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Ci si può sposare senza divorzio?

18 ottobre 2018


Ci si può sposare senza divorzio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2018



Senza il divorzio, che scioglie gli effetti del matrimonio civile, è possibile risposarsi solo in limitati casi richiamati dalla legge.

Chiunque conosce almeno una persona che ha deciso di risposarsi e creare una nuova famiglia. Si tratta di una situazione che spesso si impone per l’impossibilità di continuare a vivere con chi non si ama più o semplicemente per il fatto che il compagno di una vita ha deciso a sua volta di abbandonare il tetto coniugale. Se hai deciso di farlo anche tu devi sapere che la legge italiana, prima di permetterti di risposarti, ti chiede di percorrere alcune strade che possono essere lunghe e tortuose e possono anche comportare delle conseguenze dolorose. Un possibile passaggio fondamentale prima delle nuove nozze è costituito dal divorzio, ma non è sempre necessario: quando, allora, ci si può sposare senza divorzio? Premettendo che con il termine “matrimonio” e “sposi”, per effetto della legge che nel 2016 ha stabilito la forma di unione per le coppie omosessuali, non ci si può riferire alle unioni civili e alle parti di esse, vedremo comunque, anche per queste, quali sono le possibilità di divorzio e nuova unione.

Cos’è il matrimonio?

Se hai deciso di formare una famiglia con la persona che ami, ti sarai anche chiesto cosa devi fare per avere tutti i relativi diritti che ne discendono. Infatti la famiglia è qualcosa di molto più complesso del semplice “volersi bene” e per questo il legislatore ha stabilito delle precise regole che consentono di ottenere tutto ciò che è necessario allo stare insieme e permettono una tranquillità morale ed economica.

In Italia il rapporto tra due persone può prendere la forma del matrimonio civile o religioso (oppure misto: cosiddetto concordatario), oppure, dal 2016, del contratto di convivenza e dell’unione civile. Si tratta, in tutti i casi, di un patto che mira a rendere stabile il rapporto, anche tra persone dello stesso sesso nel caso dell’unione civile. Prima di decidere la forma di rapporto che vuoi adottare, è bene studiare attentamente le varie possibilità. Non si tratta, infatti, di strutture giuridiche uguali, essendo state create per dare risposta a esigenze diverse.

Ad esempio solo le persone di sesso diverso possono accedere al matrimonio (civile o religioso). Ma queste possono scegliere anche di stipulare un contratto di convivenza, essendo solo l’unione civile riservata alle coppie omosessuali. Ma vediamo meglio di cosa si tratta. Il matrimonio è un istituto del diritto italiano che solo da pochi si accompagna con nuove forme di suggellazione dei vincoli di coppia, come la convivenza e le unioni civili. Rimane comunque quello che concede maggiori diritti.

Più precisamente, il matrimonio indica l’unione tra un uomo e una donna a fini esclusivamente civili (matrimonio civile) o esclusivamente religiosi (matrimonio religioso). Esiste poi la possibilità che gli effetti del matrimonio celebrato in Chiesa, che nella forma esclusivamente religiosa ha valore solo per il diritto canonico, valgano anche per il diritto italiano.

È questo il cosiddetto matrimonio concordatario, che è reso possibile grazie a degli accordi tra lo Stato Italiano e la Santa Sede. Se hai deciso di sposarti con il rito civile o concordatario, ma anche nel caso di unione civile per le coppie omosessuali, hai assunto importanti diritti quali il diritto ad essere assistito, a non essere tradito, ad essere rispettato; ma sei anche titolare di numerosi doveri come essere fedele, dare assistenza morale ed economica a tuo marito o a tua moglie o al tuo compagno o compagna, hai il dovere di collaborare per gli interessi della famiglia e di abitare assieme al partner, devi contribuire ai bisogni della famiglia tramite i frutti del tuo lavoro. Non sempre però le cose vanno come ci si aspetta ed è usuale non andare più d’accordo.

Che tu sia stato tradito o tradita o abbia capito che la tua vita fino ad ora non è stata quella giusta per te e vorresti cancellare tutto per ricominciare da capo con un’altra persona, puoi anche pensare di risposarti o ricominciare la procedura di unione civile. Ma per la legge italiana non è possibile sposarsi o unirsi una seconda volta se ancora il primo rito produce i suoi effetti, è necessario annullarli prima di convogliare a nuove nozze.

Cos’è il divorzio?

Ti sei reso conto di non avere più nulla da condividere con il compagno o la compagna di una vita e perciò non credi che il matrimonio, che vi ha tenuto insieme per tanti anni, debba continuare? In Italia non si può scioglierlo come se fosse un semplice patto privato, cosa che è invece possibile per il contratto di convivenza, è necessario che intervenga la sentenza di un Tribunale a dichiarare cessati gli effetti del matrimonio. Il divorzio è proprio quello strumento che ti permette di slegarti dagli obblighi che derivano dal fatidico “si lo voglio”.

La legge stabilisce dei casi determinati in cui è possibile divorziare in maniera automatica e veloce. In particolare si richiede che l’altro coniuge sia stato condannato per reati che comportino la pena dell’ergastolo o una pena superiore a 15 anni di carcere, oppure la condanna per alcuni delitti contro la famiglia o contro la morale pubblica; o ancora perché l’altro coniuge si sia già risposato all’estero o abbia ottenuto l’annullamento del matrimonio o il suo scioglimento; nel caso in cui il matrimonio non sia stato consumato o il coniuge abbia cambiato il proprio sesso.

Diverso è nelle le unioni civili, per le quali è previsto il divorzio automatico in caso di cambio di sesso di una delle parti, ma che, al di fuori di questa possibilità è reso molto più pratico il divorzio che discenda dalla semplice volontà, che non necessita di un periodo di separazione. In caso di matrimonio, invece, al di fuori dei casi di scioglimento automatico che abbiamo visto, puoi chiedere il divorzio quando sei legalmente separato dal tuo partner, ovvero quando hai ottenuto dal giudice la possibilità di sospendere per un certo periodo di tempo i tuoi doveri matrimoniali, compreso quello di coabitare e di essere fedele.

Quando non vi sono più possibilità di ristabilire la pace coniugale il giudice dichiara la possibilità di accedere al divorzio. Con il divorzio si scioglie il matrimonio civile e l’unione civile, mentre nel caso di matrimonio concordatario si dichiarano cessati solo gli effetti civili dell’istituto. Sul piano religioso, infatti, il sacramento del matrimonio resta comunque indissolubile, salvo il caso di nullità dello stesso, che si ottiene quando la Santa Sede dichiara che ci sia stato un errore, in sede di celebrazione del matrimonio, che non può essere in alcun modo sanato: l’esempio classico è rappresentato dalla originaria mancanza di volontà di sposarsi.

Tralasciando il matrimonio concordatario, che non prevede la possibilità di divorziare, devi tenere in considerazione anche gli effetti che lo scioglimento del matrimonio produce sul tuo rapporto con eventuali figli e sul piano economico.

Al momento del divorzio il giudice può disporre a carico di uno dei due coniugi il pagamento di un assegno che tenga conto della situazione patrimoniale di entrambi. Il giudice inoltre decide a chi deve essere affidata la casa che fino a quel momento è stata il tetto della famiglia, non conta il fatto che tu sia o meno il proprietario. I figli, poi, saranno affidati ad uno tra i genitori, con la possibilità, per l’altro, di vederlo in determinate occasioni e prendere alcune decisioni che lo riguardano.

Ci sono poi altri effetti, come quello per cui la moglie perde il cognome del marito ed entrambi perdono i relativi diritti successori.

Quando mi posso risposare?

Veniamo ora alla questione di fondo del nostro discorso. Vorrai certo sapere se esiste la possibilità di risposarti senza essere divorziato. Uno dei requisiti richiesti dall’ordinamento italiano per accedere al matrimonio è la cosiddetta libertà di stato, ovvero non vi devono essere vincoli che derivino da precedenti matrimoni o unioni. Insomma, ci si può sposare quante volte si vuole, ma nessuno può essere autorizzato a sposarsi se ancora sono vivi gli effetti di un matrimonio precedente. Alla tua domanda, allora, corrisponde una risposta negativa.

Esistono delle condizioni che fanno venir meno gli effetti del matrimonio pur mancando una sentenza di divorzio.

Nel caso di morte del coniuge ad esempio. Se si tratta di lutto vedovile, però, la donna dovrà aspettare trecento giorni dalla cessazione del precedente matrimonio, e ciò per evitare dubbi sulla paternità di eventuali figli. Questo termine non dovrà essere rispettato se il precedente matrimonio è stato dichiarato nullo per impotenza di uno dei due coniugi, se il precedente matrimonio non è stato consumato o se sono trascorsi tre anni di effettiva separazione con il precedente coniuge prima che morisse.

Per quanto riguarda il rito del matrimonio cattolico, che si basa su valori quali l’indissolubilità, la procreazione e l’obbligo di educare i figli secondo la dottrina cattolica, è possibile risposarsi in caso di morte del congiunto o in caso di nullità del precedente matrimonio, ovvero quando ad esempio non ci sia stata l’effettiva volontà di una delle parti o manchi la possibilità di procreare.

In alcuni casi, discutendo il problema con il proprio parroco, è possibile anche ottenere una dispensa ed accedere comunque al secondo matrimonio religioso.

Ma è si può anche contrarre matrimonio civile se si è già sposati con un matrimonio soltanto canonico o nel caso di matrimonio concordatario che non sia stato trascritto nei registri dello stato civile, oppure qualora il precedente matrimonio sia stato sciolto, sia nullo o sia stato annullato.

Esiste un ultimo caso in cui è consentito contrarre un nuovo matrimonio senza essere divorziati: è quello della morte del congiunto. Ma esiste anche un caso limite: se il tuo coniuge è scomparso da lungo tempo senza dare alcuna traccia della sua attuale situazione, la legge prevede la possibilità, trascorsi almeno dieci anni dall’ultima notizia dell’assente, di far dichiarare dal tribunale la cosiddetta morte presunta della persona. In questo caso potrai contrarre un nuovo matrimonio.

Per quanto riguarda le unioni civili, abbiamo visto come esse possono essere sciolte più velocemente dei matrimoni, ma resta il divieto di nuova unione senza che siano cessati gli effetti delle precedenti e ciò è possibile con il divorzio o la morte del compagno, anche presunta.


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