo è unatto impugnabile per contestare le cartelle che non siano state mai ritualmente notificate al contribuente. Se questi ha invece regolarmente ricevuto le cartelle, l’impugnazione dell’estratto di ruolo non è possibile, in quanto egli deve ricorrere direttamente contro le cartelle (o altri atti della riscossione) entro i termini di legge (30 giorni nel caso delle multe).

Causa per multa prescritta

Se il contribuente impugna la cartella con ricorso al Giudice di pace, questi può

a) dichiarare l’inammissibilità dell’opposizione se è stata presentata oltre i termini di decadenza;

b) ordinare la convalida del provvedimento (cartella su verbale o ordinanza ingiunzione): quando il ricorrente o il suo difensore non si presentano senza alcun legittimo impedimento, salvo che l’illegittimità della cartella non risulti già dalla documentazione allegata o il creditore non depositi gli atti relativi all’accertamento e alla contestazione della multa.

c) in caso di regolare costituzione delle parti e di espletamento delle attività istruttorie, accogliere l’opposizione se non vi sono prove sufficienti della responsabilità del ricorrente e con la sentenza di accoglimento annullare in tutto o in parte la cartella o modificarla.

d) rigettare l’opposizione se viene accertata la legittimità della cartella (per esempio perché l’agente della riscossione dimostra la notifica di atti interruttivi della prescrizione).

note

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 19704/2015

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI