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Si può tenere in casa la marijuana?

18 ottobre 2018


Si può tenere in casa la marijuana?

> Cultura e società Pubblicato il 18 ottobre 2018



Tenere in casa la cannabis non è vietato dalla legge, ma lo è il consumo e la vendita, quindi attenzione alla quantità e alla qualità della sostanza.

In Italia non è vietato consumare sostanze stupefacenti per effetto del referendum che ha abrogato questo divieto nel 1993. Tuttavia il loro utilizzo e detenzione possono comportare delle conseguenze di tipo amministrativo e penale. Ad esempio potrebbero esserci conseguenze per la patente, il porto d’armi, il permesso di soggiorno, il passaporto. O addirittura, si potrebbe essere condannati per spaccio di sostanze stupefacenti. Per evitare le sanzioni è da tempo invalsa la moda della coltivazione di marijuana per uso personale, ma il tema è molto complesso. In questo articolo cercheremo di rispondere alla domanda: si può tenere in casa la marijuana?.

Cos’è la marijuana?

La marijuana è una sostanza psicoattiva ottenuta dai fiori della pianta della canapa. In realtà questa pianta contiene molte sostanze stupefacenti, ma la principale è quella comunemente chiamata THC (tetraidrocannabinolo). La canapa viene utilizzata per le più svariate attività, dalla produzione di tessuti alla creazione di profumi e bevande, ma ciò che oggi dobbiamo approfondire è il suo possibile uso “ricreativo”. È risaputo che l’assunzione di marijuana produce effetti sulla psiche e proprio per questo il Legislatore italiano ha deciso di regolarne il commercio e prevedere delle sanzioni anche molto pesanti per i trasgressori.

La canapa è illegale in Italia?

Se hai provato gli effetti di questa droga ti sarai anche chiesto a quali conseguenze potresti andare incontro, comprandola e continuando ad usarla. Ebbene, in realtà il consumo di cannabis non è affatto illegale in Italia e non lo è nemmeno il semplice possesso o la coltivazione. Bisogna fare chiarezza sulla questione in quanto, anche in conseguenza della recente legge che ha permesso la vendita dei fiori e dei semi di marijuana, un errore di valutazione potrebbe avere delle ripercussioni di non facile risoluzione.

Le norme che si occupano di questa droga non vietano di fumarla o assumerla in qualsiasi modo, cercano soltanto di evitare che si diffonda in maniera eccessiva e possa causare degli effetti devastanti sulle giovani generazioni e comunque sulla salute generale della popolazione. L’uso della marijuana, infatti, non porta solo a uno stato momentaneo di rilassamento e tranquillità, ma può avere anche effetti di lungo termine sul cervello e comunque impedirti di svolgere normalmente alcune attività comuni come guidare o lavorare. Per tali ragioni si è deciso di vietare alcune condotte che sono ritenute più nocive.

La legge prevede che chi detiene droghe leggere con il fine di cederle a terzi (cosiddetto spaccio) è punito con la pena della reclusione da due a sei anni, mentre la detenzione di droghe pesanti con la finalità di spaccio è punita con la pena della reclusione da otto a venti anni. Esiste poi la possibilità che il quantitativo di droga, che sia leggera o pesante, non rappresenti una quantità tale da poter essere considerato utilizzabile per la vendita, ma viene lo stesso comminata una pena che va da sei mesi a quattro anni di reclusione.

La cosiddetta lieve entità non può essere però predeterminata, non puoi ad esempio calcolare con certezza quale sia la quantità di droga che ti permette di ottenere uno sconto della pena. In genere viene riconosciuta quando il fatto è da ritenersi occasionale, quando il quantitativo non è cospicuo, quando le modalità dell’azione fanno configurare il fatto come non professionale, in caso di piccole cessioni, etc. Esiste anche la possibilità che la droga che detieni sia considerata ad esclusivo uso personale.

In tal caso non ricorrono le sanzioni viste fin’ora, ma si avvierà un procedimento amministrativo dinanzi al Prefetto per accertarsi dei motivi che hanno portato all’utilizzo della droga e per controllare se si renda necessario un percorso terapeutico. [1]

La cannabis light

Dall’anno scorso è possibile, nonostante le perplessità che giungono da molte parti, acquistare la cannabis in numerosi negozi sparsi sul territorio. Si tratta di un particolare tipo di marijuana che ha un contenuto di THC inferiore allo 0,2%, limite entro cui la marijuana è ormai consentita nel nostro Paese [2]. La vendita legale di questa sostanza non è propriamente indirizzata al suo consumo quale droga, ma semplicemente al suo utilizzo nel campo dell’imprenditoria, è il caso della produzione di suppellettili e vestiti, e del florovivaismo, cioè della coltivazione dei fiori per bellezza.

È legale coltivare, detenere e consumare a casa la marijuana?

Se decidi di piantare alcuni semi di marijuana in giardino o sul balcone è bene tenere in considerazione alcune questioni che possono permetterti di evitare una sanzione. Iniziamo dalla cannabis light. Essendo legale comprarla sarà possibile anche acquistare i semi e coltivarli a casa, ma è buona norma conservare l’etichetta dei semi piantati, così da poter dimostrare facilmente che si tratta della qualità legale. Tuttavia la polizia giudiziaria potrebbe comunque predisporre dei controlli a campione sulle piante per verificare la percentuale di THC contenuta, che se dovesse superare lo 0,6% potrebbe comportare una condanna penale.

Per quanto riguarda la marijuana classica, se fino a qualche anno fa era possibile coltivarla in casa senza incorrere in sanzioni, a patto che il numero di piantine rendesse palese il suo utilizzo esclusivamente personale e che il tipo di pianta non fosse in grado di produrre grandi quantità di sostanza, la Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività non autorizzata di coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, anche quando siano destinate all’uso personale [3].

In definitiva possiamo sostenere che se la marijuana non è illegale nel nostro Paese, è oggetto di attenzione da parte dell’autorità giudiziaria per colpire le attività di spaccio. Allora anche dalla coltivazione, detenzione e consumo a casa, nonostante l’uso personale, possono derivare conseguenze sanzionatorie. Qualora a casa tu detenga la cosiddetta cannabis legale, con contenuto minimo di THC, potrai stare tranquillo a patto di poter dimostrare che si tratti effettivamente del tipo light. La polizia potrà anche condurre controlli più specifici per accertarsi della pericolosità della canapa che detieni, ma non avrai nulla da temere se il principio attivo non supera quello dichiarato dall’etichetta.

Se decidi di consumarla a casa ricordati di non metterti alla guida. Infatti, pur essendo consentito assumere questo tipo di sostanza, nulla esclude che le tue capacità di attenzione vengano ridotte dagli effetti rilassanti che essa produce e potresti perciò rischiare il ritiro della patente e di dover affrontare un processo penale per dimostrare che si trattava effettivamente del tipo light legale.

Di MICHELE AMATO

note

[1] Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 9/10/1990.

[2] Legge n. 242 del 2/12/2016.

[3] Cassazione Sezioni Unite n. 28605 del 24/04/2008.


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