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Lividi ed ematomi: come vanno trattati?

1 novembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 1 novembre 2018



Lividi ed ematomi possono essere la conseguenza di un trauma oppure possono rappresentare sintomi di gravi malattie.

Se hai subìto un trauma a causa di una caduta, una botta o un movimento sbagliato, oltre al dolore, seguiranno la rottura dei capillari e un travaso di sangue nei tessuti sottocutanei. Con molta probabilità, ti starai chiedendo quale sia il rimedio più efficace per il trattamento di lividi ed ematomi. Nel caso in cui il dolore sia intenso e la chiazza estesa, potrai ricorrere all’applicazione dei prodotti venduti in farmacia, come una crema o un gel antinfiammatorio da spalmare sulla zona interessata, oppure è consigliabile adottare i classici rimedi della nonna. Subito dopo l’infortunio, potrai preparare un impacco refrigerante con del ghiaccio o con gli alimenti presenti nel tuo freezer, avvolti in un panno, così da ridurre il gonfiore ed impedire che il livido diventi evidente. E se dovessero comparire lividi ed ematomi improvvisi? Quando sospettare che una malattia o un’alterazione possano essere legate alla loro origine? In tali casi, occorre rivolgersi al medico. Se vuoi avere maggiori informazioni sull’argomento Lividi ed ematomi: come vanno trattati?, prosegui nella lettura di questo articolo.

I farmaci per trattare lividi ed ematomi

Per trattare lividi ed ematomi, in farmacia è possibile trovare sia farmaci che cosmetici. Ci sono farmaci con effetto anticoagulante che servono a rallentare o interrompere il processo di coagulazione del sangue. Uno dei più diffusi è Hirudoid 25.000 u.i., che potrai trovare in crema o gel, per trattare: ematomi, flebiti (infiammazione di una vena sotto la superficie della pelle), tromboflebiti (coagulo di sangue che causa l’infiammazione di una vena), vene varicose infiammate.

Per un sollievo dal dolore localizzato e per la riduzione dei processi infiammatori dell’organismo, potrai ricorrere agli antinfiammatori topici. Sul mercato, ci sono formulazioni gel di diclofenac come Voltaren Emulgel; creme a base di ketoprofene come Artrosilene 5% gel, Fastum 2,5% gel, Flexen 5% gel, Ibifen 5% gel, Keplat 20 mg cerotto medicato, Liotondol 2,5% gel, Orudis 5% gel. Dopo l’applicazione di questi farmaci, non bisogna mai esporsi al sole o alle lampade abbronzanti, in quanto si rischia una reazione allergica. Inoltre, esistono diversi prodotti che contengono arnica montana.

E’ necessario distinguere cosmetici e medicine. Con una concentrazione di arnica intorno al 30/35% , i cosmetici hanno un semplice effetto tonico ed emolliente. Un esempio? La crema Ematonil Plus, prodotta dalla casa farmaceutica Bayer. Il packaging può indurre il consumatore in errore, in quanto ricorda quello dei medicinali, ma in realtà questo prodotto non può vantare alcuna azione terapeutica. Per quanto riguarda i farmaci a base di arnica, essi contengono i fiori della pianta e, secondo le disposizioni della Farmacopea (testo che racchiude i requisiti e le caratteristiche delle sostanze farmaceutiche definite secondo standard specifici), devono rispettare una determinata concentrazione ed un metodo di estrazione ben preciso. Questi potranno fornire sollievo da lividi, distorsioni e dolori muscolari localizzati.

Per approfondire il tema relativo a lividi ed ematomi, abbiamo intervistato il dr Aldo Scordamaglia. Dopo una lunga esperienza nella medicina generale e nella dermatologia clinica, il dr Scordamaglia ha indirizzato il suo campo di interesse soprattutto nella prevenzione dei tumori cutanei e delle malattie a trasmissione sessuale. Ha collaborato con EDUCATT – Centro Sanitario dell’Università Cattolica di Milano e con la Lega Italiana per la lotta contro i tumori (LILT) come consulente per la prevenzione dei tumori cutanei. Esercita l’attività di specialista dermatologo presso il Centro Diagnostico Italiano (CDI) nelle sedi di Milano e presso l’Istituto Auxologico Italiano nella sede di Milano c/o l’Ospedale San Michele.

Cosa sono i lividi?

I lividi, o ecchimosi, non sono altro che stravasi di sangue nei tessuti senza che ci sia una lacerazione della cute con conseguente perdita di sangue all’esterno. In questo caso, il sangue fuoriuscito da capillari e venule si accumula nella cute, nel sottocute fino ad arrivare al tessuto muscolare, a seconda dell’entità del danno che lo ha provocato. Quando questo è più grave, vengono lesi vasi di maggiori dimensioni con una maggiore fuoriuscita di sangue.

Cosa sono gli ematomi? Come si differenziano dai lividi?

Gli ematomi si differenziano dai lividi prima di tutto per la gravità del trauma che li ha  generati e per il più grave danno inferto ai tessuti sottostanti la cute, con lesione e rottura oltre che di capillari e venule anche di vasi più grossi e con maggiore stravaso ematico, con la possibile raccolta di sangue anche i cavità naturali. Un esempio comune è il cosiddetto emartro del ginocchio, che si verifica quando si ha una raccolta di sangue nella cavità articolare del ginocchio. Un evento molto frequente nei traumi sportivi e negli emofiliaci. Inoltre, la formazione di un ematoma si differenzia dal livido per le sue dimensioni. Si parla di lividi fino a 2 cm di diametro e di ematomi sopra i 2 cm.

Quando e perché si formano i lividi e gli ematomi?

Lividi ed ematomi si formano, in genere, per un trauma accidentale. Sono spesso la conseguenza di una contusione. L’entità, l’estensione e la profondità di essi dipendono però, oltre che dalla gravità del trauma contusivo, anche dalla sede che può essere più o meno vascolarizzata e dalla condizione fisica del soggetto. Per esempio: al viso, nella zona periorbitaria, di solito si formano ematomi più grossi ed estesi. Nelle persone anziane che, hanno una cute più sottile e una maggiore fragilità vascolare, a parità di trauma essi sono più estesi e gravi. Inoltre, se il soggetto è affetto da malattie che coinvolgono il sistema della coagulazione e/o del sistema vascolare, si ha la formazione di lividi ed ematomi più estesi anche per traumi lievi. Anche l’assunzione di farmaci come la cardioaspirina o anticoagulanti come il Coumadin determinano la formazione di lividi ed ematomi, a volte anche per traumi lievissimi ed inapparenti.

Quanti tipi di lividi esistono e come si distinguono?

Gli stravasi ematici con fuoriuscita di sangue nei tessuti vengono classificati anche per la loro dimensione cosicché si parla di:

  • petecchia: quando la dimensione è inferiore a 3 mm;
  • porpora: quando è compresa tra 3mm e 1 cm;
  • livido: tra 1 cm e 2 cm;
  • ematoma: se è superiore a 2 cm.

Le petecchie e la porpora di solito non sono dovute ad un trauma e  sono segno di una patologia sottostante da ricercare.

Quali sono i colori di lividi e cosa si evince dal colore?

I lividi e gli ematomi sono transitori, perché il sangue stravasato nei tessuti viene lentamente riassorbito. In questo processo di riassorbimento, l’elemento principale del sangue, cioè l’emoglobina che trasporta l’ossigeno e contiene ferro, viene metabolizzato e trasformato in  bilirubina e biliverdina, che danno il differente colore nel tempo del livido. I lividi infatti subiscono un viraggio di colore dal rosso -violaceo iniziale al giallo marrone finale. Il colore del livido ci indicata la data del trauma che lo ha generato:

  • rosso-viola indica che il livido è di 2 giorni;
  • blu-viola da 2 a 5 giorni;
  • verde giallo 5-7 giorni;
  • marrone più o meno intenso da 10-14 giorni.

Anche l’edema (cioè il gonfiore) viene lentamente riassorbito, così come il dolore ad esso associato diminuisce, essendo più intenso e duraturo nei traumi più gravi che interessano  muscoli ed ossa. In quest’ultimo caso, il dolore può durare anche mesi.

In quali casi occorre preoccuparsi e rivolgersi al medico?

Nella maggioranza dei casi, essi sono dovuti a traumi contusivi evidenti. Visto che la causa è nota e proporzionale al danno subìto, non c’è da preoccuparsi eccessivamente. Senza dubbio, bisogna adottare tutte quelle procedure terapeutiche adeguate al singolo caso che vedremo meglio più avanti. Bisogna, invece, preoccuparsi e andare dal proprio medico quando lividi ed ematomi si generano senza traumi apparenti o per traumi lievi e non adeguati, non proporzionali al danno subìto. In particolare, quando un livido non guarisce entro 2 settimane, quando ad esso è associato un dolore intenso, se è vicino ad un occhio o se insorgono segni di infezione. Bisogna andare dal medico anche in caso di insorgenza ripetuta di petecchie e porpora, maggiormente presenti agli arti inferiori. In tali casi, occorre indagare: il sistema ematico, soprattutto numero e funzionalità delle piastrine, il sistema della coagulazione, il sistema vascolare. Spesso esiste una fragilità capillare costituzionale che predispone ai lividi.

Quali sono le malattie che tra i sintomi presentano l’insorgenza di lividi?

Le malattie che possono avere tra i loro sintomi petecchie, porpora e lividi sono molte tra queste: emofilia, alterazione di altri fattori della coagulazione, piastrinopenie, leucemie, patologie autoimmunitarie tipo il LES, vasculiti autoimmunitarie, flebiti, fleboapatie e fragilità capillare di varia origine, cirrosi epatica, scorbuto o anche malattie infettive tipo l’infezione del virus ebola. Alla loro origine, può esserci l’assunzione di vari farmaci, i più importanti dei quali sono antiaggreganti piastrinici come l’aspirina (acido acetil salicilico), clopidogrel, dipiridamolo, o anticoagulanti tipo il Walfarin, acenocumarolo, eparina, eparinoidi, epixaban e diversi altri nuovi farmaci di recente uscita.

Come vanno trattati lividi ed ematomi? Esistono rimedi casalinghi per accelerarne la guarigione?

Quando il livido è dovuto ad un trauma evidente non grave, ci si può curare tranquillamente a casa. Le principali cose da fare sono: applicare il prima possibile del ghiaccio o impacchi freddi. Si può usare la borsa del ghiaccio, ma se non è a portata di mano si può usare ciò che si ha in freezer o in frigo. Un esempio sono i surgelati, magari frutta o verdura in busta, avendo cura di avvolgerli prima in uno strofinaccio per evitare il contatto diretto sulla cute, che potrebbe provocare un’ustione da freddo. Questi impacchi vanno fatti il prima possibile e tenuti in sede almeno 15 minuti, ripetendoli spesso nelle prime 24-48 ore. Il freddo ha un’azione vaso costrittiva e aiuta a  diminuire l’ulteriore fuoriuscita di sangue, oltre a ridurre l’edema (cioè il gonfiore) e il dolore. Altra cosa da fare, è mettere il più possibile in alto, sopra il livello del cuore, la parte interessata (per esempio stendere il braccio in alto) oppure, se si tratta di un arto inferiore consiglio di sdraiarsi supini e appoggiare l’arto su un cuscino alto. Si può poi applicare una crema a base di alcuni farmaci per accelerare il riassorbimento del sangue e dei liquidi fuoriusciti e per lenire il dolore, tipo creme a base di escina, dietil ammina, eparina ed eparinoidi. Ovviamente, se il trauma è più grave, l’ematoma esteso o vicino all’orbita, il dolore forte e se sono coinvolte articolazioni con dolore alla pressione e al movimento, bisogna recarsi in un pronto soccorso o dal proprio medico. Occorre rivolgersi al proprio medico anche quando si formano ripetutamente petecchie, porpora o lividi senza traumi apparenti o troppo lievi da essere giustificati e bisogna avviare un iter diagnostico con esami specifici.


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