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Permessi per visite mediche e cure

27 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 settembre 2018



Permessi per i lavoratori che devono sottoporsi a controlli sanitari, esami e terapie: quando sono concessi, in quali casi sono retribuiti, chi può richiederli.

Sei un lavoratore dipendente e devi fare delle analisi, delle visite o sottoporti a un ciclo di cure? Forse non sai che ci sono dei permessi specifici per i lavoratori che devono sottoporsi a controlli, esami e terapie: in alcuni casi i permessi sono retribuiti. Il diritto all’assenza retribuita dipende dal contratto collettivo applicato, dalla categoria di appartenenza del lavoratore (ad esempio se rientra tra i disabili beneficiari della Legge 104) e dalla motivazione specifica dell’assenza (visita medica, analisi, cure…). Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sui permessi per visite mediche e cure: in quali casi sono concessi, quando sono indennizzati, chi ne ha diritto.

Permesso per terapie, analisi e visite in day hospital

Se devi assentarti dal lavoro per sottoporti ad una terapia ambulatoriale, o ad analisi e visite in regime di day hospital hai il diritto di richiedere un permesso retribuito: l’assenza, in particolare, è pagata in misura pari all’indennità di malattia.

Nel dettaglio, come confermato dall’Inps [1], le assenze per visite mediche, cure ed esami sono assimilate alle assenze per malattia se sono verificate le seguenti condizioni:

  • il dipendente resta nel luogo di cura per tutto l’arco della giornata lavorativa;
  • il tempo impiegato per rientrare dal luogo di cura non permette al dipendente di tornare al lavoro entro la fine della giornata lavorativa;
  • per il medico curante le cure e gli esami ai quali si sottopone il dipendente non sono compatibili con l’attività lavorativa svolta.

L’assenza per tutta la giornata può essere verificata anche quando visite, esami e terapie terminano a metà della giornata, ma il luogo in cui sono effettuati è troppo lontano, tanto da non permettere al dipendente di rientrare in sede prima dello scadere dell’orario lavorativo.

Come si giustifica il permesso per terapie, analisi e visite in day hospital?

Per giustificare l’assenza per terapie, analisi e visite in day hospital è necessario presentare l’apposita documentazione; spetta alla struttura o al centro medico nel quale è stata effettuata la terapia, quindi, trasmettere telematicamente all’Inps la certificazione relativa.

Permesso per cicli di cura

Se hai una patologia particolare, per la quale devi sottoporti a cicli di cura ricorrenti, puoi aver diritto a permessi retribuiti. L’assenza, in particolare, è assimilata alla malattia se la terapia non è compatibile con l’attività lavorativa svolta, o se non consente al dipendente il rientro in sede in orario lavorativo.

Come si giustifica il permesso per cicli di cura?

L’assenza per cicli di terapie è certificata dal medico curante: questi, nello specifico, deve valutare se rilasciare un’unica documentazione per tutto il ciclo di cura oppure se certificare singolarmente ogni terapia.

Se il medico decide di certificare l’intero ciclo di cura, ogni singola terapia è qualificata come un’assenza per malattia, che costituisce una ricaduta della precedente assenza.

È dunque sufficiente inviare il certificato medico una sola volta, cioè al momento in cui il ciclo di cure ha inizio; è comunque necessario indicare le date in cui avviene ogni singola terapia, perché al termine di ogni cura la struttura sanitaria deve rilasciare una dichiarazione che ne attesta l’esecuzione.

Permessi per visite mediche

Se devi assentarti per una visita medica, ma il controllo dura solamente per poche ore, nella generalità dei casi non puoi beneficiare dello stesso trattamento previsto per le assenze per malattia.

Se, però, devi sottoporti a un esame che, pur avendo una durata di poche ore, è urgente e impossibile da svolgere in un orario differente da quello di servizio, oppure risulta talmente invasivo da richiedere una convalescenza (anche se di poche ore), hai diritto a un permesso retribuito come la malattia.

Inoltre, devi sapere che ci sono dei contratti collettivi che riconoscono la possibilità di chiedere dei permessi specifici per sottoporsi a visite, esami e cure: il contratto collettivo della Scuola, ad esempio, riconosce a docenti e Ata la possibilità di assentarsi per un totale di 18 ore per anno scolastico, beneficiando dello stesso trattamento economico previsto per le assenze per malattia.

Se il tuo contratto collettivo non prevede dei permessi specifici per le visite mediche, puoi usufruire del monte dei permessi retribuiti, come rol ed ex festività o banca ore.

Permessi per invalidi civili e mutilati

Se sei un lavoratore con invalidità riconosciuta superiore al 50%, o hai subito una mutilazione, devi sapere che hai a disposizione 30 giorni l’anno di congedo straordinario, fruibile anche in modalità oraria, per sottoporti alle terapie, alle visite e alle analisi collegate alla tua infermità.

Rientrano tra le terapie, ad esempio, le cure riabilitative dei cardiopatici, quelle fisioterapiche, etc.

Il congedo è retribuito in misura pari all’indennità per malattia; questa viene corrisposta dal datore di lavoro, ma non viene considerata ai fini del calcolo del periodo di comporto.

Il diritto a questo congedo spetta anche ai dipendenti affetti da patologie oncologiche, previa autorizzazione del medico della struttura sanitaria pubblica (il cosiddetto medico provinciale), se le cure sono connesse all’infermità riconosciuta.

Se sei affetto da un handicap grave, o se assisti un familiare disabile grave, puoi beneficiare di altri permessi retribuiti riconosciuti dalla Legge 104. Per approfondire: Permessi Legge 104.

Come si giustificano i permessi per invalidi civili e mutilati?

Per godere del permesso, devi presentare all’azienda una domanda da cui risulti la necessità della terapia, in relazione all’infermità invalidante riconosciuta: la domanda deve essere accompagnata da un’apposita richiesta proveniente da un medico convenzionato col servizio sanitario nazionale, o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica.

Per giustificare le assenze hai l’obbligo di documentare l’avvenuta sottoposizione alle cure, anche con attestazione cumulativa, se sei stato sottoposto a trattamenti continuativi.

Permessi per visite mediche in gravidanza

Le lavoratrici in gravidanza hanno diritto a dei permessi retribuiti, nel caso in cui debbano sottoporsi a visite, analisi e cure. Si ha diritto al permesso, come specificato nel Testo unico Maternità, per:

  • esami prenatali;
  • accertamenti clinici;
  • visite mediche specialistiche.

Per aver diritto al permesso, però, la visita deve essere fissata nell’orario di lavoro della dipendente.

Permessi per malattia del bambino

I genitori lavoratori possono richiedere dei permessi non retribuiti per la malattia del figlio (alcuni contratti collettivi prevedono il diritto ad assenze retribuite).

Il permesso, però, può essere richiesto solo in caso di malattia, e non per visite, esami e terapie, a meno che non siano collegati alla malattia insorta.

Permessi per tossicodipendenti e loro familiari

I lavoratori tossicodipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, ed i familiari di persone tossicodipendenti, possono richiedere un periodo di aspettativa non retribuita, pari ad un massimo di 3 anni nella vita lavorativa, per beneficiare di programmi terapeutici riabilitativi presso i servizi sanitari delle Asl.

I contratti collettivi, in merito, hanno disposizioni differenti: alcuni stabiliscono la mancata decorrenza dell’anzianità di servizio durante questi periodi, altri stabiliscono durate minori del permesso per i familiari dei tossicodipendenti.

Per richiedere l’aspettativa, è necessario che sia preventivamente accertato lo stato di tossicodipendenza presso il Sert (servizio per la tossicodipendenza della Asl).

Oltre al congedo, i lavoratori tossicodipendenti hanno diritto, in base alle previsioni dei singoli contratti collettivi, a fruire di permessi per effettuare visite mediche, sia generiche che specialistiche. In particolare, la contrattazione collettiva o aziendale può disporre:

  • la concessione di permessi retribuiti: in questo caso, per l’indennizzo dell’assenza, è necessario che il dipendente presenti un’attestazione, da parte del medico, che certifichi le prestazioni sanitarie effettuate e l’orario in cui sono state eseguite;
  • lo scomputo di tali assenze, su base oraria, dal monte di ore di permessi spettanti, come rol o ex festività;
  • la concessione di permessi non retribuiti.

Alcuni contratti collettivi, inoltre, possono indennizzare il tempo impiegato per recarsi sul luogo di effettuazione della visita.

note

[1] Inps Circ. n.192/1996.

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