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Si può denunciare il partner che ruba al convivente?

27 Settembre 2018


Si può denunciare il partner che ruba al convivente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Settembre 2018



Si estende anche al convivente more uxorio la causa di non punibilità prevista dal Codice penale tra congiunti per i reati contro il patrimonio?

Da qualche tempo hai iniziato una relazione con una donna che hai conosciuto durante una vacanza. Lei, in serie difficoltà economiche, non aveva un alloggio dove stare, così ha accettato il tuo invito di vivere in casa tua in attesa di trovare un nuovo appartamento da affittare. Nel frattempo avete fortificato la vostra unione e siete diventati una famiglia di fatto, sicché avete deciso di convivere stabilmente. Nel tempo, però, ti sei accorto che lei prendeva soldi dal tuo portafogli e con la tua tessera del bancomat per darli alla madre, anch’essa in ristrettezze. Quando te ne sei accorto, tra di voi è nato un litigio. La ragazza ovviamente nega il tutto sostenendo di aver utilizzato il denaro per la famiglia e, comunque, di aver inteso i soldi come semplice prestito; tu invece la vuoi querelare per furto, appropriazione indebita e per averti truffato tutto questo tempo, giocando sui tuoi sentimenti. Puoi farlo? Si può denunciare il partner che ruba al convivente? La questione è stata analizzata numerose volte dalla Cassazione la quale, proprio di recente, è tornata sul problema con un’ennesima conferma del principio espresso in passato [1]. Vediamo cosa dice, in proposito, la legge e qual è l’interpretazione della norma data dai giudici.

La causa di non punibilità tra coniugi per i delitti contro il patrimonio

Furti, truffe, danneggiamenti, sottrazione di oggetti: tutti i delitti contro il patrimonio che non comportano violenza sulle persone (come la rapina e l’estorsione) non possono essere puniti tra persone sposate. A dirlo è il codice penale [2] che, così facendo, taglia ogni possibilità al marito o alla moglie di sporgere querela contro il coniuge per uno di questi reati. Sembra quasi assurdo, ma in famiglia è lecito rubare, così come è lecito truffare. Lo stesso vale anche per i figli, i genitori, i nonni e persino i fratelli a patto che siano conviventi. 

Questo discorso non riguarda solo i soldi che si trovano in cassaforte, in un libretto di deposito, nel portafogli o sul conto corrente bancario, ma anche per gli oggetti di casa come ad esempio un gioiello prezioso. Se invece uno dei due coniugi vende un oggetto che è nella comunione dei beni senza dire nulla e tenendosi per sé i soldi, il contratto resta valido ma l’altro può agire entro un anno per ottenere la metà del prezzo o la reintegra della comunione con un bene di pari valore.

Addirittura la Cassazione [3] ha detto che l’asportazione dei mobili, da parte del marito, prima ancora della separazione, non integra l’appropriazione indebita, perché il fatto è stato commesso in danno della moglie non ancora legalmente separata.

Diverso, ovviamente, è il discorso delle lesioni o della violenza, reati che non attengono al patrimonio e che, quindi, anche tra conviventi, vengono puniti.

Si può denunciare il convivente che ruba?

Poiché la norma del codice penale parla di coniugi, ci si è chiesto se la previsione possa essere estesa anche ai partner conviventi che formano una famiglia di fatto. È infatti cosa nota che sia il legislatore che la giurisprudenza sono approdati ormai a una sostanziale equiparazione delle due fattispecie per tutelare anche quelle coppie che decidono di non sposarsi ma di formare ugualmente una famiglia. Il problema, in questo caso, sorge per via del fatto che le norme penali non possono essere interpretate in via analogica, non possono cioè estendersi a un confine ulteriore rispetto a quello previsto dalla norma. È quindi possibile denunciare il convivente che ruba al partner? Premesso che in questo caso si parla più propriamente di «querela» e non di «denuncia» (quest’ultimo termine è riservato ai soli reati procedibili d’ufficio e tale non è né il furto, né la truffa), la risposta data dalla Cassazione è negativa. Si deve privilegiare un’interpretazione restrittiva dell’articolo del codice penale che parla solo di coniugi. Quindi, se un convivente sottrae dei beni all’altro o se ne appropria indebitamente può essere querelato. Non rileva che in questo modo si vanno a discriminare le coppie di conviventi more uxorio: secondo la Corte non vi è alcuna violazione della Costituzione e del principio di uguaglianza.

Si può denunciare il convivente di un’unione civile?

Discorso diverso vale per le coppie dell’unione civile, quelle cioè gay, per le quali l’equiparazione alle coppie sposate è totale e, quindi, godono del beneficio della non punibilità per i delitti contro il patrimonio.

note

[1] Cass. sent. n. 41675/2018.

[2] Art. 649 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 46153/2013.


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