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Il certificato di nascita

1 ottobre 2018


Il certificato di nascita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2018



Quando nasce un bambino è necessario che i genitori adempiano alcuni obblighi che permetteranno a loro figlio di diventare a tutti gli effetti un cittadino italiano.

Al momento della nascita, bisogna svolgere delle attività burocratiche che permettono al bambino di essere riconosciuto come esistente sul territorio. Infatti la sola esistenza fisica non basta per godere di tutti i diritti che competono ad una persona e si deve portare avanti un iter di riconoscimento legale. In qualche modo si tratta di permettere allo Stato di venire a conoscenza della nascita di un nuovo cittadino. Tra questi adempimenti rientra anche la richiesta di formare il certificato di nascita, che consente al nuovo nato di poter appartenere legalmente allo Stato italiano e ottenere i conseguenti diritti. Formare e ottenere il certificato di nascita è molto facile, ma devono essere seguiti alcuni passi obbligatori in tempi ben cadenzati. Vediamo allora di cosa si tratta.

Cos’è il certificato di nascita?

Il certificato di nascita è il documento che indica il luogo, l’anno, il mese, il giorno, l’ora della nascita, il sesso del bambino e il nome che gli viene dato. Contiene poi la cittadinanza e la residenza dei genitori. Qualora il bambino sia nato da genitori ignoti, non potendosi ammettere che una persona sia priva del proprio segno di riconoscimento principale, quale è il nome, sarà compito dell’ufficiale dello stato civile attribuirgliene uno. Per compilare il certificato di nascita serve però accertarsi che la stessa sia avvenuta e a ciò è predisposta la dichiarazione di nascita, che viene fatta per consentire l’iscrizione nel registro comunale dello stato civile e può essere resa: dai genitori, o da uno solo di essi; da un procuratore speciale appositamente delegato; dal medico, dall’ostetrica, o da chiunque abbia assistito al parto. Si tratta, più recisamente, di una denuncia obbligatoria per ogni nuovo nato, che contiene le informazioni necessarie alla successiva compilazione del certificato. Ma per poter effettuare la dichiarazione di nascita è altresì necessaria l’attestazione di avvenuta nascita. Questa viene rilasciata dal personale medico presente al parto e deve contenere le generalità della madre nonché le indicazioni del Comune, dell’ospedale o di altro luogo in cui è avvenuto il parto, del giorno e dell’ora della nascita e del sesso del bambino. In assenza dell’attestazione è comunque sufficiente la cosiddetta constatazione di avvenuto parto, che può essere rilasciata anche dal sanitario che sia intervenuto successivamente senza assistere al parto. In assenza di questi documenti è possibile anche fornire una dichiarazione sostitutiva del dichiarante. Come è facile intendere, si tratta di una catena di documenti tutti importanti per stabilire con certezza i dati relativi alla nascita. L’atto di nascita, questo documento che attesta la nostra esistenza, deve essere trascritto ogni qualvolta si cambi Comune di residenza. Questo è in realtà il caso più ricorrente in quanto accade spesso che la nascita avvenga in un ospedale o comunque in un altro luogo diverso da quello che sarà la residenza del bambino e perciò si rende necessario trascrivere l’atto, che può essere richiesto presso gli uffici dello stato civile del Comune in cui la nascita è avvenuta. Il certificato di nascita è per legge formato nel Comune in cui il fatto accade. Così funziona anche per il matrimonio e la morte. Ma ciò non è vero per la dichiarazione di nascita, che, come abbiamo visto, può avvenire anche presso il luogo in cui il parto è avvenuto e proprio per questo si rende necessaria la successiva trascrizione nel registro dello stato civile del luogo di residenza.

Dove e quando deve essere resa la dichiarazione di nascita?

La dichiarazione di nascita deve essere effettuata entro dieci giorni dalla data dell’evento, presso il Comune nel cui territorio è avvenuto il parto oppure nel Comune di residenza dei genitori o, se residenti in comuni diversi, in quello della madre (salvo che i genitori si accordino in modo diverso). Può avvenire anche entro tre giorni dall’evento presso la direzione sanitaria dell’ospedale in cui è avvenuto il parto. In questo caso sarà il direttore sanitario a trasmettere la dichiarazione di nascita all’ufficiale di stato civile del Comune (salvo che i genitori decidano diversamente). Ma la dichiarazione può essere presentata anche successivamente. Si tratta della cosiddetta dichiarazione tardiva, che prevede, in aggiunta ai documenti necessari per la dichiarazione di nascita, che il dichiarante indichi i motivi del ritardo (che integreranno l’atto di nascita e ne costituiranno una particolarità unica). Una volta ricevuta la dichiarazione, l’ufficiale di stato civile comunica il fatto al procuratore della Repubblica. Da quel momento la dichiarazione produce i suoi effetti propri e viene poi trascritta nel registro dello stato civile per divenire un certificato. Con il certificato, l’ufficiale di stato civile, dopo aver provveduto alla cosiddetta azione ricognitiva (cioè dopo aver esaminato il contenuto della dichiarazione e averne controllato tutte le parti essenziali alla sua validità), pone in essere una dichiarazione in cui rende pubblica la risultanza dei dati contenuti nell’atto esaminato. Con quest’ultima azione si completa l’iter di attestazione della nascita. Il certificato seguirà la vita del suo titolare in quanto in esso verranno effettuate tutte le annotazioni necessarie ad identificarlo, come le annotazioni di matrimonio e filiazione, la presenza di tutori e infine la morte.

Cosa sono gli estratti per riassunto e per copia integrale?

Esistono poi numerose possibilità di ottenere un documento che contenga gli elementi del certificato di nascita. L’estratto per riassunto, ad esempio, è un atto che si differenzia dal certificato per la sua maggiore completezza. In esso sono contenute anche le annotazioni (apertura di tutela, nomina di tutore o curatore, matrimonio, divorzio, cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, interdizione, acquisto o perdita della cittadinanza italiana, morte presunta, morte). Tutte le modifiche o le integrazioni di queste dovranno essere riportate anche nell’estratto per riassunto. L’estratto per copia integrale, invece, consiste nella vera e propria riproduzione per intero dell’atto originale. L’estratto per copia integrale deve contenere poi l’attestazione, da parte di chi lo rilascia, che la copia è conforme all’originale.

A cosa serve il certificato di nascita?

Questo documento è importantissimo in quanto consente al nuovo nato di diventare cittadino a tutti gli effetti e vedersi riconosciuti i diritti che competono ai cittadini italiani. Il certificato, insieme alla dichiarazione di nascita, al codice fiscale e alla tessera sanitaria è indispensabile per essere riconosciuto e identificato dallo Stato italiano, che altrimenti non potrebbe fornire servizi necessari come quello sanitario o scolastico. Il certificato di nascita serve anche per ottenere diritti che non concernono il bambino, ma altre persone. Ad esempio la madre, grazie al certificato di nascita, potrà ottenere il congedo obbligatorio di maternità (ed eventualmente anche i successivi 6 mesi di congedo parentale). In questo caso sarà il datore di lavoro della madre (o del padre in caso di congedo di paternità) a richiederlo anche per calcolare la data del rientro in ufficio.

Chi lo può richiedere? Dove?

I certificati e gli estratti di stato civile sono rilasciati dall’ufficiale dello stato civile presso il Comune di nascita o di residenza. Per ottenere il certificato gli interessati, che non sono solo i genitori, ma anche il titolare del certificato stesso o i suoi parenti e tutori, devono presentarsi presso l’apposito ufficio dello stato civile con un documento di identità valido. L’ufficiale di stato civile ha l’obbligo di rilasciare il documento in questione a chiunque ne faccia richiesta. Questo vale anche per i certificati e gli estratti contenenti i dati desunti dagli atti di stato civile, ad eccezione per le copie di quegli atti per i quali specifiche norme di legge ne prevedano il divieto di accesso (ad esempio gli atti di nascita degli adottati). Gli estratti per copia integrale, invece, potranno essere rilasciati soltanto alle persone cui si riferisce l’atto (oppure ad altri ma esclusivamente nell’ipotesi in cui sussista un interesse personale e giuridicamente rilevante oppure dopo settant’anni dalla formazione dell’atto). I certificati e gli estratti di nascita sono validi su tutto il territorio nazionale e la loro validità temporale è illimitata, perciò possono essere richiesti e conservati per essere utilizzati in ogni momento, salvo che non si necessiti di ottenere delle copie aggiornate con ulteriori annotazioni. Gli estratti, i certificati, le copie desunte esclusivamente dai registri di stato civile sono esenti dal pagamento dell’imposta di bollo, ovvero quell’imposta che colpisce i consumi (come l’affitto di un appartamento) e che ha come presupposto l’esistenza di un atto, documento o registro, redatto in forma scritta.

È possibile richiederlo on line?

Numerosi siti internet offrono la possibilità di richiedere documenti anche stando comodamente a casa. Si pensi al caso in cui si è impossibilitati a recarsi presso il Comune di residenza ma si abbia comunque la necessità di ottenere un certo documento che può essere reperito solo lì. Questo servizio è stato reso disponibile anche per i certificati di nascita. Basterà inserire i tuoi dati, il motivo della richiesta on line e rispondere alle eventuali domande poste dal sistema. Il certificato verrà recapitato nella tua posta elettronica entro un termine che può variare ma che in genere non supera i dieci giorni. Spesso sono gli stessi comuni ad offrire questo servizio sui propri portali internet, basterà controllare se anche il tuo comune di residenza ha aderito all’iniziativa.

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