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Portaombrelli e oggetti sul pianerottolo

28 settembre 2018


Portaombrelli e oggetti sul pianerottolo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 settembre 2018



Si possono lasciare le buste della spazzatura, le scarpe, i vasi coi fiori o i portaombrelli sul pianerottolo di condominio? Ecco alcune pronunce della Cassazione che fanno luce sull’utilizzo degli spazi comuni.

A meno che non sia chiuso da un cancelletto o da una vetrata, il pianerottolo di ogni piano dell’edificio condominiale è di tutti i condomini, anche di quelli che vivono in un piano differente. La proprietà dell’intero l’immobile è infatti, seppur indivisa, ripartita secondo millesimi. Questo però non significa che per usare una parte del terrazzo o dell’androne bisogna chiedere il permesso a ciascun condomino: è sufficiente che l’uso fatto non sia contrario alla natura del bene (la cosiddetta destinazione) e che non sia talmente intenso da pregiudicare gli altri proprietari di farne il medesimo impiego. Tanto per intenderci: è legittimo fissare un pannello solare sul tetto a condizione di non impegnare così tanto spazio da escludere gli altri dal fare lo stesso. Ciò nonostante, nei condomini assistiamo spesso a vere e proprie appropriazioni del pianerottolo da parte di chi vi ha il proprio appartamento. È così una corsa all’abbellimento con piante, vasi e grate che tuttavia finiscono poi per essere poco curate e per deteriorarne l’estetica, in barba agli iniziali propositi. C’è chi lascia l’ombrello aperto a sgocciolare, così bagnando il pavimento e creando un pericolo di scivolamento per gli altri. C’è ancora chi vi lascia le scarpe sporche o le buste della spazzatura in attesa di buttarle la sera. Quanti di questi comportamenti sono leciti? Alcune volte si è finiti in Cassazione per capire cosa si può lasciare sul pianerottolo di casa. Noi, in questo articolo, prendendo le mosse da un comportamento molto diffuso, quello cioè di collocare il portaombrelli e altri oggetti sul pianerottolo, per fare il punto della situazione.

Come usare il pianerottolo?

Prima di entrare nel vivo del problema, vediamo in linea generale cosa dice la legge in merito all’uso del pianerottolo. Trattandosi di una parte comune, il codice civile stabilisce che ciascuno può utilizzarlo per come preferisce (secondo i propri comodi e per trarne il massimo beneficio) purché non impedisca agli altri di fare altrettanto e non modifichi la destinazione d’uso del bene. Ma qual è la destinazione d’uso del pianerottolo? Di certo è innanzitutto quella di consentire il transito dei condomini ai piani superiori (almeno per chi preferisce le scale) e l’accesso all’abitazione di chi vi abitata. 

Questo, in parole povere, significa che un pianerottolo non può diventare ripostiglio di armadi e altri oggetti che non entrano nell’appartamento, né può essere scambiato per una serra a tal punto da impedire al dirimpettaio di entrare agevolmente in casa propria. Allo stesso modo è vietato installare telecamere di videosorveglianza nel cui obiettivo finiscono i movimenti dei vicini la cui privacy va tutelata ancor prima della proprietà dai ladri. 

Insomma, se ti chiedi come usare il pianerottolo non troverai molte istruzioni nella legge ma innanzitutto dovrai affidarti al tuo buon senso. E se di buon senso non ne disponi, ci sarà il giudice a spiegartelo se qualcuno ti farà causa.

Peraltro non è vero ciò che spesso si dice nei palazzi, ossia che ciascun condomino è libero di fare sul proprio pianerottolo quel che vuole in quanto“pertinenza” del proprio appartamento. Tutti i pianerottoli, anche quelli relativi a piani differenti dalla propria abitazione, appartengono a tutti in egual misura. Per cui il condomino del primo piano ben potrà impedire che quello dell’ultimo lasci fuori dalla porta di casa spazzatura e scarpe.

Spazzatura sul pianerottolo: si può?

La Cassazione ha detto [2] che non si possono lasciare le buste della spazzatura sul pianerottolo, neanche se ben chiuse e per poche ore. Il comportamento però, per essere considerato illegittimo e sanzionato (finanche con il risarcimento del danno per le molestie degli odori) deve essere reiterato: la condotta occasionale non genererà mai una condanna. 

Mobili, biciclette e altri oggetti sul pianerottolo: si può?

Sempre la giurisprudenza ha più volte escluso che il pianerottolo possa essere considerato a mo’ di ripostiglio, come rifugio per svuotare casa. Quindi è vietato lasciare le scarpe (che di certo non fanno bella figura), ma altrettanto vale per le biciclette dei condomini, per i mobili e per qualsiasi altro oggetto, specie se voluminoso. Tali comportamenti sono tali da poter alterare il decoro condominiale, ossia l’estetica del palazzo stesso. 

Per la stessa ragione, le piante non sono mal viste a condizione che non si esageri e che non si occupi tutto lo spazio. 

Lo zerbino è certamente lecito e, anzi: secondo la Cassazione chi si ferma sul tappetino contro la volontà del proprietario dell’appartamento adiacente commette violazione di domicilio perché è già da lì che inizia la privata dimora. 

Veniamo all’odiato portaombrelli: odiato perché ognuno ha i propri gusti. C’è chi lo vuole in legno, chi in vetro, chi in ceramica, chi preferisce la plastica in modo da non spendere molti soldi, chi invece addirittura lascia gli ombrelli liberi a sgocciolare, sull’angolo del pianerottolo, magari sporcando anche la pittura delle pareti. Non è dato trovare precedenti giurisprudenziali in materia. E lo credo bene: chi mai farebbe una causa di valore così infimo. Eppure le liti condominiali sorgono per molto meno.

La soluzione potrebbe essere regolamentare tali comportamenti – se già non è stato fatto – con una delibera assembleare. Anche il regolamento di condominio può indicare cosa si può fare nel pianerottolo e cosa no. Di certo, chi sporca deve risarcire e se l’ombrello ha causato macchie sulle pareti del vano comune queste vanno tolte a spese del responsabile. 

Veniamo infine alla possibilità di chiudere il pianerottolo con un cancelletto. C’è chi lo fa per far giocare i bambini e chi invece per tutelare maggiormente la sua proprietà. Si tratta di un comportamento vietato, che può essere censurato davanti al giudice. Ma attenzione: se il condominio tollera tale situazione di fatto per oltre 20 anni si forma l’usucapione e quello spazio, inizialmente di proprietà condominiale, diventa di chi invece lo ha occupato seppur illegittimamente.

note

[1] Art. 1102 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 5474/2011 dell’8.03.2011.

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