Food | Articoli

Come cucinare bacche di goji

10 novembre 2018


Come cucinare bacche di goji

> Food Pubblicato il 10 novembre 2018



Hai comprato delle bacche di goji e ora non sai che fartene? Vorresti sapere quale sia il modo di gustarle al meglio? Ecco per te tanti consigli di cucina e ricette sfiziose, per stuzzicare appetito e… salute!

Chi è appassionato di benessere e cura della persona (ma anche chi, magari incuriosito da una pubblicità, negli ultimi anni è capitato su siti che si occupano di salute e bellezza) non può non conoscere il celeberrimo “diamante purpureo”, il cosiddetto “frutto dell’eterna giovinezza” che tanto sta facendo parlare di sé: la bacca di goji. Il piccolo alimento ed eccezionale anti-ossidante, dalla forma oblunga e il colorito rosso intenso e vivace, dalla sua terra d’origine (in Tibet e Mongolia) è ultimamente sbarcato nella nostra dieta, facendo approdo sicuro nelle nostre erboristerie, negozi di agricoltura biologica e, di recente, persino nei nostri supermercati, nel reparto frutta secca. A seguito delle recenti scoperte sulle encomiabili proprietà della bacca, certamente ti sarai ritrovato a volerlo acquistare, non sapendo però bene cosa farne, una volta tornato a casa. Si può consumare da solo? Lo possono mangiare tutti? E, se sì, in che dosi? Ebbene, niente paura, perché in questo articolo ti sarà spiegato una volta per tutte come cucinare le bacche di goji, attraverso consigli pratici e ricette adatte a ogni dieta!

Cosa sono le bacche di goji? Le possono mangiare tutti?

Le bacche di goji sono il frutto di un arbusto, il lycium barbarum, tipico dei Paesi dell’estremo oriente, dove è un rinomato rimedio fitoterapico, utilizzato anche nella medicina tradizionale cinese. Non a caso facenti parte della categoria dei “superfood”, queste bacche sono un potente concentrato di vitamine (principalmente dei gruppi B2, B4, B6, C ed E), sali minerali e soprattutto antiossidanti, nutrienti eccezionali presi a sé, ma che vanno assunti con attenzione.

L’ingerimento di questo frutto è sconsigliato alle donne in gravidanza per via della presenza del selenio (antiossidante che è, al tempo stesso, un elemento potenzialmente allergizzante) e della betaina, composto chimico che interferisce con la formazione del DNA.

È molto importante mantenersi entro le dosi consigliate del prodotto, dal momento che questo può potenzialmente essere dannoso per persone con malattie legate al metabolismo: ad esempio, le bacche hanno un ruolo molto importante nell’abbassamento della glicemia o della pressione, perciò non bisogna abusarne e, se si soffre di malattie come diabete e ipertensione, bisogna sempre consultare il proprio medico prima di consumarne. In ultimo, questo frutto è completamente da tenere alla larga qualora si stiano assumendo farmaci anticoagulanti o si sia allergici ai pomodori, alle melanzane o a un qualsiasi frutto che faccia parte della famiglia delle solanaceae, dal momento che è la stessa delle bacche di goji.

Si possono mangiare da sole? Qual è la dose consigliata?

Il consiglio che i medici danno per ottimizzare gli effetti benefici di questi frutti è di mantenersi trai 10 e i 20 grammi al giorno (se si scelgono le bacche disidratate, la dose è quanto basta per riempire tre cucchiai da cucina), mentre per i bambini la dose è quella di massimo tre cucchiaini. Con un’assunzione quotidiana del prodotto, i risultati dovrebbero iniziare a vedersi dopo un termine di 3-4 settimane.

In commercio si trovano tre tipi principali di prodotti derivati dalle bacche di goji: il primo, quello più comune e diffuso, sono le bacche essiccate; il secondo, reperibile soprattutto in erboristeria, è la polvere(talvolta venduta in capsule); il terzo, al momento di difficile reperibilità in Italia, è il succo. Le bacche possono essere consumate da sole, per uno spuntino gustoso, oppure in varie ricette (quando vi elencheremo i vari utilizzi, qui di seguito, ci riferiremo sempre a questa tipologia di prodotto).

Un consiglio sempre valido è quello di lasciarle in ammollo una decina di minuti prima di mangiarle, in modo tale da farle reidratare e riacquistare tutti i nutrienti necessari. La polvere deve necessariamente essere diluita con acqua per essere consumata; un ottimo modo per usufruirne è quello di metterne un cucchiaino in uno smoothie (un frullato molto cremoso, con una base di frutta morbida o gelato) con una base liquida importante. Un paio di capsule al mattino, inoltre, sono un eccezionale metodo per iniziare la giornata col piede giusto!

Il succo si può bere sia puro sia diluito con acqua. Attraverso il misurino (genericamente presente nella confezione stessa con cui è venduto), lo si può aggiungere alle confetture per conferire un surplus di antiossidanti.

Come posso sfruttare le bacche di goji nella mia colazione?

Trattandosi di un frutto dal sapore dolciastro, molto simile a quello del mirtillo o della frutti di bosco in generale, gli utilizzi per le bacche di goji nel pasto più importante della giornata possono essere svariati: per onnivori e vegetariani si può pensare di aggiungerle allo yogurt greco, al gelato (tra tutti, soprattutto quelli alla panna o alla pera), oppure all’inserirle nell’impasto di dolci da infornare (come torte, ciambelle o plum cake) o ancora di dolci da frigo come semifreddi e tiramisù.

Per i vegani, oltre alle ricette già citate (realizzate con le sostituzioni adeguate), si può anche pensare di aggiungere le bacche agli smoothie, ai cereali, alla macedonia o al muesli, tenendo conto che con le bacche di goji è possibile realizzare anche degli squisiti infusi, eccezionali per i reni, o marmellate.

Ecco alcune delle ricette che è possibile realizzare con le bacche di goji:

  • bacche di goji ricoperte di cioccolato (vegan friendly): cominciamo con il piatto più semplice. Per realizzare questo sfizioso snack, ti basterà far sciogliere a bagno maria un po’ di cioccolato fondente (anche questo un ottimo antiossidante) mentre in una bacinella avrai messo a reidratare le bacche (una ventina di minuti sono sufficienti). Successivamente, disporrai i frutti – scolati e asciugati – su di una griglia metallica dalla trama fitta e versarvi sopra il cioccolato, facendo attenzione a ricoprire completamente le bacche. Disporrai quindi le bacche in frigo per circa due ore prima della consumazione;
  • torta di carote e gocce di cioccolato: in questa golosa versione della classica torta di carote, si possono usare le bacche (reidratate per una decina di minuti in acqua fredda) tritandole e integrandole all’impasto quando si uniscono le farine agli ingredienti liquidi, mescolando energicamente per amalgamare tutti gli ingredienti. Infine, quando si uniranno le carote grattuggiate, basterà aggiungere insieme una manciata di fave di cacao in granella o gocce di cioccolato fondente e infornare in forno statico preriscaldato a 170° per circa 40′. Per gustare la torta al meglio, consigliamo di sottrarre una ventina di grammi di zucchero semolato dalla ricetta tradizionale, dal momento che le bacche di goji sono già, di per sé, piacevolmente zuccherine. La variante vegan friendly di questa ricetta si può ottenere usando zucchero di canna e fichi secchi reidratati e tritati al posto dello zucchero semolato; cremor tartaro e 1 cucchiaino di bicarbonato al posto del lievito in polvere per dolci; 30 gr di olio di girasole in più per sopperire alla mancanza delle uova;
  • mattonelle di cioccolato e goji (vegan friendly): hai voglia di brownie ma ti spaventa il loro apporto calorico? Ecco una ricetta gustosa e nutriente che risponde alle tue esigenze! Per questo piatto avrai bisogno non solo delle bacche di goji, ma anche di mandorle e di nocciole sgusciate. Dovrai sciogliere a bagno maria del cioccolato fondente (la percentuale consigliata è dall’80% in su) e, in un secondo momento, aggiungerai il latte di soia (se onnivori o vegetariani, anche il latte vaccino va bene). In un pentolino a parte, poi, dovrai amalgamare in un composto omogeneo zucchero di canna e malto di mais (anche qui, nelle altre diete si possono utilizzare anche lo zucchero semolato e il burro), mentre in una ciotolina dovrai porre in acqua tiepida le bacche di goji per una decina di minuti circa. A seguire si uniranno le bacche scolate alla frutta secca e si mescoleranno a parte la farina integrale e alla polvere di cacao amaro, per poi amalgamare tutti gli ingredienti restanti insieme al composto secco. L’ultimo step consiste, infine, nel versare il composto in una teglia unta e ricoperta di carta forno e infornare a 150° in forno statico ventilato per mezzora;
  • marmellata di bacche di goji (vegan friendly): per questa ricettina dovrai far stare in ammollo la stessa dose di bacche di goji e mirtilli rossi nel succo d’arancia per circa trenta minuti. Terminata la fase di reidratazione, dovrei frullare bacche e mirtilli assieme a una porzione a piacere di fragole, unendovi un cucchiaino di semi di chia per far sì che il composto si addensi con successo (in alternativa, si può sempre usare la pectina). Prima del consumo, la marmellata deve riposare in frigo per un quarto d’ora. Tenete a mente che, a differenza di altre marmellate fatte in casa, quella di goji deve essere preparata al momento per ottenere gli effetti migliori;
  • variante dell’acai bowl: anch’esso facente parte della categoria dei superfood, l’acai è un frutto originario dell’Amazzonia, particolarmente ricco di vitamine, fibre e antiossidanti. Questa sorta di macedonia con frutta secca e cereali – che è, sostanzialmente, l’acai bowl – è un piatto per la prima colazione ricchissimo di nutrienti che ti fornirà certamente l’energia di cui hai bisogno! Nel piatto tradizionale, si miscela un cucchiaino di acai in polvere assieme allo yogurt greco, il latte di cocco e il miele, per poi aggiungere cornflakes, banana e cocco: nella versione che ti proponiamo noi, potrai guarnire la tua ciotola, oltre che con le bacche di goji, anche con albicocche disidratate, con semi di girasole o di zucca, noci, pistacchi e mandorle, mirtilli rossi e avena. Altre varianti ancora sostituiscono il latte di cocco con quello di soia o di mandorle, nonché i cornflakes con il muesli più tradizionale o i fiocchi d’avena. Insomma, un piatto in cui potrai sbizzarrire la tua fantasia.

Come posso cucinare le bacche di goji nei piatti salati?

Se ti piace l’agrodolce o, in generale, la cucina esotica orientale, sarai felice di sapere che è possibile utilizzare le bacche di goji anche nei primi, nei secondi, nei contorni e, addirittura, nelle salse (sia da guarnizione che per accompagnare la carne). Per quanto riguarda i primi, ad esempio, questi fruttini si accompagnano divinamente al riso (soprattutto alle varietà dal chicco lungo e sottile, come il basmati), sia che si preferisca prepararlo come insalata, sia che si preferisca accompagnarle al risotto tradizionale (in particolare, ne consigliamo l’accostamento a curcuma e pepe nero).

Le bacche di goji inoltre possono essere facilmente inserite nelle insalate di cous cous e quinoa, nonché nelle vellutate di verdure per dare un gusto esotico al solito minestrone (ci sentiamo di consigliarne l’accostamento a carote, piselli, peperoni, broccoli o spinaci).

Nei secondi, invece, il prodotto è facilmente accostabile a sapori come quello della carne del pollo o del manzo, tanto che nella cucina asiatica queste bacche si accompagnano sovente alla carne di questi animali. Non solo: per la felicità dei pescetariani, questo superfood può tranquillamente accompagnarsi al sapore delicato della sogliola, della platessa o dei gamberi. Inoltre le bacche di goji conferiscono un tocco in più anche ai carpacci, sia di pesce che di carne. Per i nostri amici vegani, invece, si può accostare questo alimento al seitan con un sapore comprimario come l’uva o i frutti rossi.

Infine, per i contorni ci sono varie opzioni: si può pensare di inserirle in insalate verdi tanto quanto in quelle più sostanziose, comprensive di pollo (due molto famose, in merito, sono l’americana Cobb salad e la messicana Caesar salad). I sapori che più si addicono all’accostamento con questa pietanza sono quelli dell’avocado, dei finocchi, della rucola, delle pere e dei manghi, nonché dei già citati carote, spinaci e piselli.

Ricorda: in tutti i suggerimenti che ti abbiamo appena fornito è bene che tu reidrati le bacche prima di sfruttarle in cucina e che non superi la dose giornaliera consigliata a persona.

Se vuoi iniziare subito a sperimentare in cucina, ecco a te qualche ricetta suggerimento:

  • riso saltato con bacche di goji (vegetarian friendly): ami la cucina tradizionale cinese e vuoi provare a replicare uno dei loro gustosi piatti? Se riuscirai a procurarti del vino di riso, della salsa di soia, della salsa ai funghi (per gli onnivori, va bene la salsa alle ostriche) e un wok, ecco una pietanza tipica del capodanno cinese che puoi preparare con le bacche di goji. Tieni conto che, però, per questa ricetta sarà necessario iniziare dalla sera prima. Per iniziare, risciacqua il riso basmati sotto l’acqua finché questa stessa non sarà completamente transparente, dopodiché mettilo sul fornello a fuoco vivo in una casseruola riempita d’acqua fredda. Cuoci sinché i chicchi non saranno teneri, poi metti la pentola coperta da parte e scola solo dopo cinque minuti, stendi il riso su una teglia e, dopo averlo lasciato a intiepidire, riponilo in frigo per tutta la notte o per un tempo di posa di circa sei ore. Circa un’ora prima del pasto, poni le bacche in ammollo per dieci minuti e scolale. Unisci le salse al vino e a dell’olio di sesamo, mescolando tutto insieme in una ciotola, poi scalda un cucchiaio di olio d’arachidi a fuoco vivace nel wok e fai cuocere al suo interno una mistura di uova e olio di sesamo. Successivamente, riponi tutto in un piatto e, nello stesso wok ripulito, fai soffriggere dell’aglio e dello zenzero finemente tritati in un altro cucchiaio di olio d’arachidi. Unisci nella pentola dei broccoletti o delle cime di rapa, e lascia appassire le foglie, poi aggiungi il riso, le bacche e la salsa. Salta tutto in padella finché il riso non sarà caldo e aggiungi l’uovo.
  • scaloppine di seitan all’uva (vegan friendly): per preparare questo sfizioso secondo, avrai bisogno di procurarti le spezie provenzali (genericamente vendute già assortite) e il rosmarino fresco, nonché farina di riso e una centrifuga (o anche uno schiacciapatate). Trita insieme le spezie e uniscile alla farina, facendo in modo di tenere da parte un po’ del rosmarino da parte per l’impiattamento finale, dopodiché estrai il succo dagli acini d’uva. Taglia il seitan a fettine sottili e passale nel mix secco precedentemente creato, facendo in modo di impanare il tutto per bene; successivamente metti a scaldare in padella del porro affettato a rondelle (anche lo scalogno o la cipolla rossa vanno bene) in padella assieme alle bacche di goji e, quando la verdura sarà diventata quasi trasparente, aggiungi il seitan. Aggiungi anche il succo d’uva dopo due minuti e continua a cuocere il tutto per altri dieci, sfumando col vino bianco qualora il tutto dovesse asciugarsi troppo. Aggiusta di sale e pepe e servi con il rosmarino che avrai conservato.
  • pollo “ubriaco” con goji e riso: per questa pietanza dal nome esilarante, poni a cuocere in una casseruola, in cui avrai precedentemente disteso un filo d’olio di sesamo nero, delle cosce di pollo fino a quando la maggioranza di queste non saranno cotte, quindi condisci con sale e pepe. Successivamente, aggiungi del brodo di pollo misto ad acqua, dello zenzero tagliato a rondelle sottili, le bacche di goji e del vino da cucina cinese. Porta poi il tutto a ebollizione, quindi riduci il calore e cuoci a fuoco lento per 20-30 minuti. Quando hai finito, in una grande ciotola, metti uno strato di riso sul fondo e versa quindi il brodo con gli ingredienti in cima.
    Buon appetito!
  • gamberi saltati in padella con goji e broccoli: per continuare sul filone delle ricette tratte dal capodanno cinese, ecco un’altra squisita pietanza tradizionale del Paese:  per prepararlo, preriscalda il wok a fuoco alto, assicurandoti di lasciarlo coperto, e aggiungi in un secondo momento l’olio da cucina, agitando per ricoprirne la base. Aggiungi dell’aglio tritato e lascia a soffriggere per qualche secondo, unisci poi delle cimette di broccoli, delle carote, i gamberi, la salsa di ostriche, la salsa di soia lascia arrostire il tutto sul fuoco per una decina di secondi circa. Versa poi il brodo di pollo e aggiungi le bacche di goji, portando i gamberi e la verdura a ebollizione e ricoprendo con il coperchio. Lascia quindi che la pietanza cuocia a vapore per circa 2 minuti, poi togli il coperchio. I broccoli devono essere teneri, ma non molli e dovrebbero avere un bel colore verde brillante. Infine, versa gradualmente dell’amido di mais (avendo avuto modo di setacciarlo prima per toglierne i grumi), mescolando contemporaneamente. Quando il sugo si addenserà e inizierà a gorgogliare, trasferisci tutto su di un piatto da portata e servi immediatamente.

Come posso assumere le bacche di goji in una dieta liquida?

Come avevamo premesso precedentemente su questo stesso articolo, è possibile trarre dalle bacche di goji dei succhi e degli infusi iper-nutrienti ed energizzanti, nonché, assieme ad altra frutta, anche dei gustosi frullati. Ricordiamo che alcuni dei sapori che si sposano al meglio con quello delle bacche sono quelli delle pere, dei manghi, delle albicocche e degli agrumi pelati a vivo. Per un break fresco e rigenerante, ti lasciamo infine un’ultima ricetta, augurandoti una serena e salutare scorpacciata di bacche!

Tè freddo all’ibisco e bacche di goji: dopo aver fatto bollire l’acqua, rimuovila dal fuoco e versa al suo interno i fiori di ibisco, lo sciroppo di agave (in alternative, il miele va benissimo, soprattutto la varietà del millefiori o del castagno), la cannella e le bacche di goji. Lascia riposare per mezzora e mescola per trenta secondi, facendo poi filtrare il tè. Lascia raffreddare il tutto e servi con del ghiaccio e una fettina di limone o di arancia, a piacere. La bevanda non può essere consumata oltre le ventiquattro ore.

Di SERENA MEO


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI