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Stare troppe ore al computer fa male? E a cosa?

30 Settembre 2018 | Autore:
Stare troppe ore al computer fa male? E a cosa?

I danni che può causare il lavoro prolungato al videoterminale: quali sono i rischi, come prevenirli.

Stai seduto ogni giorno per ore e ore al pc? Devi cercare di limitare il più possibile la permanenza davanti allo schermo, anche se utilizzi il computer per lavoro: tra l’altro, se le tue mansioni comportano l’uso di apparecchiature dotate di monitor per almeno 20 ore a settimana, hai diritto, in qualità di videoterminalista, a una speciale protezione dai rischi che comporta l’utilizzo prolungato del videoterminale. Anche lavorare al pc, difatti, comporta dei rischi per la salute e per la sicurezza: la legge prevede addirittura la sorveglianza sanitaria per i videoterminalisti.

Quindi stare troppe ore al computer fa male? E a cosa? Lavorare al computer per molto tempo non è certamente benefico: tuttavia, non pregiudica la salute se si seguono degli specifici accorgimenti, come fare frequentemente delle pause, mantenere una certa postura e una distanza minima dallo schermo. Ma procediamo per ordine, e vediamo innanzitutto quali sono i rischi per chi lavora tante ore al pc, per poi capire come evitare i problemi di salute.

Chi è il videoterminalista?

La legge tutela in modo specifico determinati lavoratori dai rischi che comporta il lavoro prolungato al computer: si tratta dei videoterminalisti. Il videoterminalista, per la precisione, è il lavoratore che svolge la propria attività tramite videoterminale per almeno 20 ore medie settimanali.

Non importa, dunque, l’inquadramento e la qualifica del lavoratore: per essere classificato come videoterminalista e aver diritto alla sorveglianza sanitaria e alle misure di protezione dai rischi, basta lavorare davanti a un’apparecchiatura dotata di monitor, come un computer, per almeno 20 ore alla settimana in media.

Che cos’è il videoterminale?

Per videoterminale, il testo unico sulla salute e la sicurezza sul lavoro [1] intende qualsiasi apparecchiatura dotata di schermo, alfanumerico o grafico. Può trattarsi di un pc, di un registratore di cassa con schermo, di un tablet, di un notebook o di qualsiasi altro strumento, purché dotato di monitor.

I lavori che si possono svolgere al videoterminale sono numerosi: inserimento dati, gestione ordini e contabilità, produzione di testi e immagini, consultazione di dati o elenchi, call center, correzione testi. Sempre e rigorosamente con sguardo e mente rivolti al monitor.

Quali sono i rischi per chi lavora al computer?

Il lavoro prolungato al videoterminale comporta dei rischi per la vista e per l’apparato muscoloscheletrico, oltre a sottoporre il lavoratore a uno stress non indifferente. Chi lavora per ore davanti al pc, difatti, è sottoposto a uno sforzo enorme in termini concentrazione e attenzione; per quanto riguarda gli occhi, l’affaticamento visivo dovuto allo schermo è notevole; la postura scorretta, favorita da ambienti di lavoro scomodi e non rispettosi delle norme sulla salute, può pregiudicare la muscolatura e la struttura ossea.

In particolare, i rischi più frequenti, per chi lavora al computer, sono:

  • mal di testa;
  • disturbi psicologici: stress, alterazioni dell’umore, irritabilità;
  • disturbi visivi: dolore, lacrimazione, bruciore, secchezza agli occhi, vista annebbiata e sdoppiata;
  • dolori articolari e ossei alle spalle, collo, braccia e mani;
  • disturbi legati alla postura: dolore, fastidio, senso di intorpidimento alla nuca e collo.

Questi disturbi, a lungo andare, possono trasformarsi in patologie gravi e croniche.

Per questo motivo, gli addetti ai videoterminali sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria e beneficiano di particolari tutele.

Obblighi del datore di lavoro verso i videoterminalisti

I rischi e disturbi di cui abbiamo parlato, che ricadono sugli addetti ai videoterminali, devono essere adeguatamente prevenuti o comunque ridotti il più possibile: di questo deve preoccuparsi il datore di lavoro [2]. Ogni datore deve infatti valutare, in un apposito documento, non solo l’effettiva sicurezza del luogo di lavoro, ma anche i rischi relativi alle mansioni svolte in azienda.

Per quanto riguarda i videoterminalisti, devono essere appositamente valutati:

  • i rischi per la vista e gli occhi;
  • i disturbi legati alla postura e all’affaticamento fisico e mentale;
  • le condizioni ergonomiche e l’igiene ambientale.

Come predisporre la postazione di lavoro al computer

Per ridurre i rischi che il lavoro prolungato al computer comporta, il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in modo corretto:

  • lo schermo (deve essere sufficientemente ampio, essere posizionato dai 50 ai 70 cm dall’operatore, essere inclinabile, regolabile in altezza e luminosità, con un buon contrasto, senza sfarfallii, non opaco);
  • la tastiera (superficie opaca, con caratteri leggibili, indipendente dallo schermo);
  • il piano di lavoro (regolabile in altezza, superficie opaca, sufficientemente ampio e sgombro, che permetta di spaziare con le gambe);
  • la sedia (ergonomica, a 5 razze, regolabile in altezza, stabile, con schienale regolabile in altezza e in inclinazione);
  • i software adeguati;
  • l’ambiente circostante: sufficientemente ma non eccessivamente illuminato, con un microclima non eccessivamente caldo o freddo, secco o umido, senza correnti, luce diretta schermata, nessun riflesso o abbagliamento, senza rumori eccessivi.

Sorveglianza sanitaria per chi lavora al computer

I videoterminalisti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, cioè a visite mediche periodiche, in ragione dei problemi che possono derivare alla vista ed all’apparato muscolo-scheletrico a causa del prolungato lavoro al computer.

È necessaria una visita oculista ed all’apparato muscolo-scheletrico preassuntiva; la visita deve essere ripetuta ogni 5 anni per la generalità dei videoterminalisti, mentre deve essere effettuata a cadenza biennale per gli idonei con prescrizioni o limitazioni (ad esempio per chi ha difetti della vista come miopia o ipermetropia) e per i lavoratori che hanno compiuto 50 anni.

Pause obbligatorie per chi lavora al computer

Per i videoterminalisti, è obbligatoria una pausa minima di 15 minuti ogni 2 ore di applicazione continuativa al computer: le pause sono computate a tutti gli effetti come orario di lavoro.

Durante queste pause è possibile effettuare un’altra tipologia di attività, purché non comporti l’uso di videoterminali, schermi e monitor in genere.

La formazione per chi lavora al computer

Come per la generalità dei lavoratori, anche per i videoterminalisti è prevista la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza [1]. Per i dipendenti delle aziende a rischio basso, sono previste, nello specifico, 4 ore di formazione generale più altre 4 ore sui rischi specifici da videoterminale.


note

[1] Art. 173 D.lgs. n. 81/08 del 9 aprile 2008.

[2] Art. 174 D.lgs. n. 81/08 del 9 aprile 2008.


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