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Bonus per bebé: ecco il decreto

14 febbraio 2013


Bonus per bebé: ecco il decreto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 febbraio 2013



Via libera ai 300 euro per bonus bebé per neo mamme; il decreto del ministero regolamenta anche il nuovo congedo obbligatorio e facoltativo del padre.

È stato appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale [1] il decreto del Ministro del Lavoro [2] che dà il via libera al bonus bebè per le mamme lavoratrici.

Per facilitare il rientro al lavoro dopo la maternità obbligatoria, lo Stato contribuirà con 300 euro al mese per le spese di asilo o babysitter. La mamma dovrà però rinunciare, per ogni mese di incentivo, al corrispondente periodo di astensione facoltativa. Si presume, infatti, che i soldi erogati serviranno per pagare la babysitter mentre la madre svolge le proprie funzioni lavorative. Sarebbe, invece, in contrasto con le finalità del bonus il pretendere di usufruire sia dell’incentivo economico che dell’astensione dal lavoro.

A riguardo, la norma dispone che la madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità e negli undici mesi successivi, ha la facoltà di richiedere, al posto del congedo   parentale, un contributo utilizzabile alternativamente per il servizio di baby-sitting o per asili nidi pubblici o privati.

La richiesta può essere presentata anche dalla lavoratrice che abbia già usufruito in parte del congedo parentale.

Il contributo di 300 euro mensili potrà essere erogato per massimo sei mesi.

Il contributo per il servizio di baby-sitting verrà erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro, mentre nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi  privati accreditati, il beneficio consisterà in un pagamento diretto  alla struttura prescelta.

Arriva anche il congedo obbligatorio per i papà dipendenti che, entro il quinto mese di vita del figlio, potranno restare a casa un giorno senza perdere la retribuzione. Gli stessi papà, inoltre, potranno godere di due giorni di congedo facoltativo, sempre pagati al 100%, a condizione che la mamma rinunci a due giorni del proprio congedo.

Ai fini di tale congedo, il padre dovrà comunicare per iscritto, al datore di lavoro, i giorni in cui intende fruirne, con un anticipo non minore di quindici  giorni.

note

[1] Gazz. Uff. n. 37 del 13 febbraio 2013.

[2] Min. Lav. decr. 22 dicembre 2012.

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