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Donazione all’estero: come evitare problemi col fisco

20 Ottobre 2018


Donazione all’estero: come evitare problemi col fisco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Ottobre 2018



Vorrei fare una donazione, di consistente entità, tramite bonifico bancario internazionale, a mio figlio residente in Australia con regolare permesso di soggiorno, visto sponsor e iscritto all’AIRE. Come devo fare per non avere problemi fiscali nè io in Italia nè lui in Australia e avere il minimo di tassazione?

A livello fiscale, se le somme sono di provenienza lecita, il lettore non dovrebbe avere particolari preoccupazioni, se non con riguardo all’eventuale registrazione dell’atto.

Ovviamente, il trasferimento di una cospicua somma all’estero metterà in allarme il funzionario dell’Agenzia delle Entrate che, così, inizierà le indagini per verificare da dove provengono quelle somme e a chi sono destinate.

Al fine di evitare spiacevoli situazioni, il lettore dovrà già da ora fare in modo di recuperare la documentazione occorrente a dimostrare che quelle somme inviate derivino da risparmi o da altre attività già dichiarate al fisco e per cui si è già provveduto al pagamento dei relativi oneri fiscali.

In questo modo, il giorno che il lettore sarà contattato dal Fisco per i chiarimenti del caso, sarà già nella condizione di dimostrare la natura liberale di quel bonifico.

Se il lettore vuole, ad ogni costo, evitare un interessamento del fisco (anche dal punto di vista della registrazione), una soluzione potrebbe essere quella di provvedere alla donazione attraversi piccoli bonifici periodici. In questo modo, l’esiguità della somma non desterà alcun sospetto e, quindi, eviterà l’insorgere di azioni di controllo.

Tuttavia, se il tempo a disposizione non è sufficiente, il lettore potrebbe optare per configurare il bonifico (e mascherare la donazione) come contratto di mutuo a titolo gratuito (quindi, senza interessi).

Come tale, il contratto richiede la registrazione in misura fissa solo se stipulato per iscritto. Viceversa, in presenza di un accordo verbale, il contratto di mutuo dovrà essere registrato solo in caso d’uso.

Ciò significa che se tra il lettore e fisco insorgeranno problemi e questi dovranno essere risolti, come extrema ratio, con l’intervento di un Giudice, il contratto dovrà essere registrato.

Finché, viceversa, la questione dovesse estraniarsi dalle aule di un Tribunale o di un ufficio della pubblica amministrazione, allora il contratto non necessiterà di registrazione.

A livello giuridico, invece, la donazione potrebbe essere impugnata da chiunque ne abbia interesse per mancanza della forma scritta, con atto pubblico.

Difatti, nei contratti di donazione è richiesta questa particolare forma scritta, dovendo il donante insieme al donatario recarsi presso il Notaio di fiducia.

A questa regola, si affianca un’eccezione, relativa ai casi di donazione di somme esigue, che non necessitano di tale forma.

Pertanto, occorre anche tenere in considerazione la presenza di eredi legittimi che potrebbero impugnare l’atto di donazione per difetto di forma, così ponendo nel nulla il bonifico effettuato. Tanto premesso, la soluzione migliore a parere dello scrivente ad oggi è quella di effettuare il bonifico, inserendo come causale: “mutuo a titolo gratuito”. In tale modo, non potrebbero contestare al lettore alcun difetto di forma, né di registrazione, a meno che tale “contratto” (disposizione di bonifico) venga utilizzato davanti alla pubblica amministrazione, o in un Tribunale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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