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Domicilio sanitario: si può eleggerlo presso uno studio medico?

20 ottobre 2018


Domicilio sanitario: si può eleggerlo presso uno studio medico?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 ottobre 2018



È possibile eleggere domicilio sanitario (riconducibile a motivi di salute o assistenza) presso uno studio medico?

Il domicilio sanitario, tecnicamente conosciuto come iscrizione temporanea di soggetti non residenti negli elenchi Usl, è finalizzato a garantire l’assistenza sanitaria a chi, per determinati motivi, dimori temporaneamente (per un periodo minimo di tre mesi e massimo di un anno) in un luogo diverso dal Comune di residenza.

In particolare, la legge prevede che possono essere iscritti in appositi elenchi della USL le persone non residenti che si trovano in una delle seguenti situazioni:

1) lavoratori stagionali: rientrano nella predetta categoria quei lavoratori che si assentano dal comune di iscrizione anagrafica per determinate attività lavorative che si svolgono per una parte dell’anno (attività riferite in particolare all’industria turistica o alberghiera, alla cantieristica, ecc.) sempre che il periodo di attività sia di durata superiore a tre mesi;

2) insegnanti o professori con incarichi di durata superiore a tre mesi;

3) soggiornanti, per comprovati motivi di salute, certificati da un medico specialista della USL, in località climatiche per oltre tre mesi;

4) lavoratori distaccati, e loro familiari, con contratto di lavoro di durata superiore a tre mesi;

5) militari di carriera e loro familiari (militari in senso stretto, carabinieri, agenti di P.S., guardie di finanza) assegnati a prestare servizio, in via temporanea, in una località diversa da quella di residenza per oltre tre mesi;

6) dipendenti pubblici e privati inviati in missione in una località diversa da quella di residenza per oltre tre mesi e relativi familiari.

Ai fini dell’iscrizione occorre indicare la sussistenza di una delle condizioni sopra elencate, dando dimostrazione di dimorare (per ragioni di salute, studio, lavoro o servizio) presso un Comune diverso da quello di residenza.

La legge parla di “soggetti non residenti” e non richiede l’esistenza di una dimora abituale nel Comune in cui richiedere il domicilio sanitario. Evidentemente è sufficiente che l’interessato indichi un indirizzo di riferimento (può trattarsi di un hotel, un appartamento in affitto, un ufficio ecc.). Ciò che conta è che il domicilio sia idoneo a rivelare che non si tratti di una mera assenza temporanea ma che, per i motivi sopra indicati, si è costretti a dimorare in un Comune diverso da quello di residenza. Dunque, può essere sufficiente indicare l’indirizzo dello studio medico, purché si sia in grado di ricollegarlo con le motivazioni addotte al fine di ottenere il domicilio sanitario.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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