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Matrimonio e trasferimento del domicilio

26 Ott 2018


Matrimonio e trasferimento del domicilio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Ott 2018



Nel 2010 ho acquistato un immobile come prima casa su cui ho un mutuo ipotecario e dove tuttora ho la mia residenza e domicilio, usufruendo pertanto delle agevolazioni prima casa. Tra poco mi sposerò (regime di separazione dei beni) ed andrò a vivere presso l’abitazione della mia futura moglie di cui lei è proprietaria. Entrambi siamo residenti e viviamo abitualmente nella stessa città e le nostre abitazioni sono nel medesimo Comune. Devo spostare il mio domicilio presso quello della mia futura moglie? Se si,  perderò i benefici dell’acquisto prima casa? Nello specifico: 1) potrò ancora detrarre il mutuo?  2) Dovrò pagare l’Imu essendo poi una seconda casa? 3) Se fossi costretto a spostare il domicilio entro quanto andrebbe fatto?

La premessa essenziale per rispondere al quesito è la seguente: una volta sposato il lettore non avrà l’obbligo di trasferire il domicilio, in quanto la legge concede ai coniugi la libertà di avere residenze e domicili diversi. In ogni caso, l’eventuale trasferimento presso l’abitazione della futura moglie non comporterebbe la decadenza del bonus prima casa, dal momento che la prima casa non deve necessariamente essere anche l’abitazione principale dell’acquirente. La stessa Agenzia delle Entrate (Ris. 140/E 2008) ha avuto modo di precisare che l’acquisto agevolato è possibile anche nell’ipotesi in cui il beneficiario stabilisca la residenza in un altro immobile, purché quest’ultimo sia ubicato nello stesso comune dove si trova quello acquistato con l’agevolazione “prima casa”. Dato che l’immobile della moglie del lettore si trova nello stesso Comune, quest’ultimo potrebbe comunque mantenere le agevolazioni fiscali sull’acquisto senza dover rischiare una liquidazione delle maggiori imposte e sanzioni.

Diverso il discorso per la detrazione del mutuo e per l’esenzione Imu. In entrambi i casi, il presupposto essenziale dell’agevolazione è la qualificazione dell’immobile come abitazione principale, cioè quella in cui il contribuente e\o i suoi familiari dimorano abitualmente. La dimora abituale generalmente coincide con la residenza anagrafica; tuttavia il contribuente può attestare – mediante autocertificazione – che la sua dimora abituale è in un luogo diverso da quello risultante dai registri anagrafici.

Ovviamente non si possono avere più abitazioni principali nello stesso momento, per cui se il lettore dovesse trasferire la sua residenza presso l’immobile della futura moglie, non potrebbe più beneficiare delle agevolazioni mutuo e Imu. Con riguardo al mutuo, infatti, la legge prevede espressamente che, ai fini della detrazione, l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 1 anno dall’acquisto. Questa condizione deve permanere per tutto il periodo d’imposta per il quale si chiedono le detrazioni.

Con riguardo all’Imu, la legge detta una disposizione specifica per i coniugi che abbiano dimora abituale o residenza in immobili diversi: “Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”.

Dunque, se il lettore trasferisce (non il semplice domicilio) ma la residenza o la dimora abituale presso la casa della futura moglie, facendola diventare la sua nuova abitazione principale, perderà la possibilità di detrarre il mutuo, a partire dal periodo di imposta in cui avviene il trasferimento.

In ogni caso, uno dei coniugi dovrà perdere l’esenzione Imu, dato che avere residenze/dimore abituali diverse non consente ai coniugi di beneficiare dell’agevolazione fiscale destinata una sola volta al nucleo familiare in sé considerato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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